Startup declinate al femminile, ecco le 10 “Female Founders” 2018 per SheTech

Sono ancora una timida percentuale sul totale delle startup, ma alcune fanno la differenza. E raccontarle può far bene all’ecosistema. Ecco la lista di 10 realtà fondate e guidate da donne innovatrici

Competenti, connesse, visionarie, globetrotter, multitasking. Ma poche. Ancora troppo poche. Le startup declinate al femminile in Italia sono ancora una cifra risibile rispetto al panorama complessivo. E ci costringono a riflessioni più generali. Nello specifico soltanto 1.054 sono le startup con una compagine societaria a prevalenza femminile, secondo i dati del MISE 2017. Si tratta del 13% del totale. E al massimo si può arrivare al 17% se si prendono in esame le società di capitali. Intanto sul fronte delle imprese già strutturate il dato italiano si attesta a 1,3 milioni di imprese femminili. In pratica il 21,74% del totale, stando almeno ai dati Unioncamere-InfoCamere.

La community al femminile SheTech

Ma dietro ai numeri ci sono le storie. Che possono aiutare a sensibilizzare altre donne nell’intraprendere il percorso imprenditoriale. Storie di successo come esempi virtuosi da seguire. Ecco allora che proprio la scorsa settimana al Talent Garden Calabiana di Milano l’associazione  SheTech Italy, una delle più grandi community tech al femminile, ha raccontato le Female Founders da tenere d’occhio in questo 2018. Un’occasione di networking e di condivisione tra startupper, investor, manager di grandi aziende. «SheTech Italy intende offrire opportunità di incontro e collaborazione per rendere le donne sempre più consapevoli e in grado di affermarsi personalmente e professionalmente nel mondo della tecnologia, del digital e dell’imprenditoria», raccontano Lisa Di Sevo e Giulia Lotti di SheTech Italy. Ed eccole allora le Female Founder d’Italia nella speciale lista preparata da SheTech.

Il “mondo migliore” pensato da Betta

Betta Maggio è un’imprenditrice dall’età di 23 anni. Ha studiato Design Industriale al Politecnico di Milano e fondato aziende in vari settori mentre portava avanti l’attività di consulenza su marketing, branding, concept design per varie aziende leader. Tuttavia gli ultimi sei anni sono stati dedicati ad un’unica missione: rendere il mondo un luogo migliore. Due tragiche perdite di familiari a cause di infezioni ospedaliere e la consapevolezza che un’invenzione nata nel laboratorio di suo zio – uno scienziato americano esperto in biotecnologie – avrebbero potuto salvare la vita dei suoi familiari catturando e distruggendo i contaminanti dell’aria: ecco cosa ha spinto Betta a fondare U-earth, azienda biotech focalizzata sul contenimento delle emissioni che stanno distruggendo noi e il nostro pianeta, dandole in pasto a batteri in speciali bio-reattori purificatori d’aria. Betta ha radunato un team di persone appassionate e con loro ha creato “Pure Air Zone”, un nuovo standard di qualità per le aziende per avere aria pulita come bene disponibile.

 

Dati e persone sono il nuovo petrolio

Il team è il suo punto di forza. Seppur molto giovane Viviana Bottalico vanta diversi anni di esperienza nel coordinamento di clienti di grosse dimensioni e possiede il carattere giusto per cogliere le esigenze delle aziende e trasformarle in risultati.

«La scuola migliore è quella sul campo poiché sperimentando e talvolta sbagliando s’impara», precisa Viviana. Ma il primo punto è la formazione. Quella non può mancare. «Ai miei clienti voglio trasmettere emozioni, idee, obiettivi, entusiasmo e spronarli tanto quanto faccio con le persone che lavorano con me e non per me». La sua società si chiama Keyformat ed è stata fondata nel 2014 con solo DNA SEO e web Analitycs. Il business model è quello di agenzia Data Driven Strategy. Keyformat è ad oggi composta da sette persone oltre alla squadra commerciale. «Al mio team cerco di insegnare l’arte del condividere idee, di studiare, di migliorarsi ogni giorno e di cercare di fare squadra».

 

 

Roberta e il traduttore siciliano nel mondo

Roberta è co-founder, business manager & CMO di Ludwig. Ha 31 anni, è siciliana, un dottorato in Economics & Management e una laurea in scienze cognitive ed una in filosofia. Ma la storia di Roberta è declinata necessariamente al plurale. Antonio e Federico sono suoi amici dai tempi della scuola. Nel 2014 tutti e tre lavoravano nel mondo accademico in posti diversi, sognando di realizzare insieme un giorno un progetto comune. Nasce così Ludwig, un’idea per abbattere le barriere linguistiche ed alleviare il gap con i madrelingua inglesi. Ludwig funziona con il modello freemium tramite ricavi che provengono da abbonamenti al servizio e pubblicità. Il prossimo importante traguardo è previsto a breve con il rilascio ufficiale premium in tutto il mondo.

 

 

L’app di Cecilia che fa guadagnare coi selfie

Cecilia Nostro ha 28 anni ed è nata ad Alba, nella terra del buon vino, del tartufo e della Nutella. Non aveva mai pensato di voler fare l’imprenditrice. E ancora meno nel mondo hi-tech. Dopo quattro giorni di lavoro in una multinazionale ha realizzato che nella sua vita non avrebbe mai potuto avere a che fare con qualcuno che le dicesse di “non esagerare”. Insieme ad Alessandro e Daniele pensava che il modo tradizionale di fare marketing online non fosse più efficace. Così nel 2015 insieme ne hanno inventato uno nuovo.

L’idea alla base è semplice: fornire alle persone comuni la possibilità di diventare ambasciatori dei loro marchi preferiti, scattando foto in linea con le esigenze dell’azienda e condividendole sui loro profili social personali. Cecilia e Alessandro appena aperto una sede in Spagna e oggi nell’impresa collaborano una flotta di 30 instancabili “brand lovers” con una media anagrafica di 24 anni. E, dettaglio non trascurabile, più di 200 aziende hanno già deciso di utilizzare Friendz per dare colore alle loro campagne di marketing.

Leggi anche: Friendz, la startup che trasforma le foto in pubblicità, lancia la sua criptovaluta

 

Chiara migliora la vita dei ristoratori con un clic

Imprenditrice pragmatica e creativa. Esperta di marketing e docente di management. Lei è Chiara Mastromonaco: dopo aver operato anni nel settore del fashion, nel 2012 decide di collaborare per l’azienda vinicola di famiglia, lavorando allo sviluppo del mercato estero. Viene attirata dai cambiamenti nel settore del food & beverage italiano che, sempre di più, si avvicina alle dinamiche del mercato del lusso.

Nel 2016 fonda Direttoo con Diego Pelle, ristoratore romano. Obiettivo: dare una opportunità concreta a tutti i fornitori agrifood di vendere i propri prodotti direttamente ai loro clienti ristoratori e quindi di poter crescere ed innovarsi.

I due hanno iniziato a condividere diverse riflessioni su quanto fosse lunga e complessa la filiera agroalimentare B2B e soprattutto su quanto questa costasse sia ai produttori sia ai ristoratori.

L’intuizione di Direttoo è arrivata in un baleno alla fine del 2015. Si tratta della prima piattaforma digitale dove i ristoratori possono acquistare tutto quello di cui hanno bisogno per il proprio locale con un solo clic e analizzare on time l’andamento del proprio business. Direttoo si è attestato nel primo anno a 500mila euro di fatturato con un primo seed da 275mila euro ed ha consolidato il mercato laziale con un fatturato che supera 1,2M di euro.

 

L’idea di Federica: leggere i video per capire il futuro

Federica Gregori è co-founder e Chief Operating Officer di Metaliquid, startup italiana che offre una soluzione di analisi di video basata su deep learning dedicate a media e broadcast industry.

L’esperienza imprenditoriale di Federica inizia a 22 anni. Da allora ha sempre lavorato nell’ambito dell’information technology fino all’approdo nel mondo dell’intelligenza artificiale.

Metaliquid nasce per rispondere all’esigenza della media industry di valorizzazione dell’asset più importante, quello dei video. La startup permette di riconoscere migliaia di concetti in tempo reale, come ad esempio azioni sportive, brand, prodotti, persone. Il team è in costante crescita e conta ricercatori in ambito deep learning, data scientist, software engineers. La sfida, già lanciata, è la crescita internazionale e lo sbarco negli States.

 

La pioggia “misurata” da Paola

Paola Allamano è una delle fondatrici di WaterView, startup che sviluppa servizi per la raccolta e l’analisi di big data nel campo dell’idro-meteorologia. Ha conseguito una laurea in ingegneria ambientale e un dottorato di ricerca in ingegneria idraulica. La startup è stata fondata nel 2015 come spin-off del Politecnico di Torino. WaterView è attualmente ospitata da I3P, incubatore delle imprese innovative del Politecnico di Torino.

Di fatto introduce soluzioni ad alto potenziale di diffusione per rilevare e monitorare eventi atmosferici, concentrandosi sull’efficacia e l’economicità nella generazione di dati grazie all’utilizzo di infrastrutture esistenti. Il team è composto dai tre fondatori (si tratta di tre ingegneri del settore civile-ambientale) supportati da un gruppo di programmatori e sviluppatori, un advisor scientifico e un mentore di strategia aziendale.

 

L’energia dal cuore verde di Valentina

Valentina Bacchettini è laureata in Economia all’Università di Perugia. Dal 2013 è amministratrice di Wisepower, realtà che realizza generatori di energia elettrica sfruttando le vibrazioni ambientali per alimentare sensori di vario genere.

La peculiarità sta nel fatto che i dispositivi non hanno bisogno di batterie e cavi né per la comunicazione dei dati né per l’alimentazione dei sensori. Wisepower ha sviluppato due prodotti principali: un badge per il tracking di persone e oggetti e un dispositivo per il monitoraggio strutturale di varie strutture.  L’obiettivo è di commercializzare un device che possa fungere da alimentazione innovativa per dispositivi di largo consumo.

 

Roberta si prende cura dei pazienti

Roberta Musarò è una vivace salentina di 25 anni. Amante del lavoro di squadra e dell’innovazione, soprattutto quella che ha un impatto sociale positivo sulla collettività. Il suo percorso nelle startup è iniziato nel 2015, quando è risultata una delle vincitrici del concorso nazionale per idee di business innovative “InnovAction Lab”. Successivamente ha preso parte al programma di accelerazione Startupbootcamp IoT&Data di Barcellona e per due anni consecutivi è stata mentor per il programma di accelerazione Startupbootcamp Digital Health di Berlino.

Ad aprile 2017 Roberta ha fondato Medyx, startup innovativa a vocazione sociale che si prende cura dei pazienti dimessi da ospedali e cliniche private. Medyx collabora con ospedali e cliniche private per la gestione dei pazienti post-ricovero: ai pazienti vengono ricordate gratuitamente le terapie farmacologiche e i controlli medici da effettuare, il tutto tramite alert che vengono inviati sul numero del paziente tramite sms, chiamata vocale o notifica WhatsApp.

Il team di Medyx è in continua crescita ed evoluzione, Roberta è affiancata da Manuel (co-fondatore e CTO della startp) e da un team di giovani brillanti con skill diverse ma complementari: informatiche, design, marketing e content writing.

 

La realtà virtuale di Veronica aiuta l’architettura

Veronica Vecci è co-fondatrice di AmbiensVR, piattaforma che porta la realtà virtuale nel mondo dell’architettura e del design. Ingegnere edile, ha collaborato con diversi studi di  progettazione.

L’idea di sfruttare la VR per aiutare i progettisti a facilitare la lettura del proprio lavoro nasce da una chiacchierata con un amico sviluppatore: così entrambi hanno deciso di portare il gaming nella progettazione. Anche per superare i limiti della comunicazione.

Insieme hanno quindi sviluppato due prodotti: Servizio di Realizzazione e Software Kit. I progettisti che hanno già dimestichezza con il 3D acquistano il software e diventano parte del team Designer AVR, avendo possibilità di vedersi assegnati task provenienti dal Servizio di Realizzazione e guadagnando dalla piattaforma.

Il team di AmbiensVR mescola competenze informatiche a skill architettoniche, fondendo i mondi dei Videogiochi e del Design.

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