"Come fare startup, dalla A alla Z". Il programma di Hubble in Nana Bianca
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Ultimo aggiornamento il 22 novembre 2019 alle 17:33

“Come fare startup, dalla A alla Z”. Il programma di Hubble in Nana Bianca

Sono già aperte le candidature al sesto batch. Abbiamo intervistato Davide Barra per farci raccontare come vengono formati i giovani imprenditori nella sede di Firenze

Tra founder e collaboratori ha coinvolto 3.200 persone; le aziende innovative accelerate sono 30 per un totale di 140 nuovi posti di lavoro. La storia di Hubble si racconta anche con i numeri: il programma di venture building di Nana Bianca, Fondazione CR Firenze e Fondazione per la ricerca e innovazione dell’Università di Firenze ha raccolto in 5 edizioni 1.600 candidature e sono già aperte quelle per il sesto batch, al via da aprile 2020. «Dalla A alla Z: il nostro programma formativo copre tutto quello che serve a un’azienda. Il progetto è conosciuto a livello europeo», ci ha detto Davide Barra, il Program Director di Hubble che ha casa a Firenze, dentro Nana Bianca.

Hubble: il programma

Mentre il quinto batch è ancora in corso – sono tante le startup che vi stiamo raccontando in queste settimane – ci siamo fatti raccontare che cosa offre Hubble a founder in cerca di formazione, contenuti e contaminazione in un ambiente ricco di stimoli. «Si tratta di un programma di accelerazione che dura 16 settimane: ogni startup riceve un grant di 50mila euro erogato da Fondazione CR Firenze. In tutto viene messo a disposizione mezzo milione di euro di investimento».

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Oltre ai contenuti formativi, il valore aggiunto di Hubble sta proprio nella sede del programma di accelerazione. «Tutto avviene dentro Nana Bianca a Firenze, dove sono presenti 60 startup – ha detto Davide Barra –  C’è una forte componente di contaminazione e facciamo di tutto perché le persone si incontrino per scambiarsi idee e consigli».

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Le opportunità

Hubble ha un programma sviluppato su tre moduli formativi che coprono materie come design thinking, marketing, SEO optimization e patti parasociali. «Ogni startup viene affiancata da un mentor di alto livello: sono imprenditori che conoscono il settore, non professori. In più, grazie a partnership con multinazionali come Google e Facebook, riusciamo a fornire servizi a cui le startup accedono tramite convenzioni». Ogni batch si basa sul rapporto continuativo. «Due volte al mese, c’è un business review, un momento di incontro in cui Paolo Barberis, Alessandro Sordi e Jacopo Marello si mettono a disposizione per una sorta di check point».

Le startup che hanno concluso il percorso di Hubble hanno raccolto in tutto oltre due milioni di euro in questi anni. «I batch che abbiamo fatto finora hanno aiutato le aziende a capire come si fa un’impresa – ha concluso Barra – li abbiamo sensibilizzati sui temi del digitale, contabilità, fundraising e anche scalabilità. Restiamo un programma di accelerazione alla ricerca di startup dalla forte impronta digitale».

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