Fase 2, ora arrivano 60mila distanziatori sociali - Startupitalia

Ultimo aggiornamento il 25 maggio 2020 alle 9:53

Fase 2, ora arrivano 60mila distanziatori sociali

Task force di assistenti civici per assicurare il rispetto delle regole anti-contagio anche nella movida

L’idea di mettere 60mila persone in più nelle strade per avere meno gente in giro non sembra delle migliori. Ma tant’è, in attesa dell’app Immuni, l’esecutivo ha in mente di sguinzagliare un esercito di assistenti civici che avrà come compito evitare gli assembramenti.

La carica dei 60mila

Questi distanziatori sociali saranno riconoscibili perché indosseranno la pettorina fosforescente della Protezione civile. Pattuglieranno vie dello struscio, spiagge, parchi a quanto pare anche nottetempo, almeno nei fine settimana, assicurandosi che non si formino capannelli di persone, soprattutto nelle immediate vicinanze dei bar e dei pub.

© Regione Lombardia

L’esecutivo Conte ha definito le modalità di arruolamento: verranno pescati tra i precettori di sussidi e reddito di cittadinanza. Difficilmente percepiranno un compenso, anche perché, dopo il varo del decreto Rilancio da 55 miliardi, le casse dello Stato sono ormai desolatamente vuote. Quel che è certo è che, al pari degli Ausiliari del traffico, non avranno possibilità di adoperare mezzi di coercizione nel caso in cui chi fa assembramento non si disperda: a quel punto potranno, al più, chiamare i Vigili urbani. I 60mila volontari si impegneranno a mettersi a disposizione dei loro Comuni fino a 16 ore settimanali. Con ogni probabilità per tutta la stagione estiva.

L’ira del governo dopo l’ultimo weekend

La decisione di arruolare 60mila volontari era già nell’aria da tempo ma ha avuto una accelerazione dopo le scene di movida ritratte nei video e nelle foto (che hanno fatto infuriare sindaci e presidenti di Regione) provenienti dalle maggiori città italiane nell’ultimo weekend, il primo con ristoranti, pub e bar aperti dopo la quarantena. Quest’oggi, dalle pagine della Stampa, il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha tuonato: “Attenti, se va avanti così rischiamo di non poter aprire i confini tra Regioni”, aggiungendo: “Capisco i giovani, ma non possiamo annullare gli sforzi: alla fine della settimana il governo valuterà in base al numero dei contagi”.

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