Recovery, all'Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti. Prendere o lasciare
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Ultimo aggiornamento il 20 luglio 2020 alle 20:36

Recovery, all’Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti. Prendere o lasciare

Next Generation Eu, si decide tutto in queste ore. E forse inizia a esserci convergenza sulla bozza di Charles Michel: Recovery Fund da 750 miliardi, 390 miliardi di sussidi e 360 miliardi di prestiti

Secondo fonti italiane, sarebbero 209 i miliardi destinati all’Italia nell’ultima bozza del Recovery Fund elaborata dal belga Charles Michel. Una bozza che, sorpresa delle sorprese, andrebbe bene anche ai Frugal Four, perché ridimensiona la portata dei grants, prevede un controllo stringente sulla spesa e concede ai Paesi del Nord Europa sconti sul bilancio europeo, che era la partita parallela giocata in questi giorni a Bruxelles. Se i calcoli fatti dai politici e dai tecnici dell’entourage del presidente del Consiglio fossero esatti (verrebbero destinati all’Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti), si tratterebbe di una vittoria considerevole per l’Italia e a livello politico – ma a noi non interessa questo aspetto – per il premier Giuseppe Conte. Il Next Generation Eu nel suo modello originario prevedeva infatti che a Roma dovessero andare 82 miliardi in contributi a fondo perduto e 91 in prestiti per un totale di 172,7 miliardi (circa un quarto dell’ammontare complessivo).

All’Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti

Il Recovery Fund che potrebbe ottenere l’ok dei Frugali, persino di Mark Rutte, è sempre di 750 miliardi, con un riassetto interno significativo: 390 miliardi di sussidi e 360 miliardi di prestiti. Prima era 500 fondo perduto e 250 prestiti. Avremo insomma una Europa che rivorrà gran parte di quanto ci passa e un debito pubblico destinato a crescere inevitabilmente ancora parecchio. Ma di quei soldi abbiamo un dannato bisogno. Destinati infatti all’Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti. Ma com’è possibile che i Frugal Four abbiano cambiato di colpo idea?

La premessa doverosa è che non abbiamo ancora la certezza di un accordo. Solo voci di corridoio che iniziano a essere ottimistiche. Il secondo aspetto è che anche nell’ultima bozza che darebbe all’Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti troviamo immutato il freno di emergenza voluto dal primo ministro olandese Mark Rutte. Freno di emergenza che per Giuseppe Conte era semplicemente irricevibile.

I Frugal Four più la Finlandia

Ma ci sarà poi un tema tutto italiano, destinato ad aprirsi su questo Recovery Fund laddove passasse: se andranno all’Italia 82 miliardi in sussidi, 127 in prestiti e se le condizioni per i prestiti saranno le medesime del nuovo MES (saranno senz’altro più stringenti, vista la spada di Damocle del freno di emergenza), come potrà il governo accedere a quella linea di credito e contemporaneamente continuare a dire che il MES è il male assoluto? Ma questo sarà un problema cui Conte dovrà pensare una volta tornato in Italia. Adesso è meglio restare ben concentrati su ciò che accade a Bruxelles.

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