Spesa in farmacia? Col Covid si fa (sempre più) da casa
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Ultimo aggiornamento il 20 ottobre 2020 alle 8:40

Spesa in farmacia? Col Covid si fa (sempre più) da casa, online

L'e-commerce del settore farmaceutico in Italia è cresciuto in maniera decisa con il sopraggiungere della pandemia

È l’anno del commercio online, anche nel settore farmaceutico. Le chiusure dettate dalla pandemia hanno favorito l’e-commerce dei farmaci, con una crescita marcata delle attività autorizzate dal Ministero della Salute. Lo mostrano i dati pubblicati proprio dal Ministero e analizzati da Farmakom, azienda attiva nella creazione di piattaforme in rete per farmacie e parafarmacie. Nei primi nove mesi del 2020, sono state registrate 197 nuove attività nella vendita online di prodotti farmaceutici.

© Foto: Pexels.com

Farmacie online, dal 2016 a oggi

Il Ministero della Salute ha acconsentito nel 2016 alla vendite online di farmaci da banco e farmaci senza obbligo di ricetta, da parte di farmacisti autorizzati dal Ministero stesso. Dal momento di lancio della vendita online in poi, le attività approvate sono costantemente cresciute. Nel 2016 erano 328, passate a 508 l’anno seguente (+180) e a 664 nel 2018 (+156). Nel 2019, la crescita è stata di 199 nuove farmacie autorizzate, con un totale di 863 attività di vendita online.

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Il 14 settembre 2020, il numero delle farmacie e parafarmacie abilitate dal Ministero ha toccato quota 1.060, 197 in più rispetto all’anno scorso. Un dato che riguarda però soltanto i primi nove mesi dell’anno, destinato quindi a salire, vista anche la ripresa della pandemia e le nuove restrizioni in arrivo. È quindi possibile parlare di “effetto Covid” anche per l’e-commerce delle farmacie. Un fenomeno comunque in costante crescita sin dalla sua nascita, con un tasso medio del 34,6% annuo, dal 2017 a oggi.

© Grafico: Farmakom

Se confrontata anno per anno, l’evoluzione della farmacia online ha visto l’incremento maggiore nel 2016, anno in cui il Ministero ha regolamentato l’attività. Un aumento che subisce un rallentamento significativo nel 2018, per poi tornare su numeri più alti nel 2019. Arrivando ad analizzare il 2020, la ricerca di Farmakom ha evidenziato come la forte crescita avuta nelle prime settimane dell’anno sia riconducibile alle notizie dell’epidemia dalla Cina e alla nascita dei primi focolai italiani. Durante il lockdown e i successivi mesi di emergenza sanitaria, l’andamento non subisce picchi, ma si registra una crescita decisa e costante. In complementarietà con l’evoluzione del comparto dell’e-commerce farmaceutico.

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Digitalizzazione farmaceutica, 5 regioni guidano il processo

Delle 1.060 farmacie e parafarmacie autorizzate, le prime cinque regioni per numero di attività online coprono il 60% del totale nazionale. Si tratta, in ordine decrescente, di Campania (194), Lombardia (131), Piemonte (117), Emilia-Romagna (98) e Lazio (96). Scorrendo i dati, altre quattro regioni superano le 50 farmacie e parafarmacie online. Vale a dire Veneto (73), Puglia (71), Sicilia (61) e Toscana (56). Sommando le restanti undici regioni, si copre appena un decimo del totale delle attività dedite all’e-commerce farmaceutico.

© Grafico: Farmakom

Nonostante al Nord Italia si concentri la fetta maggiore delle attività, nonché l’area responsabile dell’iniziale cambio di passo nella vendita online di farmaci, è la Campania la regione che ha registrato la crescita più sostenuta. Già nel primo semestre del 2018 ha infatti superato la Lombardia, scavalcando poi il Piemonte nei primi sei mesi del 2019. Piemonte, che ha rallentato nel tempo il suo aumento ed è stata superata dalla Lombardia fra la fine del 2019 e l’inizio di quest’anno. Crescono in modo costante le attività farmaceutiche online in Toscana, mentre in Lazio l’incremento avuto nei primi nove mesi del 2020 ha raddoppiato il numero dei suoi primi tre anni.

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“In un contesto così innovativo, e soprattutto a così rapida evoluzione, appare evidente il motivo per cui è di fondamentale importanza l’aperture di piattaforme di vendita online, che permettono a farmacie e parafarmacie di aumentare notevolmente la propria clientela anche in archi di tempo relativamente brevi”, osservano Andrea Mangilli, Massimiliano Misseri e Alberto Trussardi, fondatori di Farmakom. “Ormai, però, non basta più essere presenti online”, continuano. “Ciò che viene richiesto ai commercianti è di essere al passo con i tempi, ad esempio offrendo alla propria clientela servizi come click&collect o la possibilità di venire aggiornati in tempo reale su eventuali sconti o promozioni. In un contesto digitale così innovativo, ciò che fa la differenza è una diversificazione dai propri competitor e una varietà dell’offerta“.

© Grafico: Farmakom

Aumentano le attività, sale il fatturato

Cresce, di pari passo all’espandersi del settore, il suo valore economico. I dati pubblicati da IQVIA, agenzia specializzata nell’elaborazione e nella data analysis in ambito sanitario, hanno fotografato questo trend. Nel 2017 le vendite in rete valevano 96 milioni di euro, l’anno dopo 155 milioni. Nel 2019 si è arrivati a 240 milioni di euro e le stime indicano che si toccherà quota 315 milioni entro la fine di quest’anno. Il tasso medio di crescita annuo è pari al 47%.

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