JEME, la società di consulenza degli studenti Bocconi che guarda al V-commerce
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Ultimo aggiornamento il 22 Gennaio 2021 alle 15:06

JEME, la società di consulenza degli studenti Bocconi che guarda al V-commerce

StartupItalia ha intervistato Riccardo Cella Mazzariol, presidente dell’associazione che da oltre 30 anni aiuta imprese e progetti imprenditoriali a migliorare la propria posizione sul mercato

Nel 1988, otto studenti dell’Università Bocconi, di ritorno da un periodo di soggiorno in Francia, decidono di fondare la prima Junior Enterprise italiana. Nasce così Junior Enterprise Milano Economia, associazione di studenti in grado di offrire servizi professionali a piccole e grandi aziende. Una realtà allora inedita per il nostro Paese, che oltre trent’anni dopo è diventata una figura di rilievo per l’ecosistema delle imprese milanesi, dalle startup emergenti alle grandi corporate, grazie anche al network a disposizione dell’Università Bocconi. Tanto da essere nominata, nel 2016, “Miglior Junior Enterprise d’Italia” e seconda in Europa.

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“JEME è formata esclusivamente da studenti Bocconi”, spiega Riccardo Cella Mazzariol, presidente dell’associazione, a StartupItalia. “Quello che contraddistingue la nostra società è la volontà di formare i nostri associati attraverso la possibilità di svolgere sin da subito progetti concreti”. Oggi la società conta circa 30 progetti di consulenza all’anno svolti da studenti selezionati. Negli ultimi mesi, JEME ha lavorato con l’acceleratore milanese Talent Garden alla stesura di un documento contenente proposte per gli investimenti legati al Recovery Plan, inerenti ai filoni del foodtech, cultural heritage ed educazione. In particolare, nel mese di ottobre, l’associazione degli studenti Bocconi ha partecipato a “Next Generation, the Italian Innovation Society”. Un evento che ha visto riunirsi oltre 200 partecipanti, tra istituzioni, fondi di venture capital, startup, incubatori e imprese, con lo scopo di stilare dieci punti essenziali da presentare al governo, per sostenere l’innovazione italiana.

Una delle più recenti collaborazioni ha visto JEME supportare la crescita e lo sviluppo di inVRsion, startup specializzata nel settore della virtual reality per il mondo della GDO e delle vendite. Uno dei principali obiettivi dell’azienda è favorire la svolta dell’ecommerce verso il v-commerce. “Invece di acquistare un prodotto su Amazon, il cliente può entrare, attraverso il dispositivo di inVRsion, all’interno di un centro commerciale virtuale e scegliere il prodotto”, spiega Cella. “La collaborazione con JEME è nata nel 2018, nel momento in cui inVRsion aveva iniziato a sviluppare la propria tecnologia”.

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Nel segno di Bocconi

StartupItalia: Cos’è JEME e come nasce?

Riccardo Cella: «JEME è una Junior Enterprise formata esclusivamente da studenti dell’Università Bocconi. JEME ha un’entità giuridica di associazione studentesca. Tuttavia, possiede una forte impronta aziendale, essendo iscritta alla Camera di Commercio dal 2001. Ci contraddistingue la volontà di formare i nostri associati attraverso la possibilità di svolgere sin da subito progetti concreti. La società è nata quando, nel 1988, otto studenti della Bocconi, di ritorno da un’exchange in Francia, hanno potuto osservare il modello francese e hanno deciso di replicarlo, per la prima volta, anche in Italia. Nel corso del tempo, la visione di JEME è rimasta sempre la stessa: formare il proprio personale, attraverso progetti di consulenza rivolti a startup e multinazionali».

SI: Quali caratteristiche distinguono la vostra consulenza da quella di altre realtà del settore?

RC: «I nostri progetti di consulenza sono personalizzati in base alle richieste del cliente e spaziano da Business Plan ad analisi di mercato. Il nostro obiettivo è di portare risposte tangibili alle aziende con cui collaboriamo, cercando un equilibrio tra il dettaglio della ricerca accademica e l’efficacia necessaria allo sviluppo di progetti imprenditoriali. Essendo molto giovani e non volendo focalizzarci su un singolo settore, propendiamo per una consulenza quanto più possibile data-driven».

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SI: Da un lato mancanza di esperienza, dall’altro la possibilità di osservare da vicino le tendenze e i prodotti richiesti dalle generazioni più giovani, vostri coetanei.

RC: «È così. Offrire, proprio per ragioni anagrafiche, una vicinanza maggiore ai driver dei consumatori della nostra generazione, è un altro punto di forza di JEME. Perciò, nel caso in cui i nostri clienti si occupino di prodotti rivolti ai giovani, siamo in grado di dare una prospettiva diversa a livello di consulenza. C’è poi un secondo aspetto fondamentale che gioca a favore di JEME: l’ecosistema in cui è immersa. La nostra società gode del network formato tanto dagli studenti dell’Università Bocconi, quanto dall’ateneo stesso. Oltre che dall’acceleratore universitario B4I e dagli oltre 500 alumni di JEME. Una comunità molto varia e sempre in espansione, anche a livello internazionale».

JEME e startup, un connubio destinato a crescere

SI: Partendo dal vostro rapporto con l’incubatore di Bocconi, B4I, qual è la visione di JEME nei confronti dell’ecosistema startup milanese e italiano?

RC: «C’è un crescente fervore nell’imprenditoria italiana e milanese, che trova le basi nella volontà di colmare la distanza con altre capitali europee. Da un lato, assistiamo a un numero sempre più elevato di incubatori e acceleratori, disposti a giocare il proprio ruolo in questa partita. Dall’altro stiamo ancora faticando a vedere spirito imprenditoriale da parte dei giovani e degli studenti, forse a fronte di una paura culturale del fallimento, ancora presente. Anche da qui deriva l’importanza di JEME: nel formare una cultura imprenditoriale attraverso un contatto costante con startup di successo.

La stretta collaborazione con B4I rientra nel nostro obiettivo di avvicinarci ai vari acceleratori di startup milanesi. In passato abbiamo collaborato anche con incubatori, quali Talent Garden e Startupbootcamp, e con startup come inVRsion e Oval Money. JEME cerca quindi costantemente di approcciarsi ai luoghi in cui le startup crescono e si sviluppano. L’avvicinamento a questo mondo è stato un processo graduale, dettato dalla vicinanza dell’associazione alla metodologia di lavoro e allo spirito imprenditoriale che contraddistinguono il settore».

La collaborazione con il v-commerce inVRsion

SI: La consulenza di JEME a inVRsion nasce nel 2018 e prosegue ancora oggi. Di cosa si occupa l’azienda?

RC: «inVRsion è una startup che offre servizi di virtual reality per il mondo della GDO e del retail. A livello di tecnologia, si tratta di una software house, in grado di scannerizzare i vari prodotti, all’interno di questo software di realtà virtuale. La vision dell’azienda è di favorire la transizione del commercio online verso la realtà pionieristica del v-commerce. Invece di acquistare un prodotto su Amazon, il cliente può entrare, attraverso il dispositivo di inVRision, all’interno di un centro commerciale virtuale e scegliere il prodotto. Si tratta, comunque, di un progetto di lungo termine. Sul breve periodo, inVRision è invece specializzata nell’offrire servizi di raccolta dati inerenti al cliente, per le aziende di marketing».

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SI: All’interno di queste attività, quale apporto ha fornito e tuttora fornisce la consulenza di JEME?

RC: «La collaborazione con la nostra società è nata due anni fa, nel momento in cui inVRsion aveva iniziato a sviluppare la propria tecnologia. All’epoca, JEME si è occupata di strutturare il primo business plan della startup. Dal 2018 in poi, ci siamo impegnati a ricercare i bandi che potessero aggiornare il business plan, per un totale di cinque progetti nell’arco di due anni. Se, all’inizio del percorso condiviso, inVRsion aveva una tecnologia in nessuna delle sue parti pronta per il mercato, oggi è una realtà leader, all’interno dell’industria retail, per quanto riguarda l’esperienza 3D e il v-commerce».

SI: Non deve essere facile assistere una startup in un settore con tante potenzialità, quanto inesplorato, soprattutto in Italia. Cosa vi portate a casa da questa collaborazione?

RC: «inVRsion è una società pioniera nel suo campo e aver avuto l’opportunità di poterci lavorare fianco a fianco è stato per noi un grande stimolo. Abbiamo inevitabilmente incontrato tante incertezze e difficoltà, riguardanti le direzioni che il business plan avrebbe dovuto percorrere. Per di più, in mancanza di dati e con la necessità di focalizzare l’attenzione sul medio lungo periodo. Tuttavia, è proprio questo il motivo per cui portiamo questo progetto come esempio: JEME si è dimostrata capace di aiutare una realtà innovativa a raggiungere la sostenibilità a livello economico, in un mercato molto incerto e che pochi anni fa non esisteva ancora».

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