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“Granny cloud”, la rete di volontari che aiuta i bambini poveri a imparare via Skype

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“Granny cloud”, la rete di volontari che aiuta i bambini poveri a imparare via Skype

E’ una parte del progetto “The School in the cloud”, un sistema di apprendimento che segue la teoria che i bambini possono imparare anche senza l’insegnante: ma c’è una rete di volontari che li incoraggia via Skype

E’ una parte del progetto “The School in the cloud”, un sistema di apprendimento che segue la teoria che i bambini possono imparare anche senza l’insegnante: ma c’è una rete di volontari che li incoraggia via Skype

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Tutte le settimane Lorraine Schneiter si siede di fronte al suo computer, apre Skype, e chiama un gruppo di bambini in India. E chattano. Su cosa? “Dipende da loro. Io faccio delle proposte ma provo ad aspettare e vedere cosa vogliono trattare. Cerco sempre di essere sicura che sia qualcosa di rilevante per le loro vite. Non mi piace l’idea che noi arriviamo dall’occidente e muoviamo la bacchetta magica sui bambini indiani”. Lorraine è una “granny” ed è stata intervistata dal The Guardian in questo articolo. Ha 53 anni e tiene sessioni su Skype da 3, in quanto membra della “Granny cloud”: una rete di persone che parlano, leggono, insegnano, incoraggiano i bambini in età scolare via Skype. Granny significa “nonna”, ma non tutti i grannies sono nonni: Suneeta Kulkarni, il direttore del progetto, ha detto  che non sono mai riusciti a cambiare il nome perché “Granny cloud” si era diffuso troppo bene per inventare un titolo più esplicativo. La rete dei grannies è solo una parte di un esperimento di istruzione più grande, la “School in the cloud”, che è stato avviato a Newcastle e si è diffuso in tutto il mondo.

Sugata Mitra. Foto: TED

Un pc nel buco del muro

Tutto è cominciato con una scoperta di Sugata Mitra, 64 anni, ora insegnante di tecnologia dell’Università di Newcastle. Quindici anni fa, Mitra lavorava in un’azienda di pc a Delhi. Conduceva ricerche sull’utilizzo di pc pubblici. Un giorno ha fatto un buco nella parete del suo ufficio, ci ha fatto passare i cavi dei pc, ed ha messo delle postazioni sulla strada, attaccate al muro, ad altezza bambino. Il suo ufficio era adiacente ad uno slum. Da dentro poteva vedere che cosa succedeva sullo schermo del computer fuori. Per primo, Mitra e le sue assistenti hanno visto il mouse che cominciava a muoversi e già erano sorpresi: i bambini erano per lo più analfabeti e non avevano mai visto un computer prima. Dopo circa un’ora, poi, i bambini avevano capito che per vedere le cose dovevano cliccare due volte. Mitra fa passare la notte:

il giorno dopo trovano un file Word con il nome di qualcuno scritto sopra. Erano tutti stupiti perché non avevano messo la tastiera. Come avevano fatto a scrivere?

Ebbene, i bambini erano riusciti a trovare la mappa dei caratteri di Word e la stavano usando per scrivere.

Il progetto della “School in the Cloud”

Il Times of India raccontò la storia dei bambini che imparavano da soli a usare il pc e Mitra ha iniziato a fare esperimenti simili in altre parti dell’India. Voleva testare fino a che punto i bambini potevano imparare da soli. Ha fatto un esperimento per vedere se bambini di 12 anni in un villaggio a sud dell’India riuscivano a imparare da soli la biotecnologia in inglese. Il gruppo, dopo un periodo di apprendimento, ha dato il 30% delle risposte esatte. Dopo che era stata loro affiancata una donna che, come una “nonna”, li incoraggiava con parole confortevoli, i risultati esatti sono saliti al 50%. Nel 2013 Mitra ha vinto il TED prize (un milione di dollari) per costruire la “School in the Cloud”, un sistema di apprendimento autogestito che segue la teoria che i bambini, in piccoli gruppi e con l’accesso a un pc, possono essenzialmente imparare da soli. Se hanno il supporto emotivo di una persona che fa loro da “nonna”, poi, imparano anche di più.

La Granny cloud

Mitra propone un sistema educativo nuovo, il “metodo Sole” o auto-apprendimento, un modo di acquisire competenze necessarie al mondo d’oggi: come cercare informazioni, come valutare le fonti, come lavorare in gruppo. L’entusiasmo intorno a questo movimento è crescente. Secondo il direttore del progetto, il  kit per il metodo Sole nel sito della School in the Cloud è stato scaricato più di 67 mila volte, e oltre 10 mila ambienti Sole sono stati posizionati nei 5 continenti. La Granny cloud è un’importate parte del metodo Sole. Ci sono circa 120 grannies al momento: l’idea è che questi volontari si comportino come nonni, quindi devono solo essere accoglienti e incoraggianti con i bambini. Con il metodo Sole i bambini trovano con il pc delle risposte a dei quesiti che vengono loro posti. Il ruolo dei nonni nelle sessioni Skype è quello di sviluppare le competenze dei bambini e ispirare curiosità. Molti nonni cominciano le conversazioni con il gruppo di bambini attraverso foto, video, o canzoni, che servono soprattutto per migliorare il linguaggio. Qui c’è la procedura per diventare granny.

@carlottabalena

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Liz Fewings, una granny