Berlino, IFO: "Niente isteria e lockdown, non siamo ai livelli di marzo"
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Ultimo aggiornamento il 12 ottobre 2020 alle 10:50

Berlino, IFO: “Niente isteria e lockdown, non siamo ai livelli di marzo”

L’Istituto di ricerca economica evidenzia che la situazione non è paragonabile a quella della scorsa primavera

Mentre buona parte del Vecchio continente sembra destinato a varare fin dalle prossime ore mini-lockdown e nuove misure restrittive, in Germania l’IFO, prestigioso istituto di ricerca economica, irrompe nel dibattito politico a difesa del sistema produttivo e contrapponendosi ad avventate decisioni sulla quarantena.

Cosa dice l’IFO

Attualmente, come ha reso noto il Robert Koch Institute per le malattie infettive, i casi in Germania sono saliti di 2.467 unità nelle ultime 24 ore, dopo essere stati attorno a 4mila nei giorni precedenti, con sei decessi. Si tratta del secondo decremento registrato nel Paese.  Anche per questo l’IFO sconsiglia di intraprendere nuove misure che danneggerebbero l’economia e l’industria tedesca, ma avverte anche di non lasciarsi andare al lassismo nella lotta al Coronavirus.

Il totale dei casi di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia è salito a 325.331, con 9.621 morti. In realtà, nonostante quanto sostiene l’IFO, la situazione resta comunque critica: in base ai dati aggiornati a domenica, in sette giorni sono stati diagnosticati 21.527 nuovi casi di coronavirus, con un’incidenza di 25,9 casi ogni 100mila abitanti nella media, ma con tassi «considerevolmente più alti» a Berlino (oltre 100 casi ogni 100mila abitanti in alcuni distretti) e Brema. Nel Paese stanno leggermente aumentando i contagi tra gli anziani, mentre è in calo l’incidenza dei casi tra quanti tornano da viaggi. L’indice di riproduzione del virus è salito a 1,4 sulla base dei dati dei quattro giorni a domenica.

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IFO: casi in aumento per aumento dei test

L’IFO sottolinea che l’aumento dei contagi è dovuto a un numero più alto di infezioni, ma anche a un incremento dei test. «Non possiamo paragonare direttamente i numeri di ottobre a quelli di aprile. Per questo i responsabili politici ed economici non dovrebbero imporre restrizioni che siano eccessive o introdurre misure troppo lassiste», ha detto il presidente dell’IFO, Clemens Fuest, aggiungendo che «abbiamo bisogno di restrizioni che facilitino l’attività economico non che la impediscano». Rendere obbligatoria la mascherina anti-contagio e fare altri test può permettere alle persone di partecipare alle attività che sarebbero altrimenti chiuse, come le scuole e i negozi, ha spiegato. Al tempo stesso «non ci può essere una ripresa economica se la pandemia non è sotto controllo».

Parigi, Castex: «Non mollate. Dobbiamo evitare lockdown»

Il 17% dei test nell’Ile-de-France, la regione di Parigi, «risulta positivo, un dato che non avevamo mai raggiunto». Lo ha detto il direttore dell’Ars, l’agenzia regionale di Salute, Aurélien Rousseau, intervistato da Rmc Bfm Tv. «Oggi, a Parigi, tra le persone che hanno tra i 20 e i 30 anni, abbiamo oltre 800 casi positivi su 100mila, la soglia d’allerta è cinquanta. Soprattutto, da tre giorni, ed è questo l’allarme che lanciamo, queste cifre aumentano molto rapidamente tra gli anziani. Questo significa che c’è passaggio tra le generazioni ed è questa la nostra maggiore preoccupazione», ha proseguito, aggiungendo che attualmente sono 473 i malati da Covid-19 in rianimazione.

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Per questo, di fronte all’ennesima impennata di casi, il premier francese, Jean Castex, ha lanciato un forte appello ai francesi affinché non gettino la spugna della lotta al Coronavirus. «Non si può mollare», ha dichiarato ai microfoni di France Info, annunciando una nuova versione dell’applicazione StopCovid, equivalente francese di Immuni, per il 22 ottobre.

Ricordiamo che il premier finì bersaglio di numerose critiche dopo che aveva ammesso di non aver mai scaricato la prima versione dell’app anti-Covid. «I francesi – ha detto – hanno considerato un po’ troppo presto che questo virus era scomparso. La realtà – ha avvertito – è che la seconda ondata è qui tra noi». E «non si può mollare». Il premier ha quindi sottolineato che un «lockdown generalizzato va evitato con tutti i mezzi».

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Londra, piano d’emergenza per evitare il lockdown nazionale

Intanto la situazione non è certo più rilassata Oltremanica. Il primo ministro britannico Boris Johnson nella giornata di oggi, lunedì 12 ottobre, annuncerà un nuovo sistema di lockdown con tre livelli di allerta: «medio», «alto» e «molto alto». Secondo la BBC, contestualmente il Primo ministro dovrebbe dichiarare la chiusura di Liverpool, città ha registrato 600 casi di Covid ogni 100mila persone nella settimana terminata il 6 ottobre.

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan

La media per l’Inghilterra era di 74. Johnson presiederà una riunione del comitato di emergenza Cobra al mattino, poi aggiornerà il parlamento. In serata è prevista una conferenza stampa del premier, insieme con l’ufficiale capo medico e il ministro dell’Economia. La Gran Bretagna conta oltre 42mila vittime di Covid, il bilancio peggiore d’Europa. Domenica quasi 13mila persone sono risultate positive.

Russia, nuovo picco record di contagi

I casi di Covid-19 in Russia sono aumentati di 13.592 unità nelle ultime 24 ore, portando il totale delle infezioni a 1.312.310. Lo fa sapere il centro di crisi anti-coronavirus. Il tasso di crescita medio è sceso dall’1,1% all’1%, secondo il centro di crisi. I morti sono stati 125, rispetto ai 149 del giorno prima. Dall’inizio dell’epidemia sono morte 22.722 persone. È il terzo giorno di fila in cui i numeri giornalieri risultano più alti del picco raggiunto nel corso della prima ondata in primavera.

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