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Una carta con 500 euro da spendere in cultura: è il regalo del governo per i neo-maggiorenni

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Una carta con 500 euro da spendere in cultura: è il regalo del governo per i neo-maggiorenni

Il premier Renzi ha annunciato lo stanziamento di un bonus di 500 euro per tutti i ragazzi che il prossimo anno compiranno 18 anni. Da spendere in libri, concerti e teatro

Il premier Renzi ha annunciato lo stanziamento di un bonus di 500 euro per tutti i ragazzi che il prossimo anno compiranno 18 anni. Da spendere in libri, concerti e teatro

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I circa 550 mila italiani che il prossimo anno compiranno 18 anni avranno un regalo in più da aggiungere alla lista. Se non ci saranno limitazioni di reddito, infatti, riceveranno una carta con 500 euro da spendere in attività culturali: biglietti per musei, teatri e concerti. L’ha pensata il governo che ha annunciato uno stanziamento di 350 milioni dedicati a giovani e cultura. In questo finanziamento è compreso il provvedimento per i 500 euro ai neo-maggiorenni, più un fondo che andrà a coprire 10-15 mila borse di studio per gli studenti meno abbienti. L’annuncio l’ha dato ieri il premier «La card – ha detto il presidente del Consiglio – diventa simbolicamente il modo in cui lo Stato ti carica della responsabilità di essere co-erede del più grande patrimonio culturale del mondo».

Il bonus dei 500 euro per ogni 18enne segue e ricalca quello già erogato agli insegnanti in busta paga seguendo la riforma della Buona Scuola, da spendere sempre in prodotti culturali. La card dei ragazzi, invece, potrà essere usata per acquistare libri, biglietti per musei e concerti: probabilmente verranno pubblicate delle indicazioni su come usare i soldi, ma ancora non c’è una lista chiara delle strutture dove i ragazzi potranno spendere il bonus.

L’altro provvedimento è quello che riguarda il diritto allo studio, con un investimento di 50 milioni per la creazione di 10-15 mila borse di studio per gli studenti meno abbienti. Le risorse per questi finanziamenti dovrebbero derivare dallo slittamento del taglio dell’Ires (l’imposta sul reddito delle società) al 2017, che il Tesoro sta prevedendo in questi giorni.