Phyd, Adecco apre a Milano l'hub fisico (e online) dell'occupabilità
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Ultimo aggiornamento il 16 settembre 2020 alle 14:37

Phyd, Adecco apre a Milano l’hub dell’occupabilità

I nuovi spazi in via Tortona. Il portale è rivolto a studenti, professionisti e persone in cerca di lavoro

«Phyd è il nuovo hub verticale sull’occupabilità: perché non basta più parlare di occupazione. Grazie all’intelligenza artificiale sviluppata con Microsoft siamo in grado di verificare le competenze e le skill di uno studente, un lavoratore o una persona in cerca di lavoro. In poco tempo vediamo qual è l’indice di aderenza alla posizione che si vorrebbe ricoprire. Phyd è un luogo fisico e online, oggi si parla molto di phygital, che si presenta come una sorta di palestra: ti svela le tue reali competenze e cosa devi fare per continuare a formarti». Manlio Ciralli, CEO di Phyd, ha presentato così il nuovo spazio che ha aperto oggi a Milano, in via Tortona 31, dove tecnologia ed esperti aiutano le persone ad essere sempre occupabili. «La nostra ambizione guarda a un mondo in cui le competenze dei lavoratori vanno a braccetto con quelle richieste dal mercato».

Phyd: i servizi

StartupItalia ha partecipato all’inaugurazione dei nuovi spazi di Phyd, un progetto germogliato quasi tre anni fa e che vede la collaborazione con Microsoft, che ha sviluppato l’AI in grado di fare uno screening delle competenze di ciascuno, tra hard e soft skill. «Il nostro sistema – ha spiegato Ciralli – restituisce percentuali agli iscritti. Da quelle loro partono per migliorarsi. Phyd spiega, ad esempio, se la posizione lavorativa alla quale uno studente punta è in crescita oppure in declino. In alcuni casi, magari, un professionista ha competenze per un mestiere di cui nemmeno conosce l’esistenza».

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Pensato anni prima della rivoluzione che ha investito il mondo del lavoro a causa del coronavirus, Phyd mescola il lato digitale con quello fisico. «Stiamo per partire con un palinsesto di oltre 40 settimane: chi vuole partecipare (le iscrizioni sono gratuite, ndr) può incontrare coach e mentor nei nostri spazi. Quello che però vorrei sottolineare è che questo non è un social, ma una palestra. Le persone devono agire e mettersi in discussione».

Dopo lo screening di ciascun professionista online, Phyd propone infatti una lunga lista di corsi formativi (gratuiti e a pagamento) offerti da aziende partner su tematiche verticali, che il sistema ha giudicato su misura dell’utente affinché colmi i suoi gap. Questo hub è un luogo aperto alle aziende e anche al mondo dell’istruzione. «Le mattine saranno infatti dedicate agli studenti – ha spiegato Ciralli a StartupItalia – siamo già in contatto con università: questo deve essere un luogo di ispirazione». Oltre a un’arena per eventi e incontri, Phyd offre anche un percorso gratuito di 40 minuti di assessment: dentro le capsule presenti in sede gli iscritti potranno capire in cosa sono realmente competenti e quali sono le lacune da colmare. Una volta terminata la sessione, parleranno dal vivo con un esperto che gli consiglierà i percorsi più indicati.

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Mondo del lavoro: sprechi e opportunità

Nel corso della presentazione di Phyd, è stata data anche una panoramica globale e nazionale del mercato del lavoro. Grazie al digitale sono nate nuove occupazioni, ma l’innovazione ne ha fatte sparire altrettante. Il punto di partenza deve essere dunque un mindset che ciascun professionista (dipendente o meno) deve adottare: lavorare sempre sul reskilling e mantenere costante la propria formazione. Sul tema è intervenuta anche Silvia Candiani, AD di Microsoft Italia: «C’è un dato di partenza che trovo inaccettabile: con la disoccupazione giovanile di cui soffriamo, abbiamo comunque 150mila posti di lavoro nel settore ICT scoperti. È uno spreco di talento».

Sui trend globali si è espresso anche Andrea Malacrida, Fondatore di Phyd e Country Manager di The Adecco Group in Italia. Gli scenari non a lungo termine, ma guardano al futuro imminente. «Nei prossimi 5 anni – ha spiegato – ci saranno 60 milioni di posti di lavoro che oggi non ci sono. Nel 60% dei casi questi saranno inseriti nell’ambito coding, big data e robotica. Ormai le competenze diventano obsolete sempre più velocemente. Trovo eloquente un altro numero: il 65% dei bambini di oggi, faranno da grandi un lavoro che ancora non esiste». Questa la panoramica mondiale, ma in Italia cosa bisogna aspettarsi? «Entro il 2023 dovremo coprire 400mila posti di lavoro nel settore della sanità e dell’assistenza sociale».

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