Rider, Just Eat si smarca e promette assunzioni - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 10 novembre 2020 alle 9:29

Rider, Just Eat si smarca e promette assunzioni

L'amministratore delegato intende assumere i fattorini. Sarebbe un passo avanti "storico" per la categoria nota per essere sfruttata e sottopagata

Soltanto una settimana fa i rider erano nuovamente scesi in piazza a Milano, paralizzando il – poco – traffico di fronte alla Stazione Centrale per reclamare più attenzione sui loro diritti (negati). Non sono stati mesi facili, questi, per loro del resto. A metà ottobre sono state chiuse le indagini per caporalato nei confronti di Uber eats Italy, portate avanti dal pubblico ministero di Milano Paolo Storari. Dieci persone risultano iscritte nel registro degli indagati. I rider, si legge nell’avviso di chiusura indagini, erano “pagati a cottimo 3 euro a consegna”, “derubati” delle mance che ricevevano in modo spontaneo dagli utenti del servizio e persino “puniti”.

Il contratto collettivo farsa (e rinnegato)

Il mese prima era stato firmato tra AssoDelivery, associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery a cui aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats e il sindacato UGL (Unione Generale del Lavoro) un contratto collettivo molto più simile a una presa in giro che non a una carta di tutela dei rider. Compenso minimo pari a 10 euro per ora lavorata, cioè in base al tempo per svolgere ogni consegna; indennità integrative, pari al 10%, 15% e 20% in corrispondenza di una, due o tre delle seguenti condizioni: lavoro notturno, festività e maltempo; incentivo orario di 7 euro, anche nel caso di assenza di proposte di lavoro, per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio presso una nuova città; sistema premiale, pari a 600 euro ogni 2000 consegne effettuatedotazioni di sicurezza a carico delle piattaforme quali indumenti ad alta visibilità e casco per chi va in bici, che saranno sostituite rispettivamente ogni 1500 e 4000 consegne; coperture assicurative contro gli infortuni (INAIL) e per danni contro terzi; formazione con particolare riferimento a sicurezza stradale e alla sicurezza nel trasporto degli alimenti; divieto di discriminazione.

Perché per le maggiori sigle sindacali è “un passo indietro”

“Un atteggiamento inaccettabile e incomprensibile di Assodelivery ha portato alla sottoscrizione di un contratto per i RIDERS con la UGL, pur in presenza di una interlocuzione ed un tavolo sindacale aperto a luglio presso il Ministero del lavoro ed aggiornato a settembre”. È quanto avevano invece replicato le tre sigle sindacali maggiori, CGIL – CISL e UIL in un comunicato unitario. “Assodelivery con le sue associate -prosegue la nota- non hanno mai voluto riconoscere il contratto collettivo della logistica per i rider, sottoscritto dalle nostre categorie di riferimento nel 2018, che individua diritti e tutele molto più vantaggiosi per i lavoratori. Al tavolo ministeriale era stata data disponibilità a cogliere specificità e le necessarie flessibilità a questo settore, anche attraverso eventuali percorsi di armonizzazione condivisi”.

Leggi anche: Al rider scippano la bici, lui la recupera ma Glovo lo declassa

Just Eat si smarca

Che il contratto non sia poi così vantaggioso per i rider lo prova anche la decisione di uno dei contraenti di smarcarsi. Just Eat Italia assumerà infatti i suoi 3mila fattorini entro la fine del 2021, come ha annunciato l’amministratore delegato, Daniele Contini a L’Economia del Corriere della Sera: «È un segno di civiltà e di etica applicata al business. Ci saranno dei costi da sopportare, ma crediamo in questo business ed è arrivato il momento di investire sulle persone».

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