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Il nuovo “social” di Trump: ecco il trucco per tornare su Twitter

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Il nuovo “social” di Trump: ecco il trucco per tornare su Twitter

Assomiglia di più a un blog. “In un’epoca di silenzio e bugie sorge un faro di libertà”, si legge nel video di battesimo

Assomiglia di più a un blog. “In un’epoca di silenzio e bugie sorge un faro di libertà”, si legge nel video di battesimo

Nelle prossime ore Facebook stabilirà se Donald Trump, l’ex presidente USA, potrà o meno tornare a postare sul social network. Nel frattempo il tycoon è stato di parola con i suoi follower e sostenitori, battezzando una prima bozza di quel suo social network attraverso cui tornare a pubblicare a spron battuto come aveva abituato il mondo nel suo mandato alla Casa Bianca. In realtà, come fa notare The Verge, la piattaforma altro non sarebbe che un semplice blog, disponibile in una sezione del sito Save America (qui il link). Una volta atterrato sulla pagina web, l’utente può leggere e condividere (sui social che avevano bannato Trump) le sue prime dichiarazioni dopo mesi di silenzio.

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Trump torna con il MAGA

Twitter, il social network che più si è esposto contro Donald Trump cacciandolo definitivamente dopo i fatti del 6 gennaio scorso a Capitol Hill, ha già messo le mani avanti. Stando infatti alle regole della piattaforma è possibile condividere post da altri siti soltanto se rispettano i termini di Twitter. Al momento le uniche interazioni che si possono fare sul “social” di Trump sono le condivisioni su Twitter e Facebook e i like.

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L’ultimo post, pubblicato qualche ora fa, è un video con il seguente claim. «In un’epoca di silenzio e bugie sorge un faro di libertà», si legge mentre l’audio fa riascoltare una giornalista che riporta la notizia del gennaio scorso, quando Twitter aveva bannato Trump, chiudendone il profilo seguito da quasi 90 milioni di persone. Il filmato passa poi alla tenuta di Mar-a-Lago, il quartiere generale dell’ex presidente in Florida. Un contenuto simile è ovviamente mirato allo zoccolo duro. Presto per dire come si evolverà questa piattaforma ma, se la storia di Trump ha insegnato qualcosa, sarebbe sbagliato bollare a priori l’operazione come fallita in partenza.

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