SIOS20 | Il ruolo delle Università: i talenti coltivati negli atenei della Sardegna
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Ultimo aggiornamento il 23 luglio 2020 alle 13:22

SIOS20 | Il ruolo delle Università: i talenti coltivati negli atenei della Sardegna

Gli interventi dei Rettori Maria Del Zompo e Massimo Carpinelli

Durante il SIOS20 Sardinia Edition che si è appena concluso c’è stato spazio anche per mettere in evidenza i talenti della Sardegna, formati all’interno degli atenei regionali. L’Open Summit ha dato parola a Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, e a Massimo Carpinelli, Rettore dell’Università di Cagliari, per sottolineare anche la centralità dell’istruzione, dell’accademia e della ricerca nel processo di ripartenza che tutto il Paese deve intraprendere. «Il discorso sui talenti è di fondamentale importanza – ha dichiarato Maria Del Zompo – Senza cultura e senza conoscenza i talenti non si formano. Bisogna creare una cultura d’impresa: abbiamo moltissime startup e alcune sono già a livello competitivo e abbiamo messo in gioco i brevetti dei nostri ricercatori».

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Università e startup

Durante il panel “La sfida contemporanea dei talenti”, l’Open Summit ha coinvolto anche Giacomo Cao, Presidente del distretto Aerospaziale e Amministratore Unico di CRS4, e Massimo Carpinelli, Rettore Università di Sassari: «Questo tempo nuovo ci ha insegnato che bisogna essere pronti anche a situazioni complicate: la tecnologia è uno strumento che va riempito di contenuti. L’università in questo deve essere inclusiva», ha commentato Carpinelli. «Per far emergere i talenti bisogna mettere in campo diverse modalità», ha aggiunto Cao.

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Le città del futuro

In chiusura di Open Summit, ha preso la parola anche l’architetto Carlo Ratti, MIT Senseable City Lab Founding Partner: «Il Covid sta provocando un’accelerazione di molti trend che erano già in corso. Uno di quelli più interessanti è il nuovo modo in cui si riuniscono le persone». Con un grande beneficio per l’ambiente. «Abbiamo sdoganato strumenti come Zoom e Skype: si utilizzano queste piattaforme invece di prendere un volo e girare il mondo per un solo meeting. Spero che questo passato non ritorni: era un’assurdità per le nostre vite, ma soprattutto per il pianeta. Questa nuova modalità di lavoro avrà un impatto interessante sulla sostenibilità. Non dobbiamo sprecare la crisi: l’innovazione, mai come ora, è importante».

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