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Chi è Alessandro Tommasi, CEO di Will: futuro e volontà dell’informazione unconventional

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Chi è Alessandro Tommasi, CEO di Will: futuro e volontà dell’informazione unconventional

“Se non la sai dire facile è perché non la conosci abbastanza” è il mantra di Ale Tommasi e di Will, media startup nata a gennaio 2020 che viaggia su Instagram (e non solo) con un seguito di 827mila follower

“Se non la sai dire facile è perché non la conosci abbastanza” è il mantra di Ale Tommasi e di Will, media startup nata a gennaio 2020 che viaggia su Instagram (e non solo) con un seguito di 827mila follower

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Definito come uno spazio per i curiosi del mondo, Will è una community di persone che guardano con passione ai grandi cambiamenti del nostro tempo e a come farne parte in modo consapevole per una politica, un’economia e un mondo  migliori. La media platform italiana Will è basata principalmente su Instagram, Facebook e una serie di Poadcast. La sua community è composta da utenti compresi principalmente nella fascia tra i 18 e 35 anni con una prevalenza di donne del 65% (su IG).

StartupItalia ha intervistato Alessandro Tommasi (CEO e cofondatore di Will), classe 1985 nato a Como, ha frequentato la scuola militare (interrotta per un incidente alla spalla), una laurea in Relazioni Internazionali a Milano, dove ha poi conseguito il master Ispi in Diplomacy. Ha lavorato al Parlamento Europeo, in Confindustria, come consulente, occupandosi di rapporti con le istituzioni. Poi l’avvicinamento al mondo delle startup, è infatti stato manager in Airbnb e Lime. Da gennaio 2020 è il co-founder e CEO di Will, startup d’informazione che viaggia su Instagram con un seguito di 827mila follower (90 mila solo nella prima settimana di go live).

“Un passato (è stato il suo primo lavoro) come coiffeur di Bobtail alle gare di bellezza e un cavallo per psicologo, anche questo è Ale Tommasi. Will per lui non è solo un lavoro, è una passione, un impegno h24, con una missione: raccontare il perchè, dietro a quello che succede nel mondo”.

Alessandro, raccontaci qual è la sfida di Will?

La sfida di Will è di fare informazione in modo più snello, sincero e appetibile, affinché i giovani nativi digitali possano crearsi una personale opinione su cosa accade intorno a loro. Immedesimandosi nei temi caldi dell’attualità, scegliendo cosa approfondire e perché no, da che parte stare.

Will ha l’ambizione di raccontare il cambiamento in atto nel mondo in modo semplice. Il mutamento nell’economia, nella politica, nella finanza, ma anche il cambiamento climatico e quello dei valori (più inafferrabili) in un momento in cui spazio e tempo sono stati stravolti, attraverso due strumenti di comunicazione del momento: le Instagram Stories e i Podacst.

La piattaforma di Will ha all’attivo circa 827 mila follower e ogni giorno narra i temi più disparati, molto apprezzato, è The Essential, il podcast che nelle prime ore della giornata racconta le notizie dall’Italia e dal mondo in cinque minuti. Notizie scelte e raccontate tutti i giorni dalla giornalista Mia Ceran.

Qual è il modello di business di Will?

Il modello imprenditoriale di Will è quello verso il quale si stanno orientando molte media company: il branded content, si tratta di storie e contenuti realizzati in collaborazione con soggetti terzi: aziende/associazioni (in settori fintech, fashion, biotech, ect), simile al modello di Freeda (altra nota media platform su Instagram). Creare contenuti che danno valore al brand perché la realtà è una: senza la complicità delle aziende che vogliono innovare per essere più sostenibili non si va da nessuna parte. Ed è chiaro che il comune denominatore è la condivisione di valori. Dico sempre che il prodotto o servizio che Will racconta è incidentale ma cruciale è il suo valore nel percorso che quell’azienda fa:  innovando con sostenibilità. In sintesi: ciò che l’azienda vuole raccontare assomiglia già ai valori di Will.

In che modo intercettate l’utente?

In Will ci ispiriamo a fatti e persone, dando il massimo a livello grafico e di testo. L’obiettivo è lo stopping power: indurre l’utente a fermare la bulimia dello scrolling, facendo in modo che si soffermi sulla nostra pagina. Sproniamo il nostro pubblico all’acquisto critico delle informazioni.

Viviamo in un’era in cui sono i contenuti a cercare le persone, oggi il punto di partenza sono proprio le persone e le loro storie e i prodotti (o i brand) devono essere capaci di raccontare e raccontarsi dimostrando di cavalcare l’innovazione del mondo in cui le persone vivono.

Il nostro motto: Essere dove le persone sono. E comunicare con un linguaggio semplice. Con testi sintetici e grafica accattivante.

I numeri di Will da gennaio 2020 una crescita virale

I numeri di Will sono interessanti: più di 5 milioni di like su Instagram e Facebook, più di 827 mila membri della community, più di 15 milioni di account raggiunti in un mese, più di 11 milioni di visualizzazioni video sui social, più di 400 mila download podcast in un mese.

C’è poi il round del 25 febbraio del 2020 (dopo qualche giorno è scattato il lockdown). Il primo aumento di capitale con un seed round da circa 1,2 milioni di euro guidato in particolare da giovani investitori come Francesco Fumagalli (investitore di private equity) e Davide Dattoli (fondatore di Talent Garden).

Il piano editoriale di Will varia di settimana in settimana, ci sono contenuti freddi che si pianificano in anticipo e poi ci sono quelli caldi che viaggiano sul momento. La redazione di Will è composta da circa 20 persone, l’età media del team è di 25/35 anni, si tratta di autori, grafici, data analyst, marketing specialist, video maker. C’è  un Editor in Chief, un CFO, due data analyst. E autori che lavorano ogni giorno sui contenuti, e poi i super noti e apprezzati Francesco Oggiano e Mia Ceran.

A proposito, è vero che hai conosciuto Francesco Oggiano su LinkedIn?

Ebbene si! Quando Will era solo un’idea d’impresa, molte delle persone che stimo e con le quali mi sono interfacciato, mi hanno detto: “passa del tempo su LinkedIn”. Così ho scritto un post: “ciao dopo Airbnb e Lime, voglio creare una mia azienda. Se vuoi saperne di più, scrivimi”.

E il primo a rispondermi è stato proprio lui, Francesco Oggiano. Così ci siamo subito incontrati dandoci appuntamento a Starbucks. E’ nata una curiosità reciproca, poi un’amicizia e da li una collaborazione professionale in Will.

L’Italia nel primo semestre del 2021 ha creato ben due unicorni in Silicon Valley: Kong (a inizio febbraio) e ora Sysdig con il suo round da 188 milioni di dollari. Aziende che sono state valutate sopra il miliardo di dollari, guidate da 2 italiani Marco Palladino e Loris Degioanni. Cosa ne pensi dell’ecosistema startup italiano?

Credo che l’ecosistema italiano abbia del potenziale, ma deve riuscire a premiare di più il merito sia lasciando morire più rapidamente alcuni progetti che non avrebbero futuro, sia premiando di più e con più investimenti i progetti e le persone che lo meritano.

Qual è il candidato ideale di Will?

Il candidato ideale di Will è il Reporter 3.0 che ha al centro la passione per un tema di cui parlerebbe 24 ore su 24 senza mai smettere, perché ne conosce ogni singola sfumatura. E sa raccontarla bene. Segui una cosa che ti piace per davvero, dedicati a quella e falla molto bene!

Semplificare è un bene al giorno d’oggi, banalizzare non lo è mai. In Will abbiamo un valore fondante il Rispetto. E credo che proprio il rispetto ci stia premiando. E’ un valore che applichiamo sia in entrata per ogni singola persona che fa parte del nostro team, che in uscita nei riguardi del nostro pubblico.

 

Will futuro e volontà dei giovani che parlano ai giovani (e non solo).