Raccolte fondi sotto Covid, italiani generosi ma... non si fidano del digitale
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Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2020 alle 6:53

Raccolte fondi sotto Covid, italiani generosi ma… non si fidano del digitale

La ricerca, pubblicata da Nonprofit Tech For Good e Italia non profit, ha fatto il punto della situazione sul fundraising italiano

Due italiani su tre hanno fatto almeno una donazione durante l’emergenza Coronavirus. Un dato che conferma la generosità dei cittadini del bel Paese, soprattutto in un momento così complicato per tutti. A mostrarlo è una ricerca, il “Global Trends in Giving 2020“, incentrata sulla rilevazione dei comportamenti dei donatori di tutto il mondo, alla quale per la prima volta ha partecipato anche l’Italia. L’indagine, ideata dall’agenzia Non Profit Tech For Good e sponsorizzata da Fundraise, ha coinvolto 133 nazioni, mettendo in evidenza i trend principali di tutti i continenti. Per l’Italia, il research partner è stata l’associazione Italia non profit, che ha curato lo studio, condotto dal 1 marzo al 31 maggio 2020, su 1.356 persone del nostro Paese.

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Generosità italiana

Secondo la ricerca, l’86% dei partecipanti italiani alla ricerca ha dichiarato di aver effettuato almeno una donazione nell’ultimo anno. L’emergenza Covid-19 ha poi confermato la solidarietà dei nostri cittadini. Fra gli intervistati, il 66% ha dichiarato di aver donato per l’emergenza causata dalla pandemia. Migliora, inoltre, la propensione al dono anche per chi nell’ultimo anno non ha fatto nemmeno una donazione in denaro a favore di una causa sociale. Il 38% di questo campione, infatti, non esclude di prendere parte a un fundraising nei prossimi 12 mesi.

© Grafico: Italia non profit

Cresce il digital fundraising

La ricerca “Global Trends in Giving 2020” ha confermato la sempre maggiore propensione alla digitalizzazione nei processi di raccolta di fondi, trainata dal ruolo predominante dei social media, in particolare di Facebook, Instagram e WhatsApp. Un donatore italiano su quattro ha difatti effettuato versamenti tramite piattaforme ed eventi digitali. Fra cui shop online, lotterie e aste virtuali. Se, come scritto in un recente articolo su StartupItalia, l’esempio europeo virtuoso nel digital fundraising è rappresentato soprattutto dalla Francia, anche nel nostro Paese il trend è in aumento, seppur fra molte resistenze.

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Diffidenza verso il digitale

Difatti, nelle raccolte fondi l’online inizia a ricoprire la fetta maggiore delle donazioni, mentre in Italia la crscita è molto più lenta. Nel 2019, circa il 12% degli italiani ha utilizzato gli “SMS solidali“, quota che in Europa è il 9% e negli altri continenti mediamente il 3%. Inoltre, lo scorso anno, il 39% dei donatori del nostro Paese ha utilizzato il bonifico bancario, anche online, contro il 12% nel resto del mondo.

© Grafico: Italia non profit

Identikit del donatore italiano

“Dalla ricerca emergono alcune novità interessanti”, osserva Mara Moioli, COO di Italia non profit. “Se da una parte viene confermata una maggiore predisposizione al dono delle donne rispetto agli uomini – 65% contro il 34% -, dall’altra in termini di fasce anagrafiche, l’indagine restituisce un progressivo ringiovanimento della platea dei donatori. Il ruolo dei Baby Boomers”, continua Moioli, “è ancora rilevante nel sostegno finanziario al non profit, ma sembrerebbe non rappresentare più lo ‘zoccolo duro’ dei donatori”.

© Grafico: Italia non profit

Cresce infatti la quota di millennials che effettuano versamenti in fundraising. I nati fra il 1981 e il 1997 sono infatti il 32% del totale dei donatori italiani. “Un’ottima notizia per il settore, se venisse confermata nei mesi a venire anche al di fuori dell’effetto solidarietà generato dall’emergenza Covid-19”, commenta Moioli.

© Grafico: Italia non profit

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