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Gen 29, 2018

GetMyCar raccoglie 2,5 milioni per il car sharing P2P

Aumento di capitale con l'ingresso di Italglobal Partners e Boost Heroes tra i soci. La piattaforma gemella di ParkinGO punta a raggiungere 20 location entro il 2018

Altre forme di sharing economy: ovvero, nel caso di GetMyCar, come sfruttare al massimo un’auto e al contempo ridurre il traffico sulle strade. L’idea alla base dell’azienda fondata da Giuliano Rovelli, già fondatore di ParkinGO, è proprio questa: trasformare il parco auto esistente in un car sharing diffuso e peer to peer, che oggi parte dagli aeroporti ma che in futuro potrebbe arrivare ovunque. Un’idea che è piaciuta a Italglobal Partners, un club degli investitori che si concentra su PMI italiane ad alto potenziale di internazionalizzazione, e a Boost Heroes di Fabio Cannavale: queste due realtà hanno sottoscritto un sostanzioso aumento di capitale che porta nelle casse di GetMyCar una cifra pari a 2,5 milioni di euro.

Come funziona GetMyCar

“Secondo alcune statistiche – spiega Giuliano Rovelli nel corso di una intervista rilasciata a StartupItalia! – per il 92 per cento del tempo le nostre auto restano ferme e inutilizzate: di fatto sono una risorsa poco sfruttata, un capitale immobilizzato. Riuscire a renderle un bene in condivisione con altri ci permette di utilizzare al meglio questo bene: e questo si traduce anche in meno traffico, meno inquinamento e più risparmio per il proprietario”.

 

Il meccanismo è semplice: chi desidera si può iscrivere alla piattaforma GetMyCar, decidere quando rendere disponibile la propria vettura per lo sharing, portarla a uno dei centri ParkinGO attivi sul territorio. Qui la propria auto viene controllata dai sistemi automatici all’ingresso del parcheggio, così da constatare le condizioni esterne del veicolo, e ovviamente si procede anche a una rassegna puntuale del personale per sancire le condizioni di arrivo della vettura.

In questo modo si ottiene un’istantanea precisa della nostra automobile quando arriva: per non lasciare nulla al caso è stata anche elaborata una speciale copertura assicurativa che protegge contro i danni che si somma alla RCA obbligatoria. “Abbiamo appena siglato un contratto con Generali – spiega Rovelli – Tramite la sua società Europe Assistance, dal 1 febbraio metterà a disposizione un nuovo pacchetto assicurativo creato apposta per questa nuova forma di car sharing. Il frutto di mesi di lavoro: Generali ha accettato la nostra sfida di creare qualcosa di innovativo nel settore assicurativo, ha realizzato una copertura a consumo che si attiva solo quando si attiva lo sharing del veicolo”.

Per il 92 per cento del tempo le nostre auto restano ferme e inutilizzate: di fatto sono una risorsa poco sfruttata, un capitale immobilizzato.

Il ruolo dei parcheggi ParkinGO diviene cruciale proprio in questa fase: permette cioè di offrire una location certificata che azzera il rischi frodi, rendendo possibile costruire quel meccanismo di garanzie necessarie a rendere il servizio GetMyCar appetibile. A questo punto l’auto è nel circuito: gli iscritti possono vedere il parco di vetture disponibile, sceglierne una e prenotare il noleggio. Al termine dello stesso la vettura deve essere riportata nel centro dove è stata prelevata: qui verrà di nuovo esaminata con il sistema automatico all’ingresso e dal personale, così da accertare che non abbia subito danni.

L’economia della condivisione

L’idea di GetMyCar potrebbe rivelarsi vincente. Scavalca tutta una serie di problematiche tipiche del nostro mercato, relative soprattutto alle garanzie in caso di danni e furto, e consente di guadagnare dal periodo in cui la nostra auto resta inutilizzata (perché siamo all’estero, perché siamo in vacanza ecc) contribuendo ad alleggerire i costi di gestione di una vettura di proprietà. Inoltre, chi fa un utilizzo solo sporadico delle quattro ruote può rivolgersi ad un servizio con prezzi concorrenziali.

Giuliano Rovelli, AD di GetMyCar

Il limite principale attuale è costituito dal luogo di partenza e termine del noleggio. Oggi sono tutti nelle vicinanze degli aeroporti, visto che il business di ParkinGO è proprio la sosta durante i nostri viaggi, ma in futuro ci dice Rovelli questo aspetto potrà cambiare: “Il nostro obiettivo è creare una rete capillare. In futuro immagino che un concessionario, o una stazione di rifornimento, potrebbero diventare una location certificata, così da poter portare il servizio di car sharing anche nelle province dove oggi non ne esiste alcuno”.

 

Proprio i concessionari, ma anche altre aziende, potrebbero poi diventare partner di questa iniziativa: “Possiamo dare l’opportunità a tutti coloro che hanno vetture inutilizzate – racconta Rovelli – di valorizzare questi beni: penso alle flotte aziendali, alle auto chilometri zero dei concessionari, ma ci potrebbero essere anche case automobilistiche interessate a entrare in questo mercato”.

 

La rotta tracciata da GetMyCar ha convinto gli investitori già citati, Italglobal Partners e Boost Heroes. Entrambi hanno sottoscritto un aumento di capitale che gli ha garantito il 30 per cento del pacchetto azionario, e che porta l’investimento complessivo di GetMyCar a 7,5 milioni di euro: i nuovi fondi serviranno a far crescere fino a 20, entro il 2018, le location certificate e attive in Italia, con un occhio di riguardo alle mete turistiche come la Sicilia e la Sardegna. Quest’ultima è stata teatro delle prime sperimentazioni la scorsa estate: “Abbiamo attivato il servizio a Olbia, con 30 macchine a disposizione: in 45 giorni abbiamo contato più di 1.000 noleggi, abbiamo riscontrato un successo tale, anche tra una clientela come quella dei proprietari di grandi yatch, che ci ha convinto ad aprire uffici dedicati in quella zona per l’estate 2018”.

Penso alle flotte aziendali, alle auto chilometri zero dei concessionari, ma ci potrebbero essere anche case automobilistiche interessate a entrare in questo mercato.

Dopo l’Italia toccherà al resto d’Europa: ParkinGO è già presente in diversi paesi, e di nuovo le strutture già presenti saranno sfruttate per accelerare l’ingresso sul mercato di GetMyCar. Le ambizioni di Giuliano Rovelli hanno convinto i suoi investitori, e forse ha anche contato il particolare assetto della società: il 10 per cento del capitale è in mano ai dipendenti, che così condividono a tutti gli effetti gli obiettivi di GetMyCar.

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