Ultimo aggiornamento il 26 Aprile 2019 alle 7:55
Gli impatti dell’AI sull’editoria: intervista a Massimiliano Squillace, Ceo di Entire Digital Publishing
Massimiliano Squillace, con quattro exit alle spalle, ci racconta come funziona la sua ultima innovazione che applica l'intelligenza artificiale nel settore editoriale
«Il problema degli editori oggi non è quanto guadagnano, ma quanto spendono», spiega Massimiliano Squillace, founder di Entire Digital Publishing, una startup che introduce l’intelligenza artificiale nell’editoria, per diminuire i costi e aumentare i guadagni delle aziende che operano nel comparto.
Massimiliano è un enfant prodige del mondo delle startup, con alle spalle quattro exit. Con una di queste, OLX, una sorta di Subito.it, vende a Naspers, una big company sudafricana delle tlc per 80 milioni di dollari:
«Per un periodo, ho fatto l’investitore, poi sono tornato al mio primo amore, l’editoria», ricorda Massimiliano che ci racconta la sua storia e come l’intelligenza artificiale avrà sempre una maggiore influenza su come ci informiamo e pensiamo.
Massimiliano trascorre un mese al Washington Post, grazie a un amico che lo ospita: «È considerato il giornale più all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Hanno dei sistemi incredibili per la profilazione degli utenti, lato advertising. Ho pensato che mancasse, tuttavia, un’attenzione simile per gli aspetti editoriali e di fruizione delle notizie».
Dopo aver fatto le sue riflessioni, decide di mettere su una squadra di programmatori esperti, con i migliori talenti delle sue aziende precedenti, per dare vita a un business, Entire Digital Publishing.
«Abbiamo creato a un algoritmo proprietario che si sviluppa in tre ambiti: selezione del giornalista, i suggerimenti per i contenuti e la scelta stessa delle news da divulgare».
L’algoritmo ideato da Massimiliano e dal suo team ambisce a proporre una proposta diversa nel mercato editoriale, lavorando su tre fronti:
Ad oggi sono sei le piattaforme che usano le tecnologie della startup, in tutto sono 10 milioni di fan, con il sito guida, Notizie.it: «Facciamo tutto con 10 persone e con il supporto di freelance. L’uso della tecnologia ha da subito avuto effetti benefici sul business, aumentando, per esempio, di tre volte il tempo di permanenza sulla pagina, e di conseguenza anche gli introiti pubblicitari».
Massimiliano ci svela anche la crescita del fatturato, da 650mila euro nel 2018, con introiti medi quest’anno di 100mila euro al mese: «Abbiamo già superato il nostro bilancio previsionale. Puntiamo a diventare uno dei 10 editori top in Italia. Per il momento, non pensiamo di dare in affitto la nostra tecnologia ad altri».
L’ostacolo più grande del progetto, trovare persone valide e comunicare bene l’idea agli investitori: «Per progetti ambiziosi servono persone valide, sono alla continua ricerca di talenti. E poi non è mai facile far capire cosa facciamo agli investitori, che quando sento parlare di “editoria” scappano pensando di non poter fare grossi margini. Noi siamo un’azienda tecnologica che ha approcciato al mondo dell’editoria, questo è il messaggio che vogliamo trasmettere».
Fino ad oggi, Entire Digital Publishing ha raccolto 500mila euro da business angel. La prossima tappa è il crowdfunding su Mamacrowd, il prossimo 15 maggio: «Puntiamo a una raccolta di 1 milione».
Massimiliano ha alle spalle 4 exit e fa startup da più di vent’anni. In virtù della sua grande esperienza, gli chiediamo qualche consiglio utile per chi vuole struttura un business innovativo: