«È stato come un ritorno alle passioni che coltivavo fin da bambina, innamorata del mio cagnone e profondamente legata alla natura». Con queste parole, Giorgia Barabeschi – 48 anni, parmigiana, formazione artistica alle spalle e una vita professionale tra Milano e la sua città natale – ha descritto la scintilla che ha acceso il progetto Nomadog. Una startup nata per aiutare chi ama viaggiare con il proprio amico a quattro zampe, fornendo servizi essenziali e informazioni pratiche, spesso difficili da trovare, in un’unica piattaforma digitale.
Questa è la storia per la rubrica Unstoppable Women di come un desiderio personale – e una serie di esperienze lavorative che hanno attraversato l’ambito artistico, l’organizzazione di eventi e l’innovazione tecnologica – si siano fusi in un’idea imprenditoriale. Un percorso che parte dai banchi dell’Istituto d’Arte di Parma e arriva in ogni angolo d’Italia, grazie a una app con l’obiettivo di rendere più semplice la vita di chi non si separa mai dal proprio cane.

Da una passione all’altra
Giorgia Barabaschi è nata a Parma nel 1975. Fin dai tempi della scuola ha coltivato un forte interesse per la creatività: «Ho frequentato l’Istituto d’Arte in grafica pubblicitaria, quando i primi computer cominciavano a comparire sui banchi. A 17 anni mi sono trasferita a Milano, iscrivendomi all’Accademia di Brera, dove ho studiato scultura. Ero affascinata dalla possibilità di creare con le mie mani».
Sono gli anni ’90, un periodo in cui «bastavano poche lire per poter star bene», come ha ricordato lei stessa. Ed è proprio in quel periodo che hanno preso forma i primi sogni di restare nel capoluogo lombardo dopo la fine degli studi, con l’idea di trovare uno sbocco nell’ambito artistico.
«Il mio diploma di maestro d’arte non serviva a nulla, è stata una grande delusione. Speravo di potermi inserire in un settore che amavo, ma ho dovuto ripiegare su lavoretti vari, portando avanti in parallelo corsi di formazione in regia multimediale. Lì c’erano la TV, la pubblicità». Nonostante le difficoltà, la fiamma creativa non si è spenta. Anzi, Giorgia ha preso parte a eventi curandone la direzione artistica. Si è formata come filmmaker, lavorando nell’organizzazione di produzioni culturali.

Con l’avvento dei telefoni di ultima generazione, il settore audiovisivo ha evidentemente cambiamenti drastici: «Se prima dovevi investire in una telecamera professionale e in una consolle di regia, con lo smartphone il mercato è stato stravolto. I costi di produzione si sono abbattuti, ma è anche aumentato il pressapochismo, e di conseguenza le tariffe dei professionisti si sono abbassate».
Il ritorno a casa
Stanchezza e un pizzico di disillusione l’hanno convinta a rientrare a Parma, dove ha sentito il bisogno di avviare qualcosa di suo. «Mi sono buttata sulla digitalizzazione della mobilità sostenibile, occupandomi di brand identity e subnoleggio di auto sostitutive. Il progetto si chiama FreeKar, ed è tuttora in corso». La pandemia, come per molti, è stato un momeno di pausa forzata. Per lei di riflessione. Da tempo, Giorgia coltivava un sogno: «Avevo questa gran voglia di viaggiare col mio cane, ma non sapevo mai dove fermarmi per le soste. Mi sono resa conto che mancavano informazioni chiare e affidabili sui servizi dedicati ai cani durante i viaggi».

La frustrazione per questa lacuna si è trasformata così in un’opportunità imprenditoriale. Ne ha discusso con il suo attuale socio, Stefano Rusca, che ha deciso di sposare il progetto. L’obiettivo è ambizioso: «In un momento in cui il mondo è in sofferenza, volevamo sviluppare qualcosa di utile, che aiutasse le persone in modo concreto. Viaggiare con un cane crea un’affinità bellissima, ma servono servizi e informazioni alla portata di tutti».
È così che, nel 2024, è stata fondata Nomadog, app disponibile su iOS e Android. L’idea di base è fornire dati, indicazioni, suggerimenti e consigli su strutture dog-friendly, percorsi e aree di sosta per gli amici a quattro zampe in tutta Italia. «L’app è gratuita e i dati sono fruibili liberamente. In futuro introdurremo aggiornamenti importanti, sempre orientati a rendere l’esperienza di viaggio più semplice e sicura per i proprietari di cani. Ci sarà una parte freemium per funzionalità più avanzate. È un modo per permettere a chiunque di sfruttare il servizio di base senza costi, e a noi di mantenere un modello di business sostenibile».

Un altro tassello fondamentale del progetto è il coinvolgimento delle attività commerciali che vogliono aprire le porte ai cani e ai loro padroni: «Stiamo inserendo le strutture sul territorio, dalle aree di sosta ai ristoranti, passando per negozi, hotel e perfino stabilimenti balneari. Chi ne fa parte potrà contare su una forma di abbonamento per comparire nella piattaforma e ottenere visibilità, mentre l’utente finale continuerà a usare l’app gratis. È un equilibrio che ci permetterà di crescere e, nello stesso tempo, offrire servizi reali alla community».
Unire i puntini
La missione è innovare un settore ancora frammentato, unendo in un solo luogo digitale quelle informazioni che, a oggi, l’utente deve cercarsi in modo dispersivo tra forum, blog e passaparola. È anche per questo che è fondamentale investire continuamente nella qualità dei dati e nella facilità d’uso: «La convivenza con un cane è meravigliosa, ma se non hai gli strumenti giusti, può trasformarsi in un problema logistico. Noi vogliamo risolverlo, e lo facciamo partendo da un’app, perché la tecnologia consente di aggiornare le informazioni in tempo reale e di comunicare direttamente con chi viaggia».
La storia di Nomadog, almeno per ora, somiglia a un viaggio appena iniziato. È la dimostrazione di come una passione può trovare la sua forma imprenditoriale. Partendo da una semplice esigenza – «Dove posso fermarmi se sto viaggiando col mio cane?» – Giorgia Barabaschi ha imboccato una strada costellata di idee e soluzioni che, a ben vedere, possono migliorare la vita di tantissimi proprietari di animali.