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Enea Roveda (LifeGate): «In crowdfunding per sostenere le startup sustainable native»

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Enea Roveda (LifeGate): «In crowdfunding per sostenere le startup sustainable native»

Su Mamacrowd superati i 500mila euro raccolti. L’intervista all’amministratore delegato

Su Mamacrowd superati i 500mila euro raccolti. L’intervista all’amministratore delegato

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Oltre 500mila euro raccolti nella campagna di crowdfunding lanciata su Mamacrowd. A poco più di un mese dal lancio, StartupItalia ha intervistato Enea Roveda, amministratore delegato di LifeGate per analizzare un’operazione che punta a far diventare la società la prima public company italiana verticale sui temi della sostenibilità e del green. Con un occhio anche all’innovazione e alle startup, grazie al progetto LifeGate Way. Il successo del crowdfunding si può leggere anche come l’ennesima conferma di quanto in Italia sia cresciuta la sensibilità verso tematiche green. I numeri – eloquenti – di questo trend sono visibili nel “6° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile”.

Enea Roveda, CEO LifeGate

 L’intervista al CEO di LifeGate

 

Qual è il bilancio finora della campagna di crowdfunding? 

«Il nostro equity crowdfunding, lanciato a ottobre in occasione del ventennale, su mamacrowd.com ha già superato i 500mila euro raccolti che andranno a finanziare diversi progetti tra cui LifeGate Way, il primo ecosistema dedicato alle startup sustainable native. Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto e ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato o che lo faranno in futuro».

 

Ci puoi spiegare in cosa consiste il progetto LifeGate Way?

 «LifeGate Way vuole sostenere le nuove realtà che già incarnano o che intendono integrare i valori “People Planet Profit” che LifeGate promuove da oltre da 20 anni, mettendo a disposizione informazioni, progetti e servizi, coinvolgendo una rete sempre più ampia di persone, imprese, ong e istituzioni che vogliono impegnarsi attivamente al cambiamento per un futuro sostenibile. LifeGate è considerata il punto di riferimento della sostenibilità in Italia, conta su una community di cinque milioni di persone e supporterà le startup attraverso un percorso di accelerazione basato su questi tre principi, facendo leva sulle competenze del team LifeGate e sul proprio network B2B e B2C. La purpose è di indicare la strada per costituire un ecosistema di aziende di successo capaci di incidere nei propri settori portando innovazione e modelli sostenibili di crescita».

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Ci puoi spiegare i valori People, Planet e Profit?

 «Le startup supportate e accelerate da LifeGate Way saranno selezionate secondo i principi: People, perché nelle imprese per prima cosa ci sono le persone, l’imprenditore e il team con i loro valori, talenti e competenze. Planet, perché l’impresa può creare anche valore ambientale e sociale. Profit, perché il modello dell’impresa deve creare valore economico per gli azionisti e per la propria comunità».

 

 Che obiettivi ha LifeGate sul panorama delle startup italiane?

«LifeGate Way accompagnerà la startup attraverso un percorso che partirà da una fase di consulenza strategica, per poi passare a quelle di accelerazione e funding. Verranno inoltre finanziati i migliori progetti principalmente in fase early stage, ma anche con pochi selezionati in fase seed. Le startup che al momento supportiamo sono Spartan Tech che sviluppa un’app blockchain estremamente semplice e democratica che può essere adottata dalle PMI in molteplici settori per portare innovazione, tracciabilità e trasparenza, il tutto a basso costo; Orange Fiber che, con l’obiettivo di essere in Italia il punto di riferimento per il materiali sostenibili, offre l’ingrediente perfetto ai brand di moda attraverso la tecnologia, l’innovazione creando un filato con le bucce di scarto delle arance; Biorfarm che collega le persone con gli agricoltori locali attraverso un piattaforma che permette agli utenti di “adottare” una pianta o un frutteto intero ricevendone i relativi frutti a casa; e Sharewood una travel tech company che si occupa di turismo sostenibile e outdoor con la volontà di riconnettere le persone con la natura e far vivere loro esperienze autentiche in contatto con le comunità locali».

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