Da Vino75.com a Vino.com: l'enoteca online si rifà il look e punta all'estero
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Ultimo aggiornamento il 12 novembre 2020 alle 17:35

Da Vino75.com a Vino.com: l’enoteca online si rifà il look e punta all’estero

L'e-commerce enologico cambia il nome ma non i servizi, che si mantengono alla ricerca delle migliori cantine italiane e internazionali, con un catalogo di oltre 4mila etichette tra vini e distillati

Vino75 da oggi si chiamerà Vino.com. L’enoteca online, nata nel 2012 e incubata da Nana Bianca, ha deciso di passare a un nome più breve ed evocativo, compiendo un passo in avanti nei piani aziendali, volti alla continua espansione del proprio brand. Restano invece invariati i punti di forza dell’azienda, ovvero la profondità del catalogo offerto, la selezione e la cura nello stoccaggio. “Da oggi semplifichiamo il nostro marchio con un nome più chiaro, diretto e fortemente evocativo”, annuncia Andrea Nardi Dei, Cofounder e CEO di Vino.com. “Con la concretezza che ci contraddistingue, in questi mesi abbiamo lavorato all’apertura di nuovi mercati internazionali per esportare il Made in Italy e l’enoteca online più apprezzata d’Italia in Europa”.

All’insegna dell’internazionalizzazione

Con una selezione di oltre 4mila etichette, tra vini e distillati, e più di mille produttori italiani ed esteri, l’e-commerce di Vino.com punta ai mercati esteri. Garantendo allo stesso modo le caratteristiche aziendali che la hanno fatta diventare un attore importante nel commercio enologico online. Da una filiera corta fra il produttore e l’utente finale, a un magazzino rifornito di tutte le etichette, adatto alla conservazione delle caratteristiche organolettiche dei prodotti, fino alle spedizioni veloci e sicure, entro 24/48 ore.

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Mirare a espandersi a livello internazionale è obiettivo centrale dell’enoteca online, già da inizio 2020. Durante la pandemia e nei mesi del primo lockdown, la strategia è ugualmente proseguita. Progressi, che hanno portato il team di Vino.com ad aprire l’operatività diretta in Germania, Olanda e Belgio lo scorso giugno. I prossimi Paesi sui quali l’azienda si stabilirà a breve saranno Gran Bretagna, Francia, Spagna e Svezia. Grazie all’integrazione con le dogane locali, anche in questi Stati la consegna dei prodotti avverrà entro le 48 ore. Occhi puntati anche sulla Cina: attraverso l’accordo con Alibaba, dal 2017 è infatti attiva la piattaforma Vino75 China, creata per esportare e vendere vino nel Paese del Dragone, usufruendo dei servizi di Tmall Choice e Tmall Global.

© Foto: Vino.com Facebook

Il passaggio di dominio e i numeri dell’enoteca online Vino.com

Il dominio Vino75 continuerà a essere attivo e verrà sostituito nei prossimi mesi da Vino.com, in modo graduale e progressivo. Nessun cambio di servizio, dunque, per i quasi 140mila clienti al negozio digitale del distributore e-commerce. Che, dal 2017 a settembre del 2020, ha venduto oltre 3 milioni di bottiglie, un milione e mezzo delle quali nei primi nove mesi del 2020. “La crescita registrata nei primi mesi dell’anno ci ha permesso di accelerare la strategia di internazionalizzazione”, commenta Andrea Nardi Dei. “Nonostante il periodo complesso, siamo riusciti a risolvere le difficoltà collegate alla commercializzazione di alcolici sui mercati esteri, che devono rispondere a norme, accise e regole diverse da Paese a Paese”.

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Sebbene sia ancora presto confrontare il mercato italiano e quelli esteri, i primi dati estivi evidenziano alcune analogie, soprattutto nella ricerca delle varie denominazioni di vini. Il più ricercato in Italia è lo Champagne, seguito dal Prosecco e dal Franciacorta. Lo Champagne risulta al primo posto anche nelle ricerche dei clienti olandesi, belgi e tedeschi di Vino.com. I Paesi esteri dimostrano però di voler bere vino italiano. Dopo la celebre bollicina francese, la voce più cercata in Belgio è “Brunello di Montalcino”, mentre gli olandesi optano per i vini altoatesini. In Germania, grande successo per il “Prosecco”, seconda key world più ricorrente dopo “Champagne”. Chiudono il podio le bollicine italiane nei Paesi Bassi, le etichette dell’Alto Adige in Belgio, e il Lugana in Germania.

© Foto: Vino.com Facebook

“Assistiamo già a un’accoglienza molto positiva nei mercati in cui siamo presenti direttamente”, osserva il CEO di Vino.com. “Un risultato trainato dalla flessibilità organizzativa e infrastrutturale di Vino.com, unita a un’offerta unica nel panorama delle enoteche online. Ci aspettiamo una crescita importante“, sottolinea Nardi Dei. “Basti pensare che a settembre la Germania ha rappresentato il 9,81% delle revenue totali, l’Olanda il 3,2% e il Belgio si è assetato sull’1%, percentuali in crescita costante”.

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