Bolsonaro, il vaccino è troppo "cinese", quindi lo rifiuta - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 22 ottobre 2020 alle 8:46

Bolsonaro, il vaccino è troppo “cinese”, quindi lo rifiuta

“Il popolo brasiliano non sarà la cavia di nessuno”, ha detto il presidente del Brasile, terzo Paese al mondo per numero di vittime e contagi

Un vaccino troppo cinese per il sovranismo del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. È quello che il Brasile aveva deciso di acquistare nel tentativo di uscire dalla più grave crisi sanitaria della sua storia. Ma il fatto che sia cinese non è andata giù né ai sostenitori di Bolsonaro né agli uomini del suo partito e allo stesso presidente, che allora ha preferito fare marcia indietro: “non saremo la cavia di nessuno”, ha detto tramite social stracciando pubblicamente il patto. Ma andiamo con ordine.

Perché Bolsonaro ha detto no al vaccino cinese

L’incredibile vicenda si verifica mentre in Brasile la situazione continua a essere fuori controllo: con 5.273.954 contagi e 154.837 vittime è infatti il terzo Paese al mondo per numero di decessi e per malati. Eppure poche ore fa il Brasile ha fatto saltare l’accordo per sperimentare nello Stato sudamericano il vaccino contro il Coronavirus sviluppato da Sinovac Biotech dopo che il suo ministro della salute aveva detto che sarebbe stato distribuito a livello nazionale e al momento rappresentava anche per la popolazione la sola via di fuga dall’incubo.

Jair Bolsonaro

Eduardo Pazuello, il terzo funzionario a capo del ministero della salute dall’inizio della pandemia, dopo che il presidente ha frettolosamente silurato i due predecessori, aveva annunciato un accordo per l’acquisto del vaccino Coronavac, sviluppato dalla cinese Sinovac Biotech in collaborazione con il Butantan Institute di San Paolo, sotto la sorveglianza del governatore Joao Doria, uno dei principali nemici politici di Bolsonaro. L’accordo aveva suscitato una raffica di commenti negativi da parte dei sostenitori più sovranisti di Bolsonaro che si oppongono all’acquisto di un vaccino dall’estero e, in particolare, proprio dalla Cina, individuata nella retorica presidenziale come il Paese natale pure del Covid-19. Il presidente si è quindi rivolto ai social media per rinnegare pubblicamente l’accordo. “Il popolo brasiliano non sarà la cavia di nessuno”, ha scritto sulle sue pagine Facebook e Twitter, aggiungendo che non si possono spendere miliardi per farmaci che sono ancora in fase di test. “La mia decisione è di non acquisire il suddetto vaccino.”

Leggi anche: Dall’Asia al Brasile, fino alla Germania: dove il Covid non arretra

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