Discorso sullo stato dell'Unione: «L'Europa c'è per proteggere»
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Ultimo aggiornamento il 16 settembre 2020 alle 10:05

Discorso sullo stato dell’Unione, von Der Leyen: «L’Europa c’è per proteggere»

«Col presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità in Italia»

Si è tenuto pochi istanti fa il discorso sullo stato dell’Unione. Solitamente poco più di una liturgia laica di scarso interesse, mai come quest’anno avvenimento cruciale, visto che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a un anno esatto dalla nomina, si ritrova a parlare sulle macerie di una Europa duramente colpita dal Coronavirus. Nel suo intervento, von der Leyen ha definito la sua visione di un’Europa più forte dopo la pandemia, sottolineando la necessità di creare una Unione della sanità, e tracciato la via da seguire e le priorità della Commissione per il prossimo anno, soffermandosi soprattutto sul piano e le linee guida del Next Generation Eu (o Recovery Fund).

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Il discorso sullo stato dell’Unione

«Col presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità, in Italia, per dimostrare che l’Europa c’è per proteggere». Così, davanti a un Europarlamento spopolato per il rispetto delle misure di sicurezza anti-contagio, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione.

La presidente della Commissione Eu Ursula von der Leyen

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Una Unione della sanità

«È il momento di creare una Unione della sanità aumentando innanzitutto i fondi per rimediare ai tagli del Consiglio europeo, rafforzando l’agenzia del farmaco e l’agenzia per il controllo delle malattie», ha proseguito la numero 1 della Commissione europea, aggiungendo che nel quadro della conferenza sul futuro dell’Europa occorre aprire il capitolo delle competenze comunitarie sulla sanità traendo le logiche conseguenze della pandemia. Von der Leyen si è espressa anche sui salari minimi: «Tutti nell’Unione devono averli. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi».

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