Coronafobia: ora gli italiani temono il futuro. E non comprano

Ultimo aggiornamento il 26 maggio 2020 alle 15:27

Coronafobia: ora gli italiani temono il futuro. Non comprano né viaggiano

Fase 2 all'insegna del pessimismo nero. Lo rivela uno studio di Confcommercio-Censis. Accanto ai problemi reali, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l’attività e il 23,4% è finito in Cig, 6 su 10 sono congelati dalla paura dell'avvenire

Guai a sottovalutare la psicologia delle persone. Vale per i rapporti umani, vale soprattutto per l’economia, che in fondo è la somma di tanti atteggiamenti individuali. Spesso, meglio non dimenticarlo, sono emozioni ancestrali, come l’euforia e la paura (in entrambi i casi anche ingiustificate) a determinare la fortuna o la sfortuna di una realtà quotata.

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Perciò più di tante stime – che in questi giorni si sprecano – sulle diminuzioni del PIL, l’esplosione del debito pubblico e quella della disoccupazione, può essere utile soffermarsi sul report firmato da Confcommercio-Censis che indaga sulle paure degli italiani. E ci dice qualcosa di preoccupante: 6 famiglie su 10 temono che la situazione attuale, già difficile, sia comunque migliore di quella del prossimo futuro. Finché non cambieranno idea non torneranno a consumare…

© Confcommercio-Censis

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La Coronafobia degli italiani

Potremmo parlare di Coronafobia. Che non è solo la paura del Coronavirus, di contrarlo o che ritorni, ma più genericamente un insieme di circostanze, sanitarie ed economiche, che oggigiorno rendono gli italiani guardinghi. Alcuni hanno tutto il diritto di essere con il morale a terra, avendo subito un forte danno alle proprie finanze: il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l’attività e il 23,4% è finito in cassa integrazione. Globalmente, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l’attività lavorativa e il reddito.

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Tutta questa incertezza rende il futuro, ovvero la ripartenza, quantomai fosco: quasi sei famiglie su dieci temono di perdere il posto di lavoro. Orma anche la riapertura del Paese è vissuta senza alcun entusiasmo ma con parecchia inquietudine. Lo studio riporta infatti che il 52,8% vede “nero” per la propria famiglia, percentuale che sale al 67,5% con riferimento alle prospettive del Paese.

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La Coronafobia congela i consumi

I soldi? Sono pochi ed è meglio metterli da parte, perché il Coronavirus ha dimostrato che le regole del gioco possono essere sovvertite in un attimo. In estrema sintesi è questo ciò che emerge spulciando i dati. Il 23% ha dovuto rinunciare definitivamente all’acquisto di beni durevoli (mobili, elettrodomestici, auto) già programmati e il 48% a qualunque forma di vacanza (week end, ponti, Pasqua, vacanze estive).

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A quest’ultimo proposito, oltre la metà delle famiglie non ha programmato nulla e circa il 30% rimarrà a casa non avendo disponibilità economica (percentuale che sale al 57% per i livelli socio economici bassi).

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Solo il 9,4% ha in programma un periodo di villeggiatura che però, rispetto agli anni scorsi, sarà più breve e all’insegna del risparmio.

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