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IMPARI, la piattaforma per far funzionare le LIM come si deve

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IMPARI, la piattaforma per far funzionare le LIM come si deve

IMPARI è una piattaforma di social learning pensata per creare libri scolastici digitali, mappe concettuali, appunti e booklets, videoconferenze didattiche e web slide, direttamente nel cloud

IMPARI è una piattaforma di social learning pensata per creare libri scolastici digitali, mappe concettuali, appunti e booklets, videoconferenze didattiche e web slide, direttamente nel cloud

Luciano Pes, è un docente di filosofia con una laurea ad indirizzo logico matematico. Si occupa di programmi per la didattica da circa trenta anni. Insieme a Silvano Tagliagambe, ha realizzato il progetto Semidas-Scuola digitale  della regione Sardegna,  che ha portato all’istallazione di una LIM in ogni aula delle scuole sarde, dalla primaria alle superiori per un totale di circa 9.000 classi.  Da tre anni scrive, in collaborazione con professionisti dell’informatica e soprattutto con i suoi studenti,  IMPARI, una piattaforma di social learning pensata per creare libri scolastici digitali, mappe concettuali, appunti e booklets, videoconferenze didattiche e web slide, direttamente nel cloud.

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Le LIM e…i problemi

Nella realtà sarda, ma non solo, l’introduzione delle LIM ha comportato diversi problemi sia rispetto ai materiali prodotti, sia sulla necessità di una migliore integrazione delle LIM con la rete. Altre criticità saranno accentuate in futuro con lo sviluppo inarrestabile del mobile learning.  Partendo da queste problematiche, nel progetto  IMPARI, si è pensato ad un nuovo   strumento in grado di favorire il superamento di queste criticità. Problematiche recentemente emerse anche nel documento governativo “La buona scuola” in cui le LIM vengono definite obsolete e ingombranti. Anche se la frase è infelice e sbagliata, se si va oltre il significato letterale, in questa affermazione c’è qualcosa di vero.

Le LIM non sono ingombranti

A mio parere è non è corretto definire le LIM ingombranti perchè sono grandi. Un display che si possa vedere da tutti i banchi di un’aula di 50 mq deve essere almeno di 77 pollici. Non sono quindi ingombranti, anzi, da questo punto di vista, sono adeguate. Se con quel termine invece si intende che sono collegate a cavi volanti, con istallazioni non a norma, che in certi casi sono anche pericolose, allora sono d’accordo. Questa situazione  dipende però dal fatto che il MIUR, ma anche la regione Sardegna, hanno trascurato le installazioni nelle scuole.

Le LIM non sono obsolete (o forse sì?)

Veniamo all’altra affermazione, quella che mette l’accento sull’obsolescenza delle LIM. La lavagna elettronica è un display più grande del normale, perciò affermare che un monitor possa essere obsoleto solo perché  grande,  sembra una tesi bizzarra. Sarebbe più corretto sostenere che alcune lo sono, come quelle fatte arrivare in fretta e furia dal lontano oriente solo per partecipare a bandi di gara. Anche in questo senso, dire che le LIM sono tutte obsolete, è colpire nel mucchio in modo poco efficace e non certo corretto.

Il software delle LIM non va

L’affermazione è invece condivisibile se ci si riferisce al software autore di cui tutte le LIM sono dotate. Questi software, pur essendo generalmente ottimi, ben fatti e sviluppati,  paradossalmente sono  obsoleti e rischiano di portarci fuori strada. Vediamo perché tramite questo elenco schematico

  1. I programmi autore delle LIM funzionano solo su PC ma non sui tablet e sugli smartphone: per gli studenti questo è un limite fortissimo e basterebbe da solo per decretarne la scomparsa;
  2. Le lezioni vengono create offline e solo in un secondo momento inviate ad un server, ma non funzionano in cloud. In questo modo non possono essere utilizzate in situazioni di collaborative e social learning, sempre più necessarie se si vuole creare un effetto moltiplicatore nella produzione  di contenuti;
  3. I dati vengono salvati in formati chiusi. Ciò significa che se un docente insegna in più scuole, o nella scuola ci sono LIM di diverse marche, non solo trova difficoltà a collaborare con altri docenti,  addirittura si vede costretto a duplicare i suoi lavori per adattarli a LIM differenti.
  4. L’export dei dati, che è lo strumento con il quale si  cerca di favorire la collaborazione con le LIM, non risolve tutti i problemi. Si tratta di formati proprietari (come il PDF) e limitanti  per l’interattività.
  5. Per condividere in maniera completa i contenuti prodotti con le LIM, occorre che il software venga installato in ogni pc, dei docenti e degli studenti. Un obiettivo francamente fuori portata per la maggior  parte degli studenti (o impossibile nel caso in cui si possiedano solo strumenti mobile).
  6. I software hanno un costo che diventa esorbitante se moltiplicato per il numero degli studenti di una scuola. Esistono diversi programmi liberi per  le LIM  che riescono a superare questa difficoltà ma purtroppo non i limiti dei punti precedenti perchè, anche questi, sono funzionano offline e non in cloud.

Le 5 soluzioni

Occorrerebbe, allora, un programma per la gestione delle LIM con le seguenti caratteristiche:

  1. Online e capace di effettuare operazioni direttamente in cloud;
  2. Senza la necessità di essere installato;
  3. Funzionante su tutti i browser (Internet Explorer, Chrome, Firefox, Safari, Opera), con i sistemi operativi (Apple, Android, Windows, Linux) e in tutti i device (PC e LIM, Ipad, Tablets android e smartphones);
  4. Utilizzabile sia dal docente per preparare la lezione con la LIM, sia dallo studente per prendere appunti sul tablet collegato in cloud alla lavagna;
  5. Gratuito

Queste sono le ragioni che hanno portato il team IMPARI a sviluppare uno strumento nuovo per dare una prima risposta a queste problematiche. E’ possibile provarlo in versione limitata cliccando su questo link

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di Luciano Pes