Il vaccino è più vicino. Forse novembre. E l'oro crolla. Tempo di ottimismo?
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Ultimo aggiornamento il 10 novembre 2020 alle 6:21

Il vaccino è più vicino. Forse a novembre. E l’oro crolla. Tempo di ottimismo?

Rally in tutte le Borse. Ma il re dei i metalli va giù come semplice piombo. Segno che forse siamo al giro di boa (o almeno lo sperano gli investitori)

È una delle sentinelle che indica se le cose vanno male. O persino molto male. Parliamo dell’oro, bene rifugio per antonomasia. Perché, persino nella società della dematerializzazione, del cloud e delle criptomonete, quando il mare si ingrossa e la riva è lontana, questo metallo che affascina l’uomo da tempi remoti appare come l’unico salvagente. L’oro è dotato di un valore intrinseco: le banconote e i titoli di Stato sono fatti di carta che, di fatto, se non si ha fiducia nel soggetto che le emette, non valgono nulla. All’oro invece generalmente si attribuisce un valore slegato persino dalle sue fluttuazioni. Che pure ci sono e sono importanti. E guardandole possiamo capire se i mercati credono o meno nell’uscita della crisi, anche quando è sanitaria, come quella attuale.

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Perché l’oro è un termometro da tenere d’occhio

Ultimamente siamo abituati a controllare parecchi parametri: il numero di posti letto nelle terapie intensive, i dati sui nuovi contagiati; qualche anno fa si parlava solo di spread. Tutti numeri che riescono a dirci quando la situazione migliora o peggiora. Ma l’indicatore migliore, a livello globale è e resta l’oro. Quando le cose vanno male tutti tendono a farne incetta, nella consapevolezza che non si svaluterà facilmente e che, se scoppia una crisi, è meglio trovarsi con la cassaforte piena di lingotti che di Btp. Di contro, quando la situazione si rasserena l’oro perde valore, perché gli investitori si fanno coraggiosi, preferendo investire su beni maggiormente influenzabili dalle bordate speculative: sono più instabili ma garantiscono (se va bene) lauti guadagni.

Cosa centra tutto questo con il Covid? Nella giornata di ieri è stata data la notizia che il vaccino contro il Coronavirus messo a punto dall’americana Pfizer assieme alla tedesca BioNTech è efficace al 90%. È un dato incredibilmente positivo (in senso buono, non nell’accezione medica che ormai è entrata anche nel linguaggio comune), di gran lunga superiore alle aspettative, arrivato alla conclusione delle sperimentazioni sugli uomini. Persino Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive, è tornato per la prima volta ottimista dall’inizio della pandemia e ha definito “straordinari” i risultati ottenuti dal vaccino. Quindi?

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Mentre le Borse, comprensibilmente, ritrovavano il buon umore, l’oro ha perso 97,30 dollari, circa il 5%, chiudendo la seduta a 1.854,40 dollari all’oncia. Si tratta del peggior calo giornaliero in termini percentuali e del tonfo più clamoroso in oltre 7 anni. Risultato che è stato controbilanciato dai risultati positivi del dollaro e dei rendimenti dei bond, tornati a rafforzarsi. Insomma, almeno secondo il parere di chi ha fiuto per gli affari, ora potremmo essere davvero al giro di boa di questa mostruosa crisi sanitaria iniziata lo scorso marzo con l’arrivo in Occidente del Covid-19. Il vaccino e la fine di tutto questo incubo sarebbero più vicini. O così scommette chi commercia in oro. Che è prezioso, sì, ma al momento non quanto il vaccino.

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