Top 10 | Le startup finaliste dello StartupItalia Open Summit 2020
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Ultimo aggiornamento il 14 Dicembre 2020 alle 12:45

Top 10 | Le startup finaliste dello StartupItalia Open Summit 2020

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Ecco l’attesa lista delle 10 startup finaliste dello StartupItalia Open Summit 2020.

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Codemotion

Codemotion è una piattaforma che supporta gli sviluppatori nella loro crescita professionale e aiuta le aziende a coinvolgerli in attività di marketing, hiring e open innovation. Fondata da Chiara Russo e Mara Marzocchi nel 2011, si è posta l’ambizioso obiettivo di diventare un vero e proprio punto di riferimento per gli sviluppatori in Italia e all’estero. Nel 2020 ha chiuso un round di finanziamento da 6 milioni di euro a cui si sommano i 2,5 milioni dell’anno precedente. 

 

Il finanziamento ha visto come protagonisti P101, con la partecipazione di Primomiglio e CDP Venture Capital SGR. Chiara e Mara, insieme al team che supporta l’azienda,  hanno ora l’obiettivo di utilizzare i fondi dell’aumento di capitale per favorire l’internazionalizzazione dell’azienda e implementare i servizi online, rafforzando alcune attività che già sono messe a disposizione degli sviluppatori via web: come la consultazione di articoli tecnici e video, coding challenge, la partecipazione a webinar e la possibilità di  accrescere le skill con i percorsi di formazione. Codemotion negli ultimi mesi ha anche avviato diverse iniziative come risposta all’emergenza. Come, per gli sviluppatori, un ciclo di conferenze virtuali, di cui la prima sul Deep Learning, il format Devs Lunch Box per offrire quotidianamente delle pillole video tech e tutti i meetup delle tech community. Tutti i percorsi di formazione dedicati alle aziende sono stati portati online, con l’attivazione di hackathon online come strumento di open innovationInoltre, la piattaforma ha lanciato percorsi online per docenti della scuola e resi fruibili online tutti i corsi di coding e tecnologia per bambini e ragazzi di CodemotionKids!. Oltre ad un’altra serie di attività specifiche di EduTech rivolte ai ragazzi sono disponibili per scuole, fondazioni o per le aziende impegnate in attività di CSR – Corporate Social Responsability – o che vogliano offrire i corsi come benefit ai figli dei loro dipendenti.

 

Artemest

Fondata nell’ottobre 2015 dall’imprenditrice italo-americana Ippolita Rostagno, chief creative director e fondatrice e designer dell’omonimo brand di gioielli Ippolita, e Marco Credendino, chief executive director, la società punta a supportare artigiani, designer e piccole imprese a competere in un mercato globale valorizzando le tradizioni e l’alta qualità della produzione made in Italy. L’offerta include pezzi unici di design, oggetti decorativi, illuminazione, tavola e una selezione di oggetti regalo rigorosamente fatti a mano dai migliori artigiani italiani. 

 

Artemest collabora con oltre 1.000 aziende artigianali di lusso, la maggior parte delle quali vanta un contratto di distribuzione esclusiva con la piattaforma. I suoi mercati principali sono Stati Uniti, Canada e Regno Unito; a livello di vendite e traffico del sito dominano i paesi dell’area Apac (Asia Pacific countries) e Nord America. Nonostante il lockdown e il conseguente calo degli ordini nel mercato dell’hospitality, il fatturato realizzato da clienti privati ha registrato una crescita percentuale a tre cifre rispetto all’anno passatoNel 2020 ha ottenuto un aumento di capitale di 4,5 milioni di euro. Lo hanno sottoscritto il private equity francese Olma Luxury Holdings, la holding svizzera Brahma, Nuo Capital (holding di investimento della famiglia Pao-Cheng di Hong Kong guidata dal CEO Tommaso Paoli): si tratta del terzo round per Artemest, dopo quello da un milione di euro del 2017 e quello da 4 milioni dell’aprile 2018 a cui avevano preso parte i precedenti investitori nella società, ossia Italian Angels for Growth e la holding svizzera Bagheera. Nell’operazione Bonelli Erede è stato il consulente legale di Artemest, mentre gli investitori sono stati assistiti da Chiomenti. I fondi raccolti in quest’ultimo round  saranno impiegati per sviluppare ulteriormente gli strumenti digitali e la sua piattaforma. Artemest sta sviluppando intanto strumenti utili per la personalizzazione dei prodotti nella sezione dedicata a interior designer, architetti e clienti contract.

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Enthera

Fondata nel 2016 all’interno dell’acceleratore Biovelocita a partire dalle ricerche di Paolo Fiorina e Francesca D’Addio, Enthera è un’azienda biotech che si occupa di sviluppare farmaci per la cura di malattie autoimmuni. Nel 2020 ha chiuso una raccolta fondi da 28 milioni di euro. Il round è stato guidato da Sofinnova Partners, venture capital specializzato in scienze della vita, e dall’investitore entrante Abbvie, con ulteriori impegni da parte del Fondo Jdrf T1d (il fondo di venture capital di Juvenile diabetes research foundation) e di altri investitori italiani, tra cui un gruppo coordinato da Banor Sim e un altro da Banca profilo attraverso Arepo fiduciaria e Indaco Venture Partners.

 

L’operazione rappresenta la più grande raccolta fondi di serie A, destinati al biotech e supportata da un venture capital, realizzata in Italia. E’ inoltre il primo investimento in una biotech italiana da parte di AbbVie Ventures. I capitali raccolti saranno impiegati per il proof-of-concept attraverso uno studio first-in-human di Ent001, il candidato principale di Enthera nella cura del diabete di tipo 1 e delle malattie infiammatorie intestinali.

Il round, di serie A, segna il primo investimento di venture capital di Abbvie in una società italiana. Jdrf in precedenza aveva investito nella società durante il suo round di finanziamento di quattro milioni di euro nel 2018. I capitali raccolti saranno utilizzati per ottenere la prova di conformità clinica del nuovo farmaco Ent001, il principale programma di Enthera, attraverso studi di efficacia e sicurezza nei pazienti. Ent001 è l’unico farmaco attualmente in sviluppo con la capacità di rigenerare il compartimento delle cellule beta pancreatiche nel diabete di tipo 1, così come la struttura originale dell’intestino nelle malattie infiammatorie intestinali, al fine di ristabilire la funzione dell’organo. I fondi saranno anche utilizzati per estendere ulteriormente la pipeline di Enthera.

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Sardex

La PMI innovativa del settore FinTech ha sviluppato il primo circuito di credito commerciale in cui le aziende, attraverso l’utilizzo di una moneta digitale complementare, hanno la possibilità di finanziarsi reciprocamente a tasso zero e di contribuire alla crescita dell’economia locale. Nel 2020 Sardex ha chiuso un round da 5,8 milioni di euro. L’aumento di capitale vede come lead investor CDP Venture Capital SGR, con il Fondo “Italia Venture I”, già azionista dal 2016 della società, insieme a Fondazione di Sardegna, e Primomiglio. Hanno partecipato al consorzio di investimento anche Innogest e Nice Group. L’operazione è accompagnata anche dal rafforzamento del management team di Sardex, con l’inserimento, dal mese di gennaio, del nuovo CEO, Marco De Guzzis, manager di comprovata esperienza sia in grandi gruppi che nel mondo dell’innovazione. La piattaforma Sardex registra più di 100 milioni di euro in termini di transato, vanta una base di sottoscrizione superiore a 6.000 iscritti in costante crescita (+ 53% da gennaio) e ha dimostrato resilienza anche successivamente all’emergenza COVID-19 (+ 88% da aprile 2020 in termini di nuovi sottoscrittori e +38% di fatturato).

 

Satispay

Satispay ha chiuso il round più significativo del 2020 pari a 93 milioni di euro. Il round di Serie C vede l’ingresso di player importanti a cominciare dall’italiana TIM Ventures, il corporate venture capital di TIM, passando per Square, Inc., fintech americana leader nel settore guidata da Jack Dorsey (founder e CEO anche di Twitter) e Tencent, tra le maggiori internet company al mondo. Fino ad arrivare a LGT Lightstone, il ramo di growth equity impact investing, parte di LGT Capital Partners, il più grande gruppo familiare di private banking e asset management del mondo.

 

Al fianco di questi attori, come sempre, il gruppo di investitori e angel investor che continuano a seguire e supportare il progetto Satispay ormai da anni. Per inquadrare la crescita di Satispay, l’azienda ha comunicato che nei primi dieci mesi del 2020 è stato registrato un numero di pagamenti pari a circa 21,5 milioni, per un valore complessivo di 400 milioni, in crescita del 78% rispetto allo stesso periodo nel 2019. Alberto Dalmasso, classe 1984, una laurea in economia e sei anni di esperienze in ambito commerciale qualche tempo fa ci aveva raccontato com’era iniziata l’avventura con i due soci Dario Brignone e Samuele Pinta: «Alla fine del 2012 ci siamo licenziati e nel gennaio 2013 abbiamo iniziato a lavorare full time. Siamo nati da un bisogno concreto: creare la possibilità di pagare anche piccole somme di denaro senza contante».

  

Da quella intuizione del 2012 molte cose sono cambiate. Oggi più di un milione e duecentomila persone utilizza la piattaforma e può farlo nei piccoli esercizi commerciali e nelle grandi catene, fra cui Esselunga, Benetton e Carrefour. Satispay continua ad aggiungere funzionalità nuove stringendo partnership. Con Satispay si può pagare il bollo auto, prenotare i biglietti Flixbus e anche ottenere L’Extra Cashback di Natale senza passare per l’App IO che ha avuto diversi problemi e quindi senza necessità di dotarsi di SPID o CIE.

 

Tate

Tate è una fintech attiva nel mercato dell’energia, che ha sviluppato un metodo innovativo per consentire a un cliente di stipulare e gestire un contratto in modo totalmente digitale (tramite un’app) e di poter scegliere in modo semplice che tipo di tariffa applicare alla propria fornitura di luce e gas. A giugno di quest’anno la startup ha annunciato di aver ceduto un pacchetto consistente del 20% delle sue quote a Eni gas e luce (la società di Eni SpA che si occupa della commercializzazione di gas, energia elettrica e soluzioni energetiche a famiglie, condomini e imprese). 

All’apparenza Tate è un fornitore di energia, ma in realtà è una vera e propria fintech: ciò che fa è sviluppare una piattaforma mobile per gestire le proprie forniture luce e gas in modo totalmente digitale, dando modo ai propri utenti di risparmiare tempo e denaro e offrendo energia al 100% derivante da fonti rinnovabili. Il team ha infatti sviluppato un sistema focalizzato totalmente sull’esperienza utente: semplice da usare per sottoscrivere un contratto, decidere come pagare, ricevere una bolletta direttamente sullo smartphone e pure un prezioso supporto per ottimizzare i propri consumi scegliendo la tariffa che meglio si addice al nostro stile di vita.

 

WeSchool

WeSchool, è una startup nata nel 2016 che aiuta i docenti con una piattaforma digitale e con corsi sulle metodologie didattiche innovative. Con i suoi 1.7 milioni di utenti registrati, permette ai docenti di condividere materiali e video, fare esercizi e discutere con gli studenti. L’obiettivo è da sempre quello di innovare la didattica in aula con lavori di gruppo, test istantanei e metodologie come la “classe capovolta” in cui sono gli studenti – supportati dai docenti – ad essere al centro del processo di apprendimento.

 

Nel 2020 ha chiuso un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro sottoscritto da P101, lead investor con i fondi P102 e ITA 500 – Azimut, Tim Ventures, CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione, Club Digitale e Club Italia Investimenti 2. Durante il lockdown, la piattaforma ha aderito al progetto che ha mosso i primi passi in risposta alla call del Ministero dell’Istruzione, e che ha visto alleati Cisco, Google, IBM, TIM e WeSchool per offrire supporto a insegnanti e studenti in tempi di scuole chiuse. La piattaforma infatti – unica italiana tra le tre indicate sul sito del Ministero dell’Istruzione – è stata utilizzata per la didattica a distanza, permettendo a più di 1 milione di utenti attivi ogni giorno da smartphone o da computer di non interrompere la continuità didattica. Il nuovo CdA di WeSchool è composto da Marco De Rossi (AD), Andrea Laudadio (Presidente) per TIM, Andrea Di Camillo (P101), Anna Paola Concia e Salvo Mizzi.

 

Wise

Wise Srl è un’azienda biomedicale impegnata nello sviluppo di una nuova generazione di elettrodi impiantabili. L’obiettivo che si pone Wise è quello di combattere il dolore cronico: una patologia che debilita fortemente i pazienti e che ogni anno costa miliardi di euro sui bilanci dei sistemi sanitari europei e statunitensi. Stiamo parlando di numeri importanti: circa 328 milioni di persone in tutto il mondo soffre di dolore cronico a impatto elevato, ossia un dolore che dura per tre mesi o più ed è accompagnato dalla limitazione di almeno un’attività primaria.

 

Fino a oggi il mercato terapeutico è stato appannaggio di farmaci di diverse classi, compresi gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli analgesici oppiacei. Oggi il mercato della neuromodulazione ha un valore stimato di 5,8 miliardi di dollari, più della metà dei quali derivano dal settore SCS. L’azienda ha chiuso nel 2020 un round di Serie C da 15 milioni di euro. I nuovi investitori, guidati da CDP Venture Capital SGR con un investimento di 3,5 milioni di euro, includono il fondo Indaco Ventures I ed EUREKA! Venture SGR, che hanno partecipato al round insieme ai precedenti investitori Principia SGR, New Frontier, Atlante Seed ed Atlante Ventures (fondi gestiti da Indaco Venture Partners SGR), High Tech Gründerfonds e F3F.

 

SOS Tariffe

Con SOSTariffe raccontiamo una exit al 100%. Infatti il gruppo MutuiOnline ha acquistato dai soci fondatori Alberto Mazzetti, Giuliano Messina e Umberto Lentini e dal socio di minoranza Noosalab S.r.l. il 100% del capitale della startup attiva nel campo della comparazione e promozione di contratti di telecomunicazione e energia. I ricavi consolidati di SOS Tariffe S.r.l e delle sue controllate (includendo SOS Consulting S.r.l.) sono stati di 8,2 milioni di euro nel 2019 e di 6,0 milioni di euro nella prima metà del 2020, mentre l’EBITDA è stato di 1,7 milioni nella prima metà di quest’anno.

 

L’operazione per i fondatori ha avuto un valore complessivo superiore a 30 milioni e continueranno ad operare a beneficio di SOSTariffe.it, accompagnandone la transizione all’interno di Gruppo MutuiOnline. Con l’acquisizione di SOS Tariffe.it, la Divisione Broking aggiungerà nel proprio reporting una nuova linea di business, denominata Comparazione Telco & Energia. Nel 2018 il Financial Times aveva inserito SosTariffe.it tra le prime 1.000 startup in crescita nel settore dei servizi finanziari a livello europeo. Nata nel 2010 come primo  servizio di comparazione di tariffe telefoniche ed offerte ADSL, la società era interamente autofinanziata, SosTariffe.it è, poco a poco, cresciuto, paragonando anche i prezzi di assicurazioni e prestiti

 

Igenius

Fondata nel 2016 da Uljan Sharka, è una startup che si occupa di Intelligenza Artificiale applicata alle imprese. Lo scopo di iGenius è quello di rendere accessibile l’analisi dei dati anche a chi non è un tecnico o un data scientist, consentendo a qualsiasi utente aziendale di prendere le decisioni migliori basate su riscontri. All’inizio di marzo l’azienda ha chiuso un round di finanziamento da 11 milioni di dollari, che ha portato il totale raccolto presso gli investitori privati a partire dal 2016 sopra quota 20 milioni di euro.  La startup è specializzata in augmented analytics, tecnologia attraverso la quale qualsiasi azienda, anche non nativa digitale, può sfruttare i propri dati di business a supporto dei processi decisionali in una logica data-driven, anche in totale mobilità e in modalità smart working.  La sua soluzione di punta, Crystal, che sfrutta un’unica interfaccia conversazionale per tutti i dati aziendali, è attualmente disponibile in sei lingue ed è già stata adottata da alcune tra le più importanti aziende Fortune 500. Lo scorso novembre iGenius è stata l’unica società italiana a rientrare nella sezione data & analytics nella classifica delle top 100 SaaS companies europee stilata dal fondo di venture capital Accel.

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