La lunga notte dell'Europa. Conte attacca Rutte: "Ne rispondi a tutti" - Startupitalia
single.php

Ultimo aggiornamento il 20 luglio 2020 alle 0:15

La lunga notte dell’Europa. Conte attacca Rutte: “Ne rispondi a tutti”

Le posizioni tra Italia e Olanda sarebbero più vicine sul piano di Michel: Next Generation Eu composto da 400 miliardi di aiuti e 350 di prestiti. Timore per le Borse in caso di fallimento

Prosegue da oramai 72 ore il braccio di ferro tra Italia e Olanda. La decisione dei Ventisette di protrarre il vertice europeo anche per tutta la notte potrebbe significare due cose antitetiche: o non si vuole uscire dal conclave senza una soluzione, oppure si è vicini alla svolta e gli sherpa stanno limando i dettagli su cui potrebbe registrarsi infine la convergenza tra Giuseppe Conte, a capo dei Paesi del Sud che chiedono un Recovery Fund coraggioso, e Mark Rutte, falco più agguerrito dei Frugal Four. Ma secondo le ultime voci di corridoio sarebbe più plausibile la seconda ipotesi: potrebbe infatti essere vicino un accordo sulla proposta elaborata dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel che prevede un Next Generation Eu composto da 400 miliardi di aiuti e 350 di prestiti. Un piccolo passo avanti rispetto all’iniziativa finlandese che prevedeva 350 miliardi per entrambi.

Le tensioni tra Italia e Olanda fanno traballare l’Europa

In serata, secondo quanto rivelano fonti italiane, il presidente del Consiglio Conte avrebbe attaccato frontalmente l’omologo olandese Mark Rutte: «Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguarda solo in parte – ha detto l’inquilino di palazzo Chigi-. In realtà -l’affondo -, se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea. Voi – ha aggiunto – avete dubbi perché le risorse finanziarie di cui ragioniamo oggi vi sembrano tante. In realtà è il minimo indispensabile per una reazione minimamente adeguata; se tardiamo la reazione dovremo calcolare il doppio o forse anche di più».

Viktor Orbán e Giuseppe Conte

Cosa sta accadendo a Bruxelles

«Sarebbe davvero un peccato se non raggiungessimo una soluzione. Penso che abbiamo una grande responsabilità e secondo me è anche possibile» arrivare a un compromesso, ma «affinché ciò accada, tutti devono muoversi» dalle proprie posizioni. La terza giornata consegna ai cronisti il cambiamento d’umore di uno dei più fieri membri dei Frugal Four, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, improvvisamente possibilista circa il raggiungimento di un accordo aggiornando la stampa al vertice Ue. «Se qualcuno pensa di poter dettare le regole qui o decidere di andare a casa, allora il vertice potrebbe fallire, ma spero che non sia questa la strada da percorrere», ha poi aggiunto Kurz rispondendo indirettamente a Emmanuel Macron che – secondo quanto riportano fonti presente all’incontro – a un certo punto avrebbe persino minacciato di tornare all’Eliseo, visto lo stallo.

Equilibri inediti. Europa anno zero?

«Sostanzialmente è ormai una disputa tra italiani e olandesi. Noi siamo dalla parte dell’Italia», taglia corto il premier ungherese Viktor Orban, capofila dei Paesi dell’Est afferenti al Gruppo di Visegrad. «Bisogna dare i soldi ai Paesi che ne hanno bisogno e permettere loro di spenderli appena possibile per stabilizzare le loro economie, invece di ingaggiare lunghe dispute burocratiche» ha aggiunto, lasciando intendere di essere passato dalla parte dei Frugal Four a quella dei Paesi mediterranei. Ieri Mark Rutte aveva detto in faccia a Ungheria e Polonia che intende mettere come condizione di accesso al fondo il rispetto dei diritti fondamentali, oggi il politico ungherese, in odore di dittatura, appoggia dunque l’altro fronte nella speranza di ottenere un lasciapassare al tesoretto comunitario come ringraziamento. «Se li aiutiamo al momento giusto li aiutiamo due volte», ha poi aggiunto Orban che ha illustrato lo stato d’arte della prova muscolare in quel di Bruxelles: «Alcuni guidati dall’olandese vorrebbero creare un nuovo meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto. Se l’intesa non si fa è a causa del leader olandese”, ovvero Mark Rutte, «non a causa mia. È lui che ci ha fatto impantanare in questa faccenda. L’olandese è il vero responsabile per tutto il caos di ieri».

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter