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Trump torna su Facebook? Domani si decide

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Trump torna su Facebook? Domani si decide

Il ban dura dal gennaio scorso, quando una folla di sostenitori dell’ex presidente fece irruzione a Capitol Hill

Il ban dura dal gennaio scorso, quando una folla di sostenitori dell’ex presidente fece irruzione a Capitol Hill

Domani, mercoledì 5 maggio, il Facebook’s Oversight Board deciderà se l’ex presidente USA, Donald Trump, potrà tornare o meno sul social network da cui era stato cacciato temporaneamente a seguito dei fatti di Capitol Hill il 6 gennaio scorso. Pochi giorni prima del giuramento dell’allora presidente eletto Joe Biden, il tycoon aveva tenuto un discorso a Washington, continuando a ripetere i suoi slogan sulla frode elettorale che avrebbe subito. A seguito di questo intervento incendiario, una folla aveva poi preso d’assalto il Campidoglio. Tra gli effetti immediati di quei fatti ci sono state le decisioni dei Big Tech: Twitter, Facebook e YouTube hanno bannato temporaneamente il profilo di Trump. Per Twitter la cacciata è divenuta permanente, per Facebook ancora non si è deciso.

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Trump lancerà un suo social?

Come si legge sul New York Times, il Facebook’s Oversight Board è una sorta di organo indipendente voluto dalla multinazionale di Menlo Park. A questo collegio spetterà una decisione delicata: un sì o un no al ritorno di Trump sulla piattaforma scatenerà comunque reazioni dalle opposte fazioni. Negli ultimi mesi l’ex presidente USA non ha potuto contare sul megafono social e, mentre gli USA corrono con il piano vaccinale, i piani del 45esimo presidente degli Stati Uniti non sembrano aver messo da parte una candidatura alle prossime elezioni.

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Nel marzo scorso Jason Miller, senior advisor dell’ex presidente USA Donald Trump, ha dichiarato che il tycoon potrebbe tornare sulla scena social inaugurando una propria piattaforma. Su questo si sa ancora molto poco, mentre il social del free speech Parler, su cui sembrava che Trump potesse migrare dopo la cacciata dai Big Tech, ha vissuto mesi difficili (Apple, Google e Amazon lo avevano subito oscurato).

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