Norma's Teaching, "Vi racconto perchè ho deciso di licenziarmi e insegnare inglese sui social" - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 17 Febbraio 2021 alle 7:00

Norma’s Teaching, “Vi racconto perchè ho deciso di licenziarmi e insegnare inglese sui social”

Un anno fa ha lasciato il lavoro, oggi è l'insegnate di inglese più seguita sui social, ma non chiamatela influencer

È l’insegnante d’inglese più famosa d’Italia, è italiana ed ha creato la sua impresa a partire da TikTok per poi sbarcare su Instagram dove oggi conta più di 500 mila follower con la pagina Norma’s Teaching.

Un anno fa ha preso la decisione di licenziarsi dalla scuola d’infanzia dove lavorava per iniziare la sua avventura da freelance, poi la pandemia l’ha costretta a casa come tutti noi e lì, Norma Cerletti, 29 anni, ha capito che era arrivato il momento di sperimentare nuovi linguaggi, ma sempre con l’approccio allo studio e da “insegnante” che la contraddistingue. Così nasce Norma’s Teaching (ma non chiamatela influencer).

Norma Cerletti


Da quando ci siamo conosciute il tuo profilo instagram è cresciuto notevolmente, oggi conti più di 500 mila follower, ma facciamo un passo indietro, ci racconti brevemente come e quando nasce Norma’s Teaching?

La mia storia in realtà è molto semplice: sono un’insegnante di inglese e insegno da quasi 10 anni. Poi ad un certo punto a ottobre dello scorso anno ho deciso di lasciare il posto fisso. È stata una decisione molto sofferta, realizzata dopo una brutta delusione che mi ha fatto scegliere di mettermi in proprio. Fino a marzo del 2020 ho quindi lavorato da freelance, dopo tanti anni nel settore avevo molti contatti, insomma le cose mi andavano bene. Poi la pandemia, il disastro, mi sono ritrovata improvvisamente smarrita. 

Hai subito pensato ai social come canale di insegnamento?

Sembra strano ma non sono una persona particolarmente incline ai social o meglio non mi piace raccontare troppo della mia vita privata, poi un amico mi ha raccontato di TikTok e mi ha convinto ad aprire un mio profilo. 

A fine aprile eravamo solo due a insegnare inglese su questa piattaforma e qui ho iniziato a utilizzare l’hashtag #ImparaConTikTok. TikTok è un social molto particolare, anche le interazioni o la community si approcciano in maniera diversa rispetto a tutti gli altri social.

Ma prima di iniziare, il mio approccio da studiosa mi ha fatto osservare tanto. Desideravo guardare con cura tutto quello che non mi piaceva, volevo riuscire a trasferire la mia passione e la mia esperienza di insegnante, ma portando qualcosa di nuovo che fosse solo mio. Così ho inventato quello che poi è diventato il mio format: ogni giorno 5 minuti di studio e poi ripasso nel weekend. Dopo TikTok a fine luglio ho deciso di aprire anche la pagina Instagram.

La tua passione per l’inglese invece nasce nell’infanzia o c’è speranza anche per chi non mastica inglese sin da bambino?

Tutti possono imparere l’inglese e ci tengo a dire questo anche perchè è un po’ la mia esperienza.  No, non ero una bambina bilingue, da piccola ho cambiato spesso città con i miei genitori, trasferendoci anche in provincia per un periodo. Così a 17 anni per la voglia di uscire dal mio paese sono andata un anno negli Stati Uniti, dove mi sono diplomata.

Lì vivevo in una piccola città al confine con il Canada dove tutti praticamente si conoscevano e nessuno veniva da “fuori” come me. Così per sentirmi integrata al 100% volevo assolutamente parlare come parlavano loro, con la pronuncia corretta, conoscendo i loro modi di dire e  così mi sono impegnata e –sorride– ci sono riuscita.


Poi il ritorno in Italia, quando hai capito che l’insegnamento sarebbe stata la tua professione?

Sono rientrata a Milano e inizialmente mi ero iscritta alla Bocconi, ma mi sono accorta presto che quella non era la mia strada così ho preferito lasciare. In questo momento di sopsensione, è stata mia madre a spingermi molto verso la strada dell’insegnamento, consigliandomi di prendere  la certificazione CELTA per poter insegnare inglese in tutto il mondo. E così ho fatto, e sin da subito ho iniziato a insegnare scoprendo che era la cosa che più mi piaceva. Nel frattempo mi sono laureata in scienze politiche alla Statale di Milano.

Norma e i suoi soci: Alice Bush e Michael Carbone 

Norma’s Teaching oggi non è solo una pagina instagram, ma anche una società che hai fondato con i suoi soci. Come ti senti dopo neanche un anno dall’inizio di questa nuova avventura? 

Spesso sono ancora incredula di quello che mi sta accadendo e devo ringraziare anche chi mi ha saputo dare i giusti consigli. Per me è fondamentale in questi momenti dove tutto è nuovo e soprattutto veloce sapere che non sono da sola. Molti ad esempio mi chiedono come mai Clio –ndr ClioMakeup– abbia parlato di me e se ci fosse un accordo tra di noi. La verità è: assolutamente no, Clio ha solo ripreso la mia pagina, consigliandola ad altri e di questo ovviamente le sarò sempre grata, ma è successo così, per caso. Come lei anche altri personaggi del settore mi hanno contattata e questo lo dico perchè: da una parte credevo non potesse accadere ma soprattutto perchè non è banale, quando ti ritrovi catapultata in questo mondo, anche solo poter chiedere un consiglio. Può davvero fare la differenza. Per il resto io continuo ad occuparmi esclusivamente di tutti i miei contenuti, i miei soci invece pensano ai conti economici. 

Quali obiettivi hai/avete per i prossimi mesi? Ti va di anticiparci anticiparci qualcosa?

Per adesso ci stiamo concentrando sulla vendita dei corsi online che sta andando incredibilmente bene. A breve uscirà il mio primo libro e spero che questa possa essere l’occasione anche di poter fare qualcosa fuori dall’online, mi piacerebbe infatti avere dei momenti di incontro anche con la community che mi segue, vedremo se sarà possibile.

Prima di lasciarci Norma ci anticipa anche un altro grande progetto sul quale però ancora non può svelare nulla.

 “Con i miei soci stiamo lavorando a un progetto molto grande che dovrebbe vedere la luce questo autunno”.

Norma è una vera Unstoppable Women ed è stata ospite del nostro evento durante #SIOS20 potete ascoltare il suo intervento qui a partire dal minuto 42.00

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