desc

Terrorismo online: cosa impone ai social la legge UE

Cybersecurity
TECH
Edit article
Set prefered

Terrorismo online: cosa impone ai social la legge UE

Novità per le piattaforme che dovranno intervenire entro sessanta minuti da una segnalazione

Novità per le piattaforme che dovranno intervenire entro sessanta minuti da una segnalazione

Cybersecurity

«I contenuti terroristici devono essere rimossi entro un’ora», questo impone la nuova legge approvata mercoledì 28 aprile dal Parlamento europeo che punta a contrastare post, video e immagini che fomentano la violenza. «Il nuovo regolamento – si legge sul portale UE – prenderà di mira contenuti come testi, immagini, registrazioni audio o video, comprese le trasmissioni dal vivo, che incitano, sollecitano o contribuiscono a reati terroristici, forniscono istruzioni per tali reati o sollecitano le persone a partecipare a un gruppo terroristico». Negli ultimi anni sono diversi i casi in cui le piattaforme si sono fatte trovare impreparate, intervenendo in maniera tardiva su eventi eclatanti. Una volta che la legge verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale dovranno passare 12 mesi prima che possa essere applicata.

Leggi anche: Così, grazie ai soldati, Amazon è diventata una macchina da guerra

Fuori in sessanta minuti

La nuova legge europea è solo un tassello di un’operazione complessa. Quest’anno si è aperto con il dibattito scaturito dopo l’assalto a Capitol Hill, il 6 gennaio: che ruolo hanno, ci si è chiesti, le piattaforme nella società e nella formazione dell’opinione pubblica? In Unione Europea, con questa novità, non è fatto obbligo alcuno ai social e alle piattaforme di monitorare o filtrare i contenuti. «Tuttavia – si legge – quando le autorità nazionali competenti hanno stabilito che un fornitore di servizi di hosting è esposto a contenuti terroristici, l’azienda dovrà adottare misure specifiche per impedirne la propagazione. Spetterà poi al fornitore di servizi decidere quali misure specifiche adottare per evitare che ciò accada, e non ci sarà alcun obbligo di utilizzare strumenti automatici».

Anti terrorismo sui social: le nuove regole

Inoltre le aziende dovranno «pubblicare rapporti annuali di trasparenza su quali azioni hanno intrapreso per fermare la diffusione di contenuti terroristici». Bruxelles ha intenzione di aumentare il livello di collaborazione tra le autorità e le piattaforme, prevedendo anche sanzioni. «I fornitori di servizi di hosting dovranno rimuovere o disabilitare l’accesso ai contenuti terroristici segnalati in tutti gli stati membri entro un’ora dal ricevimento di un ordine di rimozione da parte dell’autorità competente. Gli Stati membri adotteranno regole sulle sanzioni, il cui grado terrà conto della natura della violazione e delle dimensioni della società responsabile».

Leggi anche: QAnon, il golpe nato sui social. Dalle fake news all’irruzione a Capitol Hill

Recovery Fund

Sul tema anti terrorismo sui social è intervenuto il polacco Patryk Jaki, dell’European Conservatives and Reformists Group. «Abbiamo stabilito meccanismi efficaci che permettono agli stati membri di rimuovere contenuti terroristici entro un massimo di un’ora in tutta l’Unione europea. Credo fermamente che quanto abbiamo raggiunto sia un buon risultato: bilancia la sicurezza e la libertà di parola e di espressione su internet, protegge i contenuti legali e l’accesso alle informazioni per ogni cittadino dell’UE e, al tempo stesso, combatte il terrorismo attraverso la cooperazione e la fiducia tra gli stati».

Leggi anche: Come si informano gli italiani (sui social) al tempo del Covid? Cosa cercano?