Ricercatori italiani: dati vaccino russo paiono "copia-incolla" - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2020 alle 14:39

Ricercatori italiani: dati vaccino russo paiono “copia-incolla”

Intanto il ministro della Salute inglese precisa: "Stop di tutti i test di Astrazeneca non è necessariamente battuta d'arresto"

Nel giorno in cui l’Europa scopre che i test del vaccino su cui aveva puntato sono momentaneamente interrotti, notizia che di per sé è bastata a indebolire le Borse, sembrano aumentare i dubbi sull’efficacia di Sputnik V, il prodotto finanziato dallo stato russo. Secondo quanto afferma infatti oggi il Manifesto, un gruppo di ricercatori, tra cui gli italiani Enrico Bucci, Antonella Viola e Michele De Luca, ha contestato apertamente, per mezzo di una lettera, la validità dei dati forniti dalla Russia. Secondo i ricercatori, molti dei dati presenti nella ricerca sul vaccino, pubblicati su The Lancet, parrebbero frutto di un “copia-incolla” e sarebbero pertanto non veritieri. Nella lettera aperta, che i ricercatori inoltrato sia alla pubblicazione scientifica, sia al capo del team russo, il gruppo chiede di poter valutare i dati grezzi della ricerca.

L’intervento del ministro inglese sul vaccino di Oxford

Intanto, la decisione presa da Astrazeneca e dall’università di Oxford di sospendere momentaneamente i test clinici sul loro vaccino contro il Covid-19 ha imposto il governo britannico a serrare le fila e assicurare i Paesi, tra cui l’Italia, che hanno già ordinato milioni di dosi di vacino. “Non rappresenta necessariamente una battuta d’arresto” ha detto il ministro della salute della Gran Bretagna, Matt Hancock, spiegando che quanto avvenuto fa parte del “normale processo” di sviluppo di un vaccino.

“Quando si riscontra un problema – ha detto – allora il sistema viene messo in pausa mentre si indaga quel particolare problema”. “Quello che questa decisione dimostra – ha aggiunto Hancock – è che non metteremo in circolazione un vaccino fino a che non saremo pienamente certi che sia sicuro e non ci faremo certo condizionare dall’entusiasmo di arrivare al risultato”. Il ministro ha inoltre rivelato che non è la prima volta che i test clinici sul vaccino sviluppato da Astrazeneca e Oxford university vengono messi in pausa ribadendo che questo appunto è un processo standard in questi casi.

 

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