Approvato il regolamento per la protezione dei consumatori. Cosa cambia e che rischi ci sono - Startupitalia immagine-preview

Nov 15, 2017

Approvato il regolamento per la protezione dei consumatori. Cosa cambia e che rischi ci sono

Secondo la tedesca Julia Reda, il regolamento per la protezione dei consumatori online è stato indebolito dal Consiglio dell'UE che ha introdotto anche altre misure che se abusate possono portare alla censura.

In seduta plenaria a Strasburgo, il parlamento europeo ha approvato con 591 voti a favore, 80 contrari e 15 astenuti, il regolamento per la cooperazione nella protezione dei consumatori online.

Solo nel 2014 infatti, si è scoperto che il 37% dei siti web che offrivano viaggi, intrattenimento, libri, vestiti, ha violato le norme sulla tutela dei consumatori.

 

Il regolamento, che aggiornerà il precedente 2006/2004, fornirà maggiori poteri alle autorità nazionali facilitando anche il loro coordinamento nel controllo degli scambi tra i Paesi dell’Unione.

Col nuovo regolamento, le autorità competenti potranno:

  1. chiedere a chi gestisce i registri dei domini internet l’identità di chi viola la legge a tutela dei consumatori,
  2. fare acquisti online fingendosi un cliente,
  3. imporre multe,
  4. ordinare a chi gestisce l’accesso a internet di bloccare o limitare l’accesso ai siti sospetti se non ci sono altri modi di fermare le pratiche illecite, o anche rimuovere il dominio stesso,
  5. cercare di ottenere dai venditori online rimedi adeguati per compensare i consumatori danneggiati.

Il testo ha avuto il plauso di molti ma non di tutti, come la responsabile in commissione IMCO dei Verdi, l’europarlamentare Julia Reda del Partito dei Pirati tedesco, che ha votato contro il regolamento, assieme a tutto il gruppo dei Verdi.

Per Reda, il testo approvato tutela meno i consumatori

Come affermato nel suo blog, Reda denuncia che la versione finale accettata dal responsabile del file per il Parlamento, la Ceca Olga Sehnalová (Gruppo S&D, socialisti e democratici) sia quella voluta dal Consiglio dell’Unione Europea, formato dai capi di Stato e di Governo degli Stati Membri. Il Consiglio sarebbe responsabile di aver introdotto, in capo alle autorità, il potere di bloccare siti web, senza la necessità del vaglio di un giudice (Art. 8, 3 comma, lett. e). Come già successo nel campo del diritto d’autore, tema vicino alla Reda, il rischio di un abuso di questo potere potrebbe portare alla censura.

La Reda, a marzo 2017, aveva proposto come misura cautelativa la rimozione del contenuto lesivo ma non il blocco dell’intero sito.

Risarcimenti facoltativi per i consumatori

L’altro grosso cambiamento ottenuto dal Consiglio è che mentre nella versione precedente era previsto il potere dell’autorità competente di ordinare una compensazione a favore dei consumatori, ora il testo approvato prevede una mera possibilità di trovare un accordo economico compensativo (art. 8, 3 comma, lett. ba).

Infine, mentre la proposta del Parlamento prevedeva la restituzione dei proventi illeciti, l’articolo del testo approvato a maggioranza è stato cancellato senza modifiche o sostituzioni da parte del Consiglio.

I prossimi passi

Il testo deve essere ancora approvato formalmente dal Consiglio e si applicherà 2 anni dopo la sua entrata in vigore.

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