Luca Annunziata

Luca Annunziata

Ott 5, 2017

Due giorni per cambiare il Paese: gli hacker al lavoro per la trasformazione digitale dell’Italia

Questo weekend la maratona di sviluppo organizzata da Team per la Trasformazione Digitale e Codemotion. Hack.Developers è un'occasione irripetibile

Forse sarà l’hackathon più grande del mondo, o forse no: di sicuro per la prima volta le sorti della PA sono nelle mani degli hacker, di coloro i quali hanno le competenze e l’esperienza necessarie per traghettare i servizi della pubblica amministrazione nel 21simo secolo. Il Team per la Trasformazione Digitale, emanazione della Presidenza del Consiglio e guidato da Diego Piacentini, ha organizzato assieme a Codemotion per i prossimi sabato e domenica una maratona di sviluppo che punta a lasciare il segno.

Hack.Developers si terrà in contemporanea in tutta Italia, con una propaggine persino in California: in 23 luoghi diversi sviluppatori e creativi si metteranno al lavoro per realizzare l’ossatura della nuova PA finalmente nativa digitale. Da SPID all’anagrafe nazionale unica, da PagoPA al DAF (data analytics framework), poi c’è la carta d’identità elettronica e senza dimenticare l’esigenza di rivedere per intero le interfacce e l’esperienza utente di chi oggi entra in contatto con lo Stato: il lavoro da svolgere per designer.italia è illustrato nel dettaglio sul sito ufficiale.

Il sogno di Piacentini

Il commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale è un manager di una multinazionale prestato all’impegno civico: Diego Piacentini, con un curriculum che riporta una carriera pluridecennale ai piani alti di aziende del calibro di Apple e Amazon, ha messo nero su bianco quali sono le ambizioni che ripone nel suo impegno in Italia. “Tra qualche anno immagino un Paese che ha vinto la sfida della semplificazione Stato-cittadini-imprese anche grazie alla digitalizzazione” ha spiegato in un ormai celebre lettera aperta, in cui ha chiarito il ruolo che il suo team vuole ricoprire nella storia.

Il cambiamento da operare è importante: oggi ciascuna PA opera in modo indipendente dalle altre, con dati pubblici chiusi in database troppo spesso non interoperabili, e con sistemi legati a tecnologie che sono superate. Cambiare la mentalità è il primo passo per avviare un cambiamento significativo in tutta la struttura statale: e quale migliore occasione anche per coinvolgere i cittadini, per farli diventare parte di un sistema che deve vederli coinvolti per farli sentire partecipi della vita pubblica come del cambiamento.

Quella che deve cambiare è la cultura nazionale: essere un dipendente pubblico dovrebbe essere un onore, un ruolo da interpretare con l’orgoglio di stare lavorando per il bene comune, mentre troppo spesso oggi viene visto come un rifugio per chi ha meno voglia di lavorare. La fuga dei cervelli si combatte anche così, creando centri di eccellenza assoluta nei quali i giovani che escono dalle università devono sognare di poter lavorare. Oggi nel Team messo in piedi da Piacentini ci sono giovani professionisti italiani rubati alle web-company: non devono essere l’eccezione, devono diventare la normalità.