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H-Farm chiude un aumento di capitale raccogliendo 18,6 milioni di euro

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H-Farm chiude un aumento di capitale raccogliendo 18,6 milioni di euro

Il capitale servirà principalmente per la business unit Education, per lo sviluppo di tecnologie per l’insegnamento da remoto, per la crescita della divisione Innovation, e per supportare le aziende nella loro trasformazione digitale

Il capitale servirà principalmente per la business unit Education, per lo sviluppo di tecnologie per l’insegnamento da remoto, per la crescita della divisione Innovation, e per supportare le aziende nella loro trasformazione digitale

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“Nonostante il momento stiamo concludendo con estrema soddisfazione questa operazione di raccolta, che ha visto l’ingresso di nuovi investitori ma anche la conferma dei soci esistenti”, ha dichiarato Riccardo Donadon, fondatore di H-farm, la piattaforma italiana in grado di supportare la creazione di nuovi modelli d’impresa, la trasformazione ed educazione dei giovani e delle aziende in un’ottica digitale, che nonostante la crisi causata dalla pandemia da Covid-19, si sta avviando alla chiusura dell’operazione di aumento di capitale e di emissione del prestito obbligazionario convertibile, iniziata lo scorso 28 ottobre, e finalizzata al reperimento di risorse per la realizzazione del piano industriale 2020-2024.

La piattaforma d’innovazione italiana H-Farm ha chiuso l’aumento di capitale raccogliendo complessivamente 18,6 milioni di euro (superiori alle previsioni di Piano fissate in Euro 15 milioni) che verranno impiegati, come descritto, nella messa a regime della business unit Education, anche attraverso lo sviluppo di tecnologie per l’insegnamento da remoto, e nella costante crescita della divisione Innovation, per supportare le aziende nella loro trasformazione digitale.

La piattaforma che aggrega esperienze e talenti

“Malgrado il momento poco felice, stiamo concludendo con estrema soddisfazione questa operazione di raccolta, che ha visto l’ingresso di nuovi investitori ma anche la conferma dei soci esistenti”, ha dichiarato Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM, “In questi 16 anni abbiamo trasformato il nostro modello da solo incubatore di startup in una piattaforma che oggi conta oltre 600 dipendenti e che aggrega esperienze e talenti, in grado di supportare le aziende e i giovani nel percorso di formazione, convinti del ruolo centrale che il digitale e le nuove tecnologie rivestiranno per la crescita del sistema Paese. Abbiamo perso due anni per nulla nell’iter burocratico ed abbiamo rischiato veramente tanto, ma ora il Campus è realtà ed è un progetto che ci invidiano in tanti anche fuori dal nostro Paese: oltre 50 ettari di strutture all’avanguardia immerse nel verde, dove oggi studiano già più di 1.200 studenti. Ora riprendiamo la nostra corsa, avremo ancora un 2021 in salita ma con tanti investimenti, poi dal 2022 inizieremo a raccogliere quanto sin qui seminato”.

Lo sviluppo della divisione Innovation

“Con questa operazione H-FARM si è dotata delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del Piano Industriale 2020-2024 che la porterà a diventare cash flow positive e a raggiungere il punto di pareggio entro il 2022. Grazie anche al supporto attivo della nuova compagine sociale, puntiamo sullo sviluppo della divisione Innovation, con le attività legate alla Digital Trasformation per le aziende rese più che mai cruciali dall’attuale contingenza, e sulla crescita dell’offerta Education, in particolare del percorso K-12, con il rafforzamento della struttura manageriale, l’inserimento di nuove risorse e il potenziamento della strategia di marketing”, ha dichiarato Alberto Grignolo, Ceo di H-FARM.

“Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle questo bruttissimo incidente del ritardo del Campus, ora ricominciamo a correre ed entriamo definitivamente nella fase di scale up del nostro progetto”. Ha concluso Riccardo Donadon. Come noto, la partenza del progetto di costruzione del Campus, che nei piani iniziali doveva essere aperto e inaugurato per l’autunno del 2018, è stata fatta slittare di un biennio dalla Regione Veneto con conseguenti problemi che hanno comportato impatto di costi e tempi molto più ampi di quanto inizialmente preventivato. I lavori sono iniziati nel settembre 2019 e si sono conclusi nel settembre 2020.