Innova per l’Italia, il Governo chiede aiuto a startup, università e aziende

Ultimo aggiornamento il 21 marzo 2020 alle 22:51

Innova per l’Italia: il Governo chiede aiuto a startup, PMI, università e aziende contro il Coronavirus

Un invito a imprese e mondo della ricerca per l’utilizzo di tecnologie e dispositivi utili al monitoraggio e al contenimento del virus. Attraverso strumenti consolidati, attuando una riconversione industriale dove possibile, o tramite strumenti innovativi come i big data

Il Governo chiama a raccolta il mondo della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione contro l’emergenza Covid-19. Si chiama Innova per l’Italia ed è l’iniziativa rivolta ad aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti che, attraverso le proprie tecnologie, i propri know-how, le proprie menti più brillanti, possano fornire un contributo nell’ambito dei dispositivi per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Coronavirus (SARS-CoV-2) sull’intero territorio nazionale.

© Max Montingelli/SGP

Che cos’è Innova per l’Italia

Innova per l’Italia è un’iniziativa congiunta del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, insieme a Invitalia e a sostegno della struttura del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

Il commissario straordinario all'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri

La tecnologia e l’innovazione in tutte le sue forme, attraverso processi, prodotti e soluzioni, può contribuire significativamente a rispondere all’emergenza, si legge nella pagina di presentazione di Innova per l’Italia. C’è bisogno dell’impegno di tutti, perché l’innovazione tecnologica può essere la leva per rispondere velocemente a una situazione di crisi che impatta il nostro Paese in maniera drammatica.

 

Innova per l’Italia invita aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti a proporre il loro contributo in tre ambiti:

 

  1. Il reperimento, l’innovazione o la riconversione industriale delle proprie tecnologie e processi, per accrescere la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (in particolare mascherine chirurgiche) e la produzione dei sistemi complessi dei respiratori per il trattamento delle sindromi respiratorie (inclusi singoli componenti).
  2. Il reperimento di kit o tecnologie innovative che facilitino la diagnosi del Covid-19, ovvero tamponi e elementi accessori o altri strumenti per la diagnosi facilitata e veloce, nel rispetto degli standard di affidabilità richiesta.
  3. Tecnologie e strumenti che, nel rispetto della normativa vigente, consentano o facilitino il monitoraggio e la prevenzione del Covid-19.

 

I soggetti interessati possono trovare tutte le informazioni sul progetto, i requisiti richiesti e le modalità di adesione sul sito del Ministro per l’innovazione e la trasformazione digitale. Le proposte ricevute verranno vagliate e la struttura del Commissario Straordinario si attiverà in relazione alla tipologia di proposta e urgenza emergenziale.

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Come aderire a Innova per l’Italia

Tutte le aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti avranno la possibilità di aderire compilando un form dedicato che sarà pubblicato lunedì 23 marzo (a partire dalle ore 9). “Vi preghiamo di aderire in molti ma al tempo stesso di verificare le finalità e i requisiti per una reale ed effettiva capacità di contribuire a questo progetto” viene sottolineato nella pagina del Ministero per l’Innovazione tecnologica. Insomma, un appello al senso di responsabilità: meglio non intasare la casella mail del gruppo che quelle proposte dovrà poi valutarle e ha poco tempo per farlo.

La valutazione

Le proposte verranno valutate dalla struttura del Commissario Straordinario, che deciderà se attivarsi per i passi successivi mettendosi in contatto con i soggetti proponenti, in considerazione della tipologia di proposta e urgenza emergenziale, in particolare quelle relative ai dispositivi di protezione individuale e respiratori che rivestono assoluta priorità (DPI). Tale processo si muoverà in conformità con le evidenze scientifiche e con le necessità di certificazione nel rispetto degli standard necessari e delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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Per alcune tipologie di proposte, le aziende potrebbero necessitare di certificare le proprie attività e produzioni, tramite opportuna rete di soggetti (ad esempio Università, Enti di Ricerca). In particolare, per i punti 1 e 2 , in relazione al prevalente impatto sulla produzione industriale, le Università, gli Enti e Centri di Ricerca, per la loro rilevante funzione sociale, scientifica, tecnologica e di supporto territoriale, potranno supportare le attività di attestazione dei requisiti dei prodotti sviluppati dalla aziende.

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Le Università, gli Enti e Centri di Ricerca disponibili saranno inclusi in un elenco che sarà successivamente condiviso per dare supporto alle aziende rispondenti. La rete di soggetti partecipanti potrà essere successivamente estesa in relazione alle necessità. La Conferenza Rettori Università Italiane e gli Enti di ricerca contribuiscono al coordinamento delle attività.

Requisiti per la partecipazione

Saranno considerati solo i servizi e interventi che rispondano ai seguenti criteri:

 

I proponenti siano aziende (startup, PMI, grandi imprese), enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni (che possono interagire con associati in grado di rispondere a queste esigenze), cooperative, consorzi, fondazioni e istituti, quindi non singole persone o professionisti. Siano concrete proposte realizzabili in tempi compatibili con l’emergenza, pur senza alcun impegno od obbligo. Possano mettere a disposizione, autocertificandosi, una componente significativa in termini di capacità produttiva e volumi per l’impiego sul territorio nazionale o a livello regionale in tempi brevi. Sia esplicitato a quale ambito si desideri aderire tra quelle rientranti nelle categorie proposte nel form. La proposta sia corredata da opportune informazioni che consentano di valutare in tempi rapidi l’effettiva applicabilità. Siano indicati i tempi, le modalità e le possibili quantità per la realizzazione della proposta. Siano validi per tutto il territorio nazionale o per una o più regioni. La descrizione dell’intervento non sia redatta in tono promozionale. Preferibilmente, sia previsto un “canale” specifico dedicato all’iniziativa per l’emergenza coronavirus, che includa il top management dell’azienda o Ente.

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