L'alba del nuovo Dpcm. Come cambieranno le giornate degli italiani
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Ultimo aggiornamento il 6 novembre 2020 alle 6:46

L’alba del nuovo Dpcm. Come cambieranno le giornate degli italiani

Slittata di un giorno, l'entrata in vigore del nuovo decreto del presidente del Consiglio è prevista per oggi, 6 novembre, e durerà almeno fino al prossimo 3 dicembre

Un nuovo giorno, l’ultimo lavorativo della settimana, è appena cominciato, e un nuovo Dpcm sta entrando in vigore. In sostituzione del suo predecessore, ormai consegnato al passato insieme ai tanti prima di lui, durante la pandemia da Covid-19. Questa volta la novità è la suddivisione in tre zone di rischio di contagio, calcolate dall’Istituto superiore di Sanità in base agli indicatori che fanno capo all’indice di trasmissibilità Rt.

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Nello specifico, si parla di zone rosse per scenari di tipo 4, con Rt superiore a 1,5, sinonimo di “trasmissibilità non controllata”. Zone arancioni, in linea con scenari di tipo 3, in cui Rt è compreso tra 1,25 e 1,5. Tradotto, “trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo”. Infine, la terza opzione, la meno stringente, delle zone gialle, dove Rt oscilla fra 1 e 1,25. Aree, che a oggi comprendono la maggior parte delle regioni italiane. Le misure saranno valide da oggi, venerdì 6 novembre, almeno fino al 3 dicembre, con eventuali proroghe. Per quanto riguarda le “ulteriori misure di contenimento del contagio”, inerenti alle aree arancioni e rosse, ogni settimana il ministero della Salute verificherà le condizioni per il mantenimento o meno delle disposizioni. Le ordinanze, a oggi, sono comunque valide per un periodo minimo di 15 giorni.

Dpcm 3 novembre, la giornata tipo nelle zone rosse

Se si abita in Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta, a partire da oggi niente più colazione al bar, chiusi, così come i ristoranti, 7 giorni su 7. La nuova cena al ristorante diventerà, anche se molti già lo stanno sperimentando, la consegna a domicilio, disponibile 24 ore su 24, o l’asporto, fino alle 22. Ma andiamo con ordine. Dopo aver fatto colazione a casa, si andrà in ufficio soltanto se impossibilitati a lavorare da remoto. Difatti, ci si potrà spostare all’interno del proprio comune, al di fuori o da una regione all’altra, solo per necessità stringenti e di lavoro o salute. Come dimostrarlo? Semplice, con la sempreverde autocertificazione. Chi utilizzerà il trasporto pubblico, deve ricordarsi che il riempimento di bus e carrozze non potrà superare il 50%.

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Per i bambini e i ragazzi, la situazione cambia in base all’età. Resteranno aperte le scuole dell’infanzia, le elementari e le prime medie. Gli alunni compresi in queste classi, potranno recarsi a scuola con i mezzi pubblici, che potranno superare, a differenza del trasporto pubblico locale – tpl -, la capienza del 50%. Dalla seconda media fino al quinto superiore, il nuovo DPCM ripristina la didattica a distanza. Discorso valido anche per le università, che verranno chiuse. E le attività sportive? Sospese, salvo le competizioni riconosciute di interesse nazionale dal CONI e dal CIP. Per allenarsi, quindi, non resta che la corsa sotto casa o l’allenamento individuale, rigorosamente all’aperto.

Oltre a centri sportivi e palestre, chiuderanno i luoghi di cultura: museimostre, teatri e cinema. Armarsi di libri da leggere – le librerie rimangono aperte – e fare una lista di buon film da vedersi, piuttosto che riprendere in mano un vecchio strumento, possono quindi risultare soluzioni valide per non perdersi in momenti di noia in casa. Non sarà inoltre possibile andare nelle sale giochi e scommesse o nei bingo, attività soggette a chiusura.

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A differenza di marzo, tuttavia, niente lotte all’ultimo pacco di penne rigate e nessuna coda all’entrata dei supermercati: resteranno aperti, così come i beni alimentari e di necessità. In più, non ci si dovrà improvvisare barbieri, poiché le parrucchierie non chiuderanno, mentre i centri estetici sì. Allo stesso modo, rimarranno aperte lavanderie, edicole e tabaccherie, farmacie e parafarmacie.

Aree arancioni, cosa cambia

Tante analogie e poche differenze fra chi risiede in zone arancioni, ossia in Puglia o Sicilia, è gli abitanti in zone rosse. Anche per pugliesi e siciliani, niente colazione al bar, chiusi come i ristoranti 7 giorni su 7. Non cambia la situazione neanche in merito all’asporto, disponibile fino alle 22, e alla consegna a domicilio, sempre attiva.

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Leggermente meno stringenti le disposizioni in merito agli spostamenti. Secondo il DPCM, all’interno del proprio comune sarà possibile fare passeggiate e circolare, ma non nelle ore notturne fra le 22 e le 5 del mattino, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute, dimostrati attraverso l’autocertificazione. Autocertificazione necessaria anche per spostarsi fuori dal comune e dalla regione, sempre per ragioni lavorative, di salute o di necessità. Lo smart working resta la modalità da preferire, come in tutta Italia, per chi ne può usufruire. Varranno le stesse regole delle zone rosse, pure per i mezzi pubblici.

© Viminale

Per bambini e ragazzi, l’e-learning partirà dalle scuole superiori in poi, a eccezione degli studenti con disabilità o per uso dei laboratori. Le lezioni in presenza sono quindi previste per gli studenti nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie, per i quali il trasporto pubblico potrà superare la soglia di riempimento del 50%. Si sposta online anche l’università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. In merito allo sport, resteranno aperti i centri sportivi, mentre chiuderanno le piscine e le palestre.

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Nei giorni festivi e prefestivi chiuderanno i centri commerciali, fatte salve le farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. In sostanza, si potrà entrare fare shopping nel proprio comune, ma non nei centri commerciali. Resteranno infatti aperti boutique e negozi di ogni tipo. Con la chiusura di musei e mostre, teatri e cinema, occorrerà reinventare il proprio tempo dedicato alla cultura. Aspetto essenziale, ancora di più in un momento simile. È prevista la sospensione delle attività delle sale giochi e scommesse e bingo. Insomma, iniziare a ritirare fuori i vari Risiko e Monopoly, piuttosto che la cara vecchia scacchiera o il mazzo di carte, sarà probabilmente alternativa comune.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Le misure delle zone gialle, le più diffuse

A oggi, il DPCM colloca le restanti regioni italiane in quest’ultima area. Si tratta di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

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Nelle aree gialle entrano in vigore le misure minime, varate dal governo nel DPCM del 6 novembre, e attive in tutta Italia. Cosa cambia, dunque, rispetto agli abitanti di zone arancioni e rosse? Innanzitutto, il famoso caffè al bar sarà possibile prenderlo, fino alle 18. Orario di chiusura previsto sia per bar, sia per ristoranti. Invariata la deadline per l’asporto, ore 22, e il domicilio, che resta sempre attivo. Sugli spostamenti, la giornata tipo del residente in zona gialla passa da un divieto, salvo necessità, a una “raccomandazione” di non circolare, se non per motivi di salute, lavoro, studio o situazioni di necessità. In ogni caso, il limite del 50% di affollamento sul tpl rimane anche in queste aree.

© Fonte: Polizia di Stato

Si alza, inoltre, l’età di partenza della didattica a distanza, che coinvolgerà soltanto i ragazzi delle superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori, e gli universitari. Gli atenei, che più delle scuole riescono ad avere risultati di apprendimento apprezzabili anche mediante l’e-learning, terranno le lezioni online, se non per alcune attività per le matricole e per i laboratori. Come per le zone arancioni, fare sport sarà possibile nei centri sportivi, mentre resteranno chiuse le piscine e le palestre.

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Alla stessa maniera, nei centri commerciali, durante i giorni festivi e prefestivi, saranno aperti solo le farmacie e parafarmacie, i punti vendita di generi alimentari, le tabaccherie e le edicole. Anche qui, chiuderanno musei, mostre, teatri e cinema. Infine, in tutto il Paese, verranno sospesi i concorsi pubblici, compreso quello della scuola, a esclusione di quelli per il personale sanitario.

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