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Altro che divieto: 6 studenti su 10 continuano a usare il cellulare in classe

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Altro che divieto: 6 studenti su 10 continuano a usare il cellulare in classe

L’indagine di Skuola.net conferma che la maggior parte dei ragazzi usa i cellulari anche in classe, nonostante il divieto

L’indagine di Skuola.net conferma che la maggior parte dei ragazzi usa i cellulari anche in classe, nonostante il divieto

Si connettono a scuola, provano ansia se non riescono a entrare in Rete, hanno un gruppo classe su WatsApp ma sono preoccupati del cyberbullismo. Ecco la fotografia degli studenti 2.0 italiani. A farla è Skuola.net che ha condotto un’indagine su dieci mila ragazzi in occasione della seconda edizione della campagna “Vita da social” condotta dal Miur con la Polizia di Stato. Ne esce un’immagine che forse in parte già conoscevamo ma che va a confermare quanto il divieto dell’uso del cellulare in classe sia inutile.

Il 90% degli studenti ha uno smartphone con abbonamento ad Internet per navigare in ogni istante così da essere sempre presente su Facebook, WhatsApp, Twitter Instagram o altri social network. Non solo. Il 60% di quelli che hanno un cellulare dell’ultima generazione lo usa per accedere ai social network mentre il professore di latino o di matematica spiega la lezione. Il divieto imposto dall’allora ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni è ormai solo un ricordo.

L’inquilino di viale Trastevere nel 2007 scrisse in una direttiva: “L’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto, un’infrazione disciplinare sanzionabile attraverso provvedimenti orientati non solo a prevenire e scoraggiare tali comportamenti ma anche, secondo una logica educativa propria dell’istituzione scolastica, a stimolare nello studente la consapevolezza del disvalore dei medesimi”.

Un’indicazione che a quanto pare non è stata recepita e nemmeno accolta dai ragazzi visti i dati presentati da Skuola.net: quasi il 15% di loro si connette ai social ogni volta che vuole. Un altro 15% si dimostra più prudente: aspetta di trovare il professore che si distrae per fare un click. Solo il 25% aspetta l’intervallo per metter mano al cellulare. Un mondo di “fondamentalisti del web” che ammette (uno su sei) di provare ansia quando non si riesce a connettere. Una sorta di malattia dovuta soprattutto ai social network: solo uno studente su cinque afferma che i social hanno un ruolo marginale nelle relazioni con gli amici e i compagni mentre l’85% ha un gruppo su WhatsApp per comunicare con i compagni di classe.

Dati che fanno riflettere e aprono parentesi: oltre la metà degli intervistati da Skuola.net, confessa di spendere più di un’ora al giorno su Facebook, su Istagram o su Ask. Fortunatamente sono gli stessi giovani a preoccuparsi dei fenomeni in atto: quasi la metà degli studenti intervistati ha avuto un’esperienza diretta o indiretta di fenomeni di cyberbullismo.

Ed è proprio per questo che la maggior parte si dichiara favorevole ad incontri con esperti per formare gli studenti ad usare al meglio i social. Un appello che arriva dalla community, che dovrebbe coinvolgere gli operatori dell’educazione a partire dalla scuola primaria fino alla secondaria di secondo grado. E’ chiaro che serve una task force che si occupi di questo problema, che lo trasformi in una risorsa.