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Decreto rilancio, dimagriscono bonus autonomi, fondo affitti e turismo?

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Decreto rilancio, dimagriscono bonus autonomi, fondo affitti e turismo?

Il bonus da 600 euro non diventa 800 ed escluderebbe gli iscritti agli Ordini, il Fondo affitti scende da 180 a 140 milioni, dei 200 milioni per il turismo ne resterebbero 50

Il bonus da 600 euro non diventa 800 ed escluderebbe gli iscritti agli Ordini, il Fondo affitti scende da 180 a 140 milioni, dei 200 milioni per il turismo ne resterebbero 50

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C’è grande attesa per il Consiglio dei ministri di questa sera che dovrebbe infine varare l’ex decreto Aprile, ormai ribattezzato dal governo decreto Rilancio. Secondo le ultime versioni del documento circolate, però, si registrano passi indietro e dimagrimenti delle misure in diversi settori.

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Meno soldi al Fondo affitti?

Secondo l’ultima bozza del decreto Rilancio che dovrebbe arrivare sul tavolo del Cdm, scenderebbe da 180 a 140 milioni lo stanziamento previsto per il Fondo nazionale per il sostegno agli affitti.

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Meno soldi al turismo?

L’altra voce di spesa che risulta tagliata nella bozza del decreto Rilancio è il Fondo Turismo. La dotazione sarebbe ora di soli 50 milioni di euro per l’anno 2020 contro i 200 della penultima versione giunta alla stampa e, si legge, “può essere incrementata nella misura di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021”.

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Meno soldi alle partite Iva?

Infine, parrebbe dimagrito anche il bonus da 600 euro per le partite Iva. Se venissero confermate le indiscrezioni, il governo si sarebbe infatti rimangiato l’aumento del bonus da 600 euro a 800, eppure annunciato da esponenti politici di prim’ordine in più occasioni.

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Ancora il 21 aprile  la titolare del dicastero del Lavoro, Nunzia Catalfoassicurava: nel “decreto Aprile, oltre al rifinanziamento di tutti gli ammortizzatori sociali già previsti a marzo – compreso l’indennizzo per partite Iva, autonomi e stagionali che da 600 passerà a 800 euro – conterrà anche l’ampliamento dei congedi parentali per i genitori con figli e un’indennità per i lavoratori domestici (colf e badanti)”. In tale occasione assicurava anche massimo “impegno per fare in modo che tutti i cittadini siano tutelati è massimo”. Il giorno dopo la medesima assicurazione arrivava dal ministro allo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, al Question time alla Camera dei Deputati: “Pensiamo a un raddoppio della mensilità e un aumento dell’indennizzo”.

Esclusi gli autonomi delle professioni protette?

Inoltre il Sole 24 Ore scrive: “ad aprile i 600 euro vanno a professionisti non iscritti agli ordini” mentre “a maggio mille euro per i liberi professionisti titolari di partita Iva che hanno perso almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 e ai Co.Co.Co che hanno cessato il rapporto di lavoro”. Secondo quanto riporta il quotidiano di Confindustria, dunque, gli iscritti alle professioni protette vedranno sfumare l’occasione di percepire il bonus da 600 euro di aprile per rientrare nella platea dei beneficiari dei 1000 euro di maggio, a patto di dimostrare il minor incasso, sui mesi di marzo e aprile rispetto al medesimo periodo del 2019.