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L’Estonia sorprende ancora: arrivano i certificati di deposito in Bitcoin

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L’Estonia sorprende ancora: arrivano i certificati di deposito in Bitcoin

E’ la nazione della cittadinanza digitale, dell’addio ai contanti. Ora arrivano i certificati deposito in blockchain, il protocollo di Bitcoin. Ecco come funziona e perché è una piccola rivoluzione per il banking

E’ la nazione della cittadinanza digitale, dell’addio ai contanti. Ora arrivano i certificati deposito in blockchain, il protocollo di Bitcoin. Ecco come funziona e perché è una piccola rivoluzione per il banking

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In Estonia una banca ha appena sviluppato un prodotto finanziario basandosi sulla tecnologia blockchain e bitcoin. Si tratta di certificati di deposito, di fatto titoli esigibili nei confronti della banca per un valore fino a 100mila euro. Di fatto di uno dei progetti più avanzati finora. La LHV Bank, con sede a Tallin e un utile netto di 6 milioni l’anno, è un piccolo caso nel banking europeo. Nata nel 1999, è stata una banca totalmente cash free fino allo scorso agosto, quando ha istallato i suoi primi 10 Atm nella capitale estone. A settembre invece ha avviato Cuber, acronimo che sta per Cryptographic Universal Blockchain Entered Receivables, basato su Colored coins, un protocollo per creare asset digitali basati su tecnologia blockchain.

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Blockchain è il protocollo che è alla base di Bitcoin. Spesso Bitcoin e blockchain vengono usati come sinonimi. Quello che comporterà questo progetto è che la garanzia dei certificati in banca che saranno aperti con Cuber non sarà più data dalla banca centrale estone, o quella europea, ma dalla rete peer to peer che è l’anima della blockchain. Più che Bitcoin, il progetto quindi è declinato su un’altro aspetto conseguente alla blockchain, gli smart contract, contratti la cui validità non è stabilità o gestita da terzi ma dalla rete peer to peer della catena di blocchi.

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Come funziona. Il prodotto è stato testato come una nuova forma di certificato di deposito. La fase iniziale riguarda l’emissione di certificati 100mila euro di valore. Si tratta di titoli, che un investitore potrà richiedere alla banca insieme agli interessi sull’investimento. Cuber è stato creato per conservare, generare e trasferire valore ma anche per gestire la propria liquidità e velocizzare le transizioni (la vera forza di bitcoin, che garantisce transizioni in poche ore). Cuber è solo la parte iniziale del progetto. In realtà poco più che un trampolino per una più larga iniziativa FinTech, che si chiamerà Cuber Technology, che sta cercando di sviluppare app mobile per usare la blockchain e abilitare la libera circolazione di denaro nella rete peer to peer. Entro fine di quest’anno è previsto il lancio della nuova piattaforma in versione beta.

LHV Bank concentra le proprie attività sull’online banking, e ha sempre cercato di lanciare prodotti innovativi sul mercato con una presenza pressoché irrisoria di filiari sul territorio. E si lancia nello sviluppo di prodotti basati sulla blockchain tecnology subito dopo che giganti del banking come UBS, Bank of NY Mellon, USAA e Deutsche Bank si convincono che esplorare la blockchain è una nuova frontiera del settore.

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Colored Coins è un protocollo applica la tecnologia blockchain per una grande varietà di settori, dagli smart contract alla sicurezza delle transizioni. Il concetto alla base è quello usare Bitcoin per una semi istantanea transizione di proprietà attraverso la blockchain evitando la necessità di passare attraverso una terza parte che ne garantisca la transizione.

Il ceo di Cuber Technology Rain Lõhmus, ha commentato la scelta della banca di affidarsi a questa tecnology dicendo che di fatto «Il potenziale di Cuber e della blockchain è enorme. Ed è paragonabile a quello che è successo nel mondo delle telecomunicazione negli ultimi 20 anni. Ed è una rivoluzione che arriva dalle startup che si occupano di questo settore. E rendono possibile una diffusione incredibile del protocollo decentralizzato che è il cuore di Bitcoin». La LHV Bank ha dichiarato di voler guidare l’innovazione nel settore bancario attraverso piccole soluzioni software e startup fintech. Meno basandosi sulle grandi istituzioni.

@arcamasilum