LowRes | Il miserabile e il fastidioso - Startupitalia immagine-preview

Mar 6, 2019

LowRes | Il miserabile e il fastidioso

Leoni da tastiera e cyberbullismo sono solo la manifestazione di due aspetti della nostra natura di esseri umani. Che hanno trovato in Rete un luogo stabile di residenza, ma che esistono anche fuori. E non sono in aumento

Mar 6, 2019

LowRes | Il miserabile e il fastidioso

Leoni da tastiera e cyberbullismo sono solo la manifestazione di due aspetti della nostra natura di esseri umani. Che hanno trovato in Rete un luogo stabile di residenza, ma che esistono anche fuori. E non sono in aumento

Mi chiedono di partecipare ad un programma in radio. Il tema: i commenti violentissimi di riprovazione e rabbia verso una madre, comparsi in Rete subito dopo una tragedia avvenuta a Bologna durante il Carnevale. Un bimbo di due anni gravemente ferito dopo essere sfuggito al controllo della donna mentre era su un carro allegorico. Mi scopro leggermente sollevato nel constatare che all’ora della diretta il giorno successivo non potrò essere presente e anche per il fatto di non sapere nulla, non tanto della notizia, della quale avevo letto, ma del coro di commenti che l’ha seguita. Sono cose che fanno male.

 

Perché questo avviene? Perché ogni giorno sui social network leggiamo commenti terribili e disumani verso chiunque? Reazioni che sono ogni volta spropositate e indipendenti dal tema. Argomenti frivoli e tragedia familiari come quella di Bologna scatenano comunque una sorta di tribunale popolare che in pochi secondi decreta la sentenza. E simili sentenze hanno sempre alcuni tratti comuni: sono rapidissime, sono disinformate, sono spessissimo violente e disumane.

Ripeto sempre, fino a sgolarmi, che i commenti che leggiamo in Rete non sono il sentire comune, nemmeno delle persone che hanno letto quella medesima notizia. La maggioranza di questi lettori, semplicemente, non l’ha commentata: di loro poco sapremo.

Per molti anni ho voluto credere che la difformità fra i nostri comportamenti in Rete e quelli nella vita reale fosse superabile dentro un graduale adattamento. Il medium era importante e selvatico, andava cavalcato meglio, piano piano avremmo imparato. Ma questo è successo solo in parte, complice anche la nuova grande massa di utenti, con una cultura di rete ancora inferiore a quella dei vecchi neofiti, nel frattempo sopraggiunta. E per amore di complessità andrà sottolineato che nel medesimo periodo perfino l’educazione social nelle piazze e nei bar del mondo reale sembra essersi a sua volta contratta.

Ripeto sempre, fino a sgolarmi, che i commenti che leggiamo in Rete non sono il sentire comune, nemmeno delle persone che hanno letto quella medesima notizia. La maggioranza di questi lettori, semplicemente, non l’ha commentata: di loro poco sapremo. I miserabili che attaccano in Rete una madre dentro una tragedia gigantesca non sono “il popolo della rete”: sono una minoranza trascurabile e non rappresentativa di niente. Quella minoranza però racconta cose di tutti noi e sono cose spiacevoli e fastidiose.

 

Raccontare il miserabile e il fastidioso è da sempre uno dei tratti culturali di Internet. Il miserabile e il fastidioso, a scanso di equivoci, esistevano anche prima e sono parti di noi. Da quando esiste la Rete quelle parti hanno ottenuto un luogo di stabile residenza.

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