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Osmo Coding insegna la programmazione ai bimbi usando blocchi colorati e iPad

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Osmo Coding insegna la programmazione ai bimbi usando blocchi colorati e iPad

La startup di Palo Alto che punta sull’interazione di oggetti fisici e applicazioni ha sviluppato un gioco che permette ai più piccoli di programmare la sequenza di movimenti da far fare al personaggio sullo schermo

La startup di Palo Alto che punta sull’interazione di oggetti fisici e applicazioni ha sviluppato un gioco che permette ai più piccoli di programmare la sequenza di movimenti da far fare al personaggio sullo schermo

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Bastano un iPad e una serie di blocchi colorati per avvicinare i bambini al mondo del coding. Osmo applica così la sua tecnologia di interazione tra oggetti fisici e le app per uno degli obiettivi dell’educazione moderna: la programmazione. Il nuovo prodotto si chiama Osmo Coding e segue gli stessi principi da sempre applicati da Osmo ai suoi strumenti per insegnare ai bambini la matematica, il disegno e la lettura che hanno avuto già molto successo nelle scuole. Lo scopo della nuova app è di far capire i concetti base della programmazione attraverso l’utlizzo fisico di un dispositivo.

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I bambini programmano i movimenti della rana Awbie

La startup di Palo Alto in California ha pensato a Osmo coding come a un prodotto per i bambini tra i 5 e i 12 anni. Funzionerà più o meno come le app precedenti: l’utente dovrà posizionare il suo tablet sulla base di Osmo e poi usare i blocchi magnetici. L’app di Osmo sarà in grado di attivare la visione del computer e rilevare i comandi dei bambini attraverso l’ordine dato ai blocchi e ai tasti fisici premuti. A muoversi sullo schermo fra fragole e fiori, secondo le indicazioni dei piccoli programmatori, sarà una rana, Awbie, che eseguirà la sequenza di azioni decisa dagli utenti. È stata Ariel Zekelman, designer industriale, a pensare a questo meccanismo e a realizzare i blocchi colorati: il computer riconosce il tipo di comando deciso dal bambino attraverso il colore. Per far ripetere una stessa azione più volte alla rana basterà poi associare a ogni blocco un numero che definisca quanti passi dovrà fare o quanti fiori dovrà piantare. E anche la direzione da dare al personaggio sullo schermo potrà essere decisa semplicemente con delle frecce da collegare ai comandi.

L’intuitivià della programmazione

Far muovere un personaggio su uno schermo e fargli mangiare frutti assomiglia a un gioco più che a una vera iniziativa educativa per insegnare la programmazione. Ma questo è proprio lo spirito della app secondo il Ceo di Osmo Pramod Sharma. In un’intervista a VentureBeat ha detto: «Il coding non è nient’altro che mettere le cose insieme per dire a un computer cosa fare, come con i mattoncini lego. È un’azione molto intuitiva per i bambini. Il nostro obiettivo è ricreare quell’intuitività dei lego in un ricco linguaggio di programmazione nello spazio fisico». L’importanza della programmazione, intanto, sembra essere stata percepita anche dalla politica americana. È di febbraio la notizia di un piano per portare il coding nelle scuole e renderlo materia obbligatoria negli Usa: 4 miliardi di dollari per insegnare il pensiero computazionale agli studenti.

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Il gioco educativo fuori dallo schermo

Il prodotto sarà disponibile nei rivenditori Apple a partire dal primo giugno. L’hanno sviluppato un gruppo di ingegneri con esperienze di programmazione in Google. Osmo ha oggi 38 dipendenti e ha raccolto 14,5 milioni di dollari di finanziamenti dal 2013. È partita come una società di giochi, ma poi ha sviluppato la tecnologia della Reflective Artificial Intelligence. Ed è riuscita così ad estendere il campo di gioco oltre lo scherno dell’iPad. Da qui l’idea di rendere tutto ciò qualcosa di istruttivo per i bambini: «Stiamo lavorando a questo progetto dal 2014 e abbiamo collaborato con un professore della Northwestern University su delle idee che arrivano da 20 anni di ricerca. La magia sta nel fatto che i bambini possono usare le loro mani per programmare», ha detto Zekelman a Venture Beat.