Coprifuoco Lombardia, Confcommercio: «A Milano danni mensili da 41 milioni»
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Ultimo aggiornamento il 21 ottobre 2020 alle 14:32

Coprifuoco Lombardia, Confcommercio a Si: «A Milano 41 milioni di danni mensili»

L'intervista a Marco Barbieri,  Segretario Generale di Unione Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza

«Solo a Milano ci sono 9mila attività di somministrazione: con il coprifuoco dalle 23 alle 5 di mattina abbiamo calcolato un danno di 31 milioni e 400mila euro al mese per circa 2mila attività della cosiddetta movida. Per i ristoranti il coprifuoco provocherà un danno di 10 milioni e mezzo al mese. In tutto sono oltre 41 milioni al mese». Nel giorno in cui la Regione Lombardia ha firmato l’ordinanza che impone il coprifuoco per contrastare il contagio di coronavirus, StartupItalia ha raccolto numeri e commenti da Marco Barbieri,  Segretario Generale di Unione Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza.

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Marco Barbieri, Segretario Generale di Unione Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza

Confcommercio: critiche al coprifuoco

«C’è senz’altro l’emergenza sanitaria – ha spiegato Barbieri a StartupItalia – ma pensare che si possa risolvere il problema chiudendo i pubblici esercizi è sbagliato. La questione non è anticipare la chiusura dei negozi o ristoranti, ma incrementare i controlli sugli assembramenti. Mancano vigili e carabinieri? Magari si potrebbe incaricare chi prende il reddito di cittadinanza e gli ausiliari del traffico». Fino a pochi giorni fa il Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, aveva escluso misure drammatiche, ma l’urgenza attuale, sulla quale la politica sembra concentrata, è evitare la decisione estrema. Ovvero, attivare un secondo lockdown.

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«Il PIL milanese vale oltre il 10% del PIL italiano – ha commentato Barbieri – a settembre abbiamo pubblicato un ricerca secondo la quale su mille esercizi, uno su tre chiuderà entro fine anno. Bene: se dovessimo rifare oggi quell’indagine, ci troveremmo molto probabilmente a tre aziende su tre che chiuderanno entro i prossimi mesi». A rendere ancor più complicato il quadro, secondo Confcommercio, c’è anche la confusione sull’aspetto normativo: «Mi chiedo: è normale che esca una ordinanza regionale alla sera di venerdì, dopo la quale viene pubblicato un dpcm alla domenica sera, al quale è seguito ora una seconda ordinanza che impone il coprifuoco? E, in tutto questo, aspettiamo un nuovo dpcm».

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