Tutti i negozi soggetti al coprifuoco. E gli altri obblighi del nuovo dpcm
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Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2020 alle 22:06

Tutti i negozi soggetti al coprifuoco. E gli altri obblighi del nuovo dpcm

La conferenza stampa da Palazzo Chigi. Le ultime novità per contrastare il contagio

La nuova ondata di contagi preoccupa il Governo che questa sera ha approvato il nuovo, ennesimo, dpcm per contrastare la pandemia di coronavirus. Non si parla di lockdown, ovvero di blocco di tutte la attività come accaduto in marzo e aprile: il paese non può permetterselo, ha premesso il premier, Giuseppe Conte, il quale ha però elencato le misure che d’ora in avanti dovranno essere rispettate dai cittadini e dalle aziende per diminuire i contagi. Ecco un elenco provvisorio di quanto emerso dalla conferenza stampa ancora in corso a Roma. Pochi giorni fa l’ultimo dpcm aveva riattivato l’obbligo della mascherina sempre con sè: questa prescrizione rimane valida insieme a quella del distanziamento sociale.

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Coprifuoco: le attività interessate

  • Tutte le attività di ristorazione come bar, pub, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie sono consentite dalle 5 del mattino a mezzanotte, ma soltanto se il consumo può avvenire al tavolo; in caso contrario la somministrazione è consentita fino alle ore 18. «E’ fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti», ha spiegato Conte in conferenza stampa.
  • Nelle sale scommesse e nelle sale bingo le aperture sono limitate fino alle ore 21.
  • Sono vietate sagre e fiere locali, ma restano consentite le manifestazioni fieristiche di livello nazionale e internazionale.
  • Sono sospesi tutti i convegni e congressi, salvo se previsti con modalità a distanza.
  • Le palestre e le piscine hanno una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza. Il premier Conte dà quindi ancora qualche giorno agli esercizi prima di imporre la chiusura.

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