Inspector, il "cruscotto digitale" per vedere se il sito o l'app filano liscio
single.php

Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2020 alle 9:09

Inspector, il “cruscotto digitale” per vedere se il sito o l’app filano liscio

La startup partecipa al sesto batch di Hubble. Il target: sviluppatori e società tech

«Ci sono due tipi di monitoraggio: quello di server, hard-disk, RAM, CPU, che sono forniti dai cloud provider; e quello che invece guarda al codice. Indaga su come sta performando e se causa errori. Sono informazioni difficili da sapere. Con Inspector ci concentriamo soltanto su quest’ultimo». Valerio Barbera è il direttore tecnico di un progetto tech divenuto startup poco più di un mese fa ed è già presente sul mercato.

Inspector, un Google Analytics per sviluppatori

«A un certo punto ci siamo resi conto che quello che facevamo bene era servire altre aziende, fornendo competenze fortemente verticali come cloud e sviluppo di architetture complesse, app ad altro traffico. Sfide tecniche rognose». Immaginatevi un Google Analytics, ma che invece di controllare il traffico di un sito, monitora se tutto fila liscio con i codici e dà una mano agli sviluppatori. Inspector è una delle startup del sesto batch di Hubble, il programma di accelerazione promosso da Nana Bianca, Fondazione CR Firenze e Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università degli Studi di Firenze.

Leggi anche: Tebikii, l’app dove la guida turistica ti accompagna con pillole video

Come funziona e il target

Inspector è un software as a service e funziona su abbonamento. «Il nostro target sono gli sviluppatori, società, fornitori di tecnologia, team. Inspector ti indica, in tempo reale, l’esatta linea di codice che sta creando un problema. Siamo una soluzione tecnica per operatori di settore, non per il cliente finale», che magari nota l’errore su un’app o su un sito quando è già più difficile riuscire a fidelizzarlo. «Per iscriversi basta registrarsi con un account e accedere alla dashboard – ci raccontano dal team, composto anche da Francesco Criscuolo (marketing) e Sebastiano Sicignano (CEO) – Tra le prime cose da fare occorre che lo sviluppatore inserisca Inspector nel proprio software: la nostra libreria deve essere disponibile nella tecnologia che sta usando per svilupparlo. Abbiamo studiato una schermata del prodotto davvero user friendly».

Leggi anche: Sbugiardare una bufala grazie al link. Ci pensa l’algoritmo di FakeBusters

Nell’intervista a StartupItalia il team ha comunicato anche gli obiettivi del futuro prossimo, durante e dopo il percorso dentro Hubble, tenendo conto che il prodotto è già disponibile sul mercato con abbonati in tutto il mondo. «Senza conoscere il nostro vero potenziale – hanno spiegato – rischieremmo di chiudere deal sbagliati. Le nostre aspettative sono comunque molto alte perché il prodotto ha fatto un percorso incredibile senza nessuna spesa sul marketing. Stiamo valutando l’interesse di grandi operatori per chiudere accordi commerciali e partnership strategiche».

Leggi anche: Fiumi inquinati: l’impianto “mangiaplastica” che sfrutta la corrente e l’AI

Valerio Barbera

Hubble: il lavoro da remoto

Il sesto batch di Hubble sta procedendo con incontri e appuntamenti online. Abbiamo chiesto al team di Inspector un’impressione su questa modalità nuova in un percorso d’accelerazione che, fino alla quinta edizione, aveva raccolto tante startup a Firenze per parlare, confrontarsi e migliorare. «In Hubble – ha concluso il team – il percorso iniziale di didattica ci è servito per riordinare le idee e ci siamo dati obiettivi. L’esperienza online è stata comunque davvero positiva».

Leggi anche: Cinescouter, il social dove “nascono” film e serie tv

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter