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Covid non frena le startup: i numeri di Venture Capital Report Italia 2020

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Covid non frena le startup: i numeri di Venture Capital Report Italia 2020

Dallo studio risulta quindi come, nonostante il contesto di fragilità economica, nell’anno del Covid-19 gli investimenti non si siano fermati e che abbiano privilegiato in particolare settori come Deep Tech, AI, IoT, Industry 4.0

Dallo studio risulta quindi come, nonostante il contesto di fragilità economica, nell’anno del Covid-19 gli investimenti non si siano fermati e che abbiano privilegiato in particolare settori come Deep Tech, AI, IoT, Industry 4.0

Riportiamo i numeri di Venture Capital Report Italia 2020, l’analisi realizzata da Cross Border Growth Capital. Il report  si discosta in parte da quello di StartupItalia (potete scaricarlo qui) perchè tiene conto di tutti gli investimenti in Startup e PMI condotti  da parte di fondi di Venture Capital, holding di investimento, Corporate Venture Capital, business angel e crowd delle piattaforme di equity crowdfunding, ma anche da investitori non tradizionali, come fondi di Venture Debt e altri finanziatori, banche incluse.

Emerge anche in questo caso che il Covid non scoraggia gli investimenti. Meno round rispetto al 2019, ma nel 2020 si è registrato un ammontare maggiore: 335 round di finanziamenti per un totale di 655 milioni di euro di investimenti contro i 355 dell’anno precedente (per 561,4 milioni raccolti). E poi: 35 round Serie A e 10 Serie B, 17 exit.

Dallo studio risulta quindi come, nonostante il contesto di fragilità economica, nell’anno del Covid-19 gli investimenti non si siano fermati e che abbiano privilegiato in particolare settori come Deep Tech, AI, IoT, Industry 4.0, che hanno registrato il maggior numero di deal, e FinTech & InsurTech, che hanno raccolto di più. L’e-Commerce è stato il verticale più caldo del 2020 e Cdp Venture Capital il soggetto che si è mosso di più in operazioni di Vc, con 21 investimenti all’attivo.

Il report evidenzia che, nonostante una diminuzione del 6% del numero di round rispetto al 2019, il settore Venture Capital (Vc) italiano ha registrato nel 2020 un +17% nell’ammontare raccolto: un’indicazione di come il Covid-19 possa aver portato investitori a concentrarsi in meno deal (i.e. cherry picking), senza però scoraggiare l’afflusso di capitali nel settore.

In particolare, se il numero di round ‘puramente’ Vc è diminuito rispetto all’anno precedente, la costante espansione del crowdfunding ha contribuito a sostenere le startup early-stage in cerca di round nel 2020: l’ammontare di queste operazioni nel 2020 ha toccato quota 100,1 milioni di euro, mentre nel 2019 si era fermato a 65,5 (nel 2017 appena 11,7 milioni).

Riguardo la tipologia di round, il numero più alto si è registrato nei round Seed (97), mentre il numero più basso si è registrato nei 6 round Serie C, che hanno però raccolto 155 milioni di euro di ammontare raccolto (quasi il 30% del totale). Sono 35 i round Serie A per un totale di 156,5 milioni, mentre 10 quelli di Serie B, per un totale di 86,1 milioni raccolti. L’analisi di Cross Border Growth Capital ha messo anche a confronto il 2020 dei round Late Stage (Serie A, B e C) e quelli Early Stage (Pre-Seed, Seed e Bridge). L’ammontare medio è diminuito per i Late Stage (da 9,2 milioni a 7,7) mentre è aumentato per quelli Early Stage (da 0,6 a 1 milione di euro).