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U-mask ritirate dal commercio, la decisione del Ministero della Salute

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U-mask ritirate dal commercio, la decisione del Ministero della Salute

La misura precauzionale era inevitabile dopo una segnalazione dei NAS di Trento. Continua nel frattempo l’indagine della Procura di Milano

La misura precauzionale era inevitabile dopo una segnalazione dei NAS di Trento. Continua nel frattempo l’indagine della Procura di Milano

EDIT 22/02 10:00 – Aggiunte le dichiarazioni di U-Mask sulla vicenda.

Secondo quanto si apprende da un lancio ANSA, il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dei filtri U-Mask prodotti da U-Earth: in particolare, secondo quanto si apprende, è stato disposto “il divieto di immissione in commercio del dispositivo medico U-Mask Model 2” nonché “l’adozione della misura del ritiro del medesimo prodotto”. Ciò comporta dunque la sospensione della vendita e il richiamo delle scorte presenti in farmacie e distributori, secondo alcune testate operazione a carico della stessa U-Mask, operazione su cui dovrebbero vigilare i NAS.

Cosa è successo

ANSA riporta che il Ministero della Salute avrebbe recepito appunto una segnalazione dei NAS di Trento, che indagano sul laboratorio che aveva rilasciato la certificazione sulle capacità di filtraggio dei filtri U-Mask: avendo ravvisato alcuni problemi di autorizzazione per quel laboratorio, di conseguenza le certificazioni rilasciate risultano problematiche e i dispositivi che sono passati per la certificazione di quel laboratorio vedono decadere il proprio status. Mancando una certificazione valida si potrebbero quindi presentare “potenziali rilevanti rischi per la salute”: da qui la misura cautelare che comporta il ritiro dal commercio.

L’indagine sul laboratorio che aveva certificato i filtri non ha nulla a che vedere con le mascherine stesse: l’inchiesta su queste ultime è invece in corso presso la Procura di Milano, che aveva già disposto il sequestro di un lotto di mascherine (di U-Mask e, sempre secondo ANSA, pure di un concorrente che avrebbe presentato l’esposto che ha dato il via alle indagini) allo scopo di procedere alle verifiche del caso. Mentre le indagini vanno avanti nel più stretto riserbo, è di pochi giorni fa la pubblicazione di un articolo sulla testata Altroconsumo che ribaltava le altre notizie pubblicate da altri media: secondo la rivista, le mascherine U-Mask rispetterebbero i criteri di filtraggio prescritti dalle norme e dichiarati dalla stessa azienda. U-Mask stessa aveva pubblicato un’apposita pagina sul proprio sito in cui riassumeva la propria versione dei fatti.

Al momento della pubblicazione di questo articolo, nell’apposita sezione del sito del Ministero della Salute non risulta ancora alcun avviso di sicurezza specifico relativo a U-Mask.

La posizione di U-Mask

In una dichiarazione affidata al proprio profilo Instagram, U-Mask ha voluto esprimere la propria posizione sulla vicenda.

“Siamo esterrefatti dal provvedimento cautelare annunciato ieri dal Ministero della Salute riguardo U-Mask – si legge nella nota – Contestiamo radicalmente il provvedimento, limitato al solo contesto italiano e basato su presunte e non verificate irregolarità di tipo amministrativo e che nulla ha a che vedere con la sicurezza delle mascherine. Ci difenderemo nelle sedi opportune. Lunedì 22 febbraio presenteremo alle Autorità nuove certificazioni di analisi, eseguite i primi di febbraio da uno dei pochissimi laboratori accreditati Accredia: i risultati dei test confermano una capacità di filtrazione batterica (BFE) in ENTRAMBI i sensi superiore al 99%”.

Le nuove certificazioni sono state nel frattempo già anticipate sul sito dell’azienda, che in chiusura ribadisce: “Difenderemo in ogni sede la qualità dei nostri prodotti, la reputazione e l’operato della nostra azienda, certi delle nostre ragioni e della trasparenza della nostra condotta”. La parola passa ora alla magistratura.