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Innovation Journey, il nostro viaggio ci porta a Napoli

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Innovation Journey, il nostro viaggio ci porta a Napoli

In una delle città più belle e popolose del pianeta Accenture, oltre all’’Advanced Technology Center, ha uno dei suoi poli d’eccellenza per la cyber-sicurezza. Lì vengono analizzate e contrastate le minacce digitali, con uno sguardo aperto a quanto il territorio ha da offrire in fatto di talenti

In una delle città più belle e popolose del pianeta Accenture, oltre all’’Advanced Technology Center, ha uno dei suoi poli d’eccellenza per la cyber-sicurezza. Lì vengono analizzate e contrastate le minacce digitali, con uno sguardo aperto a quanto il territorio ha da offrire in fatto di talenti

Parlare di cyber-security ci trasporta immediatamente in mondi nascosti, minacce intangibili e scene da film condite da tecnicismi incomprensibili. Se poi vi dicessimo che siamo entrati in uno spazio aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dove c’è una war room e una finestra sul dark web e dove gli attacchi cyber sono oggetto di studio costante, la sceneggiatura per il nostro ipotetico thriller sarebbe praticamente già scritta. 

Per uscire da mito ed entrare nell’innovazione tangibile – e nel suo racconto, che è ciò che ci piace fare – in questo luogo non ci siamo solo entrati, ma ci porteremo anche voi: la terza tappa del nostro Innovation Journey intrapreso con Accenture è infatti dedicata al Cyber Fusion Center di Napoli. Siamo al ventiquattresimo piano di un grattacielo che offre una vista a 360 gradi sulla città, sul suo porto e sul Vesuvio: qui Accenture offre servizi di sicurezza informatica di ultima generazione, cerca e trova soluzioni, tecniche e strumenti per prevenire e gestire le minacce informatiche. Sono le aziende i principali clienti degli specialisti del Cyber Fusion Center: per mole di dati raccolti e prodotti e per la sensibilità della miriade di informazioni che gestisce, un’azienda è l’obiettivo più succulento di chi mira a farli propri o – peggio – a colpire al cuore un’attività. Non esistono settori industriali più o meno esposti di altri e le sfide si fanno sempre più complesse.

Gli spazi del Cyber Fusion Center

La logica di base è quella della co-creazione e della collaborazione, ma anche di un lavoro strutturato su almeno tre livelli di complessità: dal monitoraggio delle minacce emergenti, all’intervento su attacchi più pericolosi. La protezione informatica non è più solo reattiva, ma è anche predittiva e proattiva contro il cyber-crimine: le risorse, che siano junior o senior, lavorano di norma anticipando il rischio, immaginandone la dinamica e scegliendo gli strumenti migliori per aggirarlo.

Molto accade nella Cyber Monitoring & Response Bay, una sala di controllo dotata di apparecchiature e un wall-screen dove team di professionisti si alternano e lavorano in tempo reale su dati provenienti da tutto il mondo. Vi porteremo qui ma anche nell’ Hacker Corner, dove si studia il dark web per attingere informazioni. Se poi pensiamo a tutti noi come utenti che spuntano autorizzazioni sui form e ricevono informazioni via mail, regolate dalle norme GDPR applicate da piattaforme e siti web, in gioco c’è la nostra digital identity: la somma di tutte quelle informazioni disponibili e tracciabili che delineano i nostri tratti distintivi. Il Cyber Fusion Center si occupa anche di questo, aiutando i clienti a coordinare i processi di gestione degli accessi e i sistemi di gestione delle identità.

La formazione: a Napoli si impara il futuro

C’è un aspetto che emerge preponderante in questa tappa del nostro viaggio, ed è quello della formazione di nuovi talenti su una tematica chiave come la security. Oggi il Cyber Fusion Center conta un centinaio di professionisti specializzati, ma è un numero destinato a crescere. Come vero e proprio vivaio spicca la Cyber HackAdemy lanciata da Accenture insieme all’Università Federico II all’interno del polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio: un corso gratuito e rivolto a diplomati, studenti universitari e laureati. Avviata a marzo 2020 mentre l’Italia entrava in piena pandemia da Covid19, la Cyber HackAdemy ha comunque garantito la formazione accompagnando a fine percorso i primi 20 studenti, selezionati tra oltre 350 candidature. 

È appena iniziato un nuovo anno accademico, con altri 30 giovani futuri esperti di cybersecurity. Un’opportunità che intercetta studenti e studentesse in ambito STEM ma non solo: vi racconteremo anche una di queste storie, che mostra come le competenze digitali non conoscano genere, non siano solo frutto di percorsi di studio di stampo tecnico-scientifico e possano aprire strade stimolanti a figure professionali oggi sempre più necessarie. 

Napoli collega l’Italia ad Usa e Oriente

Il Cyber Fusion Center di Napoli è parte di un network di centri Accenture dislocati in tutto il mondo: Washington, Praga, Tokyo, Tel Aviv, Bangalore, Sidney e presto anche Houston. Insieme tutti questi centri, con un’attenzione alle strategie locali di business ma anche costantemente proiettati all’attualità e alle dinamiche sociali e politiche internazionali, combinano servizi di sicurezza, tecnologie di automazione e servizi integrati di difesa informatica per aiutare ogni giorno le organizzazioni a innovarsi e combattere il cyber-crime. 

Appuntamento il 5 luglio

Guidati come sempre da Florencia Di Stefano Abichain incontreremo gli esperti del centro e allargheremo lo sguardo sull’Accenture Advanced Technology Center, aperto a Napoli nel 2001 e che conta oggi oltre duemila persone che erogano servizi tecnologici innovativi a supporto dei percorsi di trasformazione delle imprese pubbliche e private. Appuntamento in diretta il 5 luglio alle ore 17 sui canali social di StartupItalia e Accenture Italia. Poi faremo una piccola sosta nel nostro viaggio, ma solo per l’estate: in autunno ci attendono Roma, con la proclamazione della startup selezionata dalla Startup Challenge, e Padova, ultima tappa del nostro Innovation Journey.