Enerbrain, la startup che aiuta a controllare i consumi degli edifici e a risparmiare in bolletta

Il dispositivo sviluppato dall’azienda è in grado di rilevare la presenza di individui in un ambiente e i cambiamenti climatici. Segnala gli sprechi e interviene automaticamente per correggere i problemi nei sistemi di condizionamento o di ricambio dell’aria

Gli edifici efficienti dal punto di vista energetico per il team di Enerbrain si dicono dinamici. Ne sono convinti i 5 founder della startup, Giuseppe Giordano, Marco Martellacci, Filippo Ferraris, Francesca Freyria e Alexis Susset, che dal 2015 si occupano di aumentare il confort e contenere le spese di grandi strutture. L’idea è quella di un dispositivo che legge i consumi e aiuta a correggere ciò che non funziona nei sistemi elettrici, di riscaldamento o areazione degli edifici: «Dopo la laurea in architettura sono andato negli Stati Uniti per studiare e prendere un master in sostenibilità e lì ad Austin sono entrato in contatto con il mondo della tecnologia», ricorda il ceo di Enerbrain Giuseppe Giordano.

giuseppe-giordano

Il ceo di Enerbrain Giuseppe Giodano

È durante un evento in America che Giordano concepisce l’idea di quella che poi diventerà la sua società: «Ho lavorato per due anni a un progetto di un dispositivo che ogni cinque minuti controllava i consumi elettrici. Poi ho realizzato che un altro dei co-founder con il quale ero in contatto, Marco Martellacci, stava lavorando a un sistema di attuazione e controllo delle caldaie. Ho quindi pensato che il suo algoritmo di controllo potesse essere integrato al mio sistema di monitoraggio». E così, grazie al contributo delle diverse competenze del resto del team, dalla cibernetica all’ingeneria ambientale, è nata la società che dopo un anno ha raccolto da angels gli investimenti necessari a sviluppare l’hardware e il software. Enerbrain oggi mette a disposizione dei clienti anche un’applicazione dalla quale è possibile tenere sempre sotto controllo il “battito cardiaco” di qualsiasi edificio.

Un risparmio del 30 per cento sulla bolletta

La svolta di Enerbrain è stata la sua capacità non solo di tenere sempre sotto controllo i consumi e segnalare eventuali sprechi all’utente, ma di intervenire in maniera automatica per risolvere i problemi, senza costringere il cliente a preoccuparsene in prima persona: bloccare il ricambio dell’aria in ambienti vuoti o regolare il riscaldamento a seconda degli occupanti sono due esempi di cosa Enerbrain è in grado di fare. I destinatari di questo prodotto sono soprattutto i grandi spazi con un sistema energetico complesso come sale conferenze, scuole, teatri. In questi luoghi a volte risulta difficile regolare la temperatura in base alle persone che la occupano. Il sistema di Enerbrain è invece in grado di rilevare ogni cinque minuti quante persone sono presenti e di operare correzioni sull’impianto di climatizzazione anche in base ai cambiamenti climatici esterni. In questo modo Enerbrain assicura un risparmio del 30% sulle bollette per i grossi clienti a cui si rivolge. E al momento offre la possibilità di pagare a performance, assumendosi il rischio imprenditoriale: «Siccome molto spesso c’è dello scetticismo nei confronti di un’azienda giovane come la nostra, proponiamo il nostro prodotto senza costi iniziali e i nostri guadagni sono calcolati su quello che il cliente riesce a risparmiare sulla bolletta», spiega Giordano.

Print

Nessuna spesa iniziale per i clienti

Il prodotto è già attivo in una decina di edifici fra cui il Lingotto e il Teatro Carignano di Torino. «Tra i nostri clienti ci sono grosse realtà come Enel, Iren, Autostrade, Autogrill che vogliono testare su uno o due edifici pilota per poi estendere l’applicazione del dispositivo a tutti gli altri», dice il ceo. L’installazione del sistema è molto veloce ed è possibile su qualsiasi impianto esistente. Enerbrain è aperta anche alla prospettiva estera, soprattutto in Francia, ma presto ci saranno installazioni in Svizzera e Germania. Il team della startup è composto oggi da 18 persone ed è molto distribuito anche fuori dall’Italia. Dal punto di vista commerciale è infatti importante adattarsi alle esigenze di ogni nazione: «Anche se il prodotto è sempre lo stesso tecnicamente, in Cina l’elettricità costa molto poco, quindi puntare sul risparmio in bolletta non ci aiuta a vendere. Analogo ragionamento vale per la Svizzera dove il discorso confort è molto più convincente», aggiunge Giordano.

Alla costruzione di una smart city

Oltre al risparmio sui consumi energetici, il dispositivo di Enerbrain aiuta a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, aumenta il confort in un edificio, evita i picchi di consumo in rete, educa il cliente a evitare gli sprechi e a capire la differenza tra un interruttore acceso o spento. L’applicazione ampia di sistemi come quello di Enerbrain aiuta anche nel processo di costruzione delle cosiddette smart cities. Per la precisione, l’azienda è già impegnata in un progetto del genere, in collaborazione con Planet Idea, nella città di Croatà, in Brasile: «Il problema delle città non è tanto quale tecnologia adottare, ma quale tecnologia sia facilmente scalabile e democratica, cioè applicabile velocemente e con un minimo investimento nel maggior numero possibile di edifici. La nostra lo è», dice Giordano.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In Giordania è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico in un campo per rifugiati

I pannelli solari installati ad Azraq assicureranno elettricità 24 ore al giorno a circa 20mila persone e consentiranno di migliorare le loro condizioni di vita. L’obiettivo è portare questa innovazione anche in campi più grandi come quello di Zaatari

Più bike sharing, meno stazioni di parcheggio. Shike, il progetto di MugStudio (SocialFare)

Andrea Tommei e Andrea Cantore hanno sviluppato un progetto di bike sharing innovativo, che permette ai cittadini di non servirsi delle classiche stazioni. Shike è tra le 5 aziende selezionate per Foundamenta#3, il programma di accelerazione per startup a impatto sociale