Smart working, cosa cambia dal 16 ottobre per chi ha figli in quarantena
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Ultimo aggiornamento il 23 settembre 2020 alle 15:05

Smart working, cosa cambia dal 16 ottobre per chi ha figli in quarantena

La comunicazione "semplificata" che regola le disposizioni da seguire per mamme e papà in lavoro agile con figli in isolamento terminerà il prossimo 15 ottobre. Se la fine del periodo emergenziale verrà confermata, ci si dovrà attenere ai termini "standard"

La fine dello stato di emergenza da Covid-19 porterà conseguenze per i genitori italiani. Dal 16 ottobre, primo giorno di ritorno al periodo “ordinario” – salvo prolungamenti dello stato d’emergenza – per mamme e papà con figli in quarantena minori di 14 anni torneranno in vigore le disposizioni standard per la sottoscrizione dello smart working.

Figli in quarantena? Cosa cambia

Ad avvisare del cambiamento in vista è stata una Faq pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In data successiva al 15 ottobre 2020, “sia le nuove attivazioni, sia le prosecuzioni dello svolgimento della modalità agile”, si legge, “dovranno essere eseguite con le modalità e i termini previsti dagli articoli da 18 a 23 della Legge 22 Maggio 2017, n.81”.

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In concreto, quali conseguenze porterà il ritorno alle procedure standard di sottoscrizione dello smart working? Come riportato dal Sole 24 Ore, sarà innanzitutto necessario sottoscrivere un accordo individuale fra azienda e dipendente, per regolare l’effettuazione del lavoro agile. Accordo che varia in tempo e modi a seconda del tipo di isolamento a cui il figlio dei genitori va incontro. C’è infatti la possibilità per lo studente under 14 di isolamento fiduciario dalla durata di pochi giorni, o di quarantene ripetute nel tempo. L’accordo stipulato con l’impresa va poi notificato e inviato al Ministero del Lavoro, mediante la procedura informatica standard. Che ad ora prevede ancora il caricamento del singolo file in Pdf.

Un altro nodo riguarda la prosecuzione dello smart working per i genitori che attualmente sono in modalità agile, qualora si trovassero con i propri figli in quarantena dopo il 15 ottobre.  Si tratta di una situazione assai diffusa in questo momento in tutto il Paese e che, in assenza di una procedura agevolata, rischia di generare complicazioni nel rapporto lavorativo fra aziende e personale. Specialmente se si considera che molte imprese, non abituate al lavoro agile prima della pandemia, dovranno a quel punto affrontare il ritorno a una normalità che invece vede lo smart working una modalità consolidata.

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Infine, come sollevato dal Sole, la norma presenta un punto cieco a livello pratico. Si parla infatti di contatto verificatosi “all’interno del plesso scolastico”, senza specificare come devono comportarsi i genitori a lavoro se il figlio minore di 14 anni risulta a contatto con un positivo fuori dalla scuola. In quest’ultima ipotesi, infatti, lo smart working sembra essere ipotesi non contemplata.

Le opzioni per i genitori

Sono due le strade per i genitori con figli under 14 in quarantena, individuate nel decreto legge 111 dell’8 settembre 2020. Uno dei due genitori ha il diritto di attivare “la prestazione di lavoro in modalità agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di anni 14″.

 

In alternativa, nel caso in cui il lavoro non può svolgersi in modalità agile, uno dei due genitori potrà richiedere un congedo straordinario con retribuzione al 50% dello stipendio pagato dallo Stato. Le due opzioni sono state individuate in ambito della ripresa dell’attività scolastica di bambini e ragazzi.

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